Diritto e Fisco | Articoli

Auto cointestata e sospensione patente

7 Settembre 2021
Auto cointestata e sospensione patente

Guida in stato di ebbrezza: quando la sospensione della patente viene raddoppiata. Come evitare la confisca dell’auto. 

L’articolo 186 del Codice della strada, che sanziona la guida in stato di ebbrezza, prevede, tra le varie sanzioni, anche la sospensione della patente. Quando però l’auto è intestata a una persona diversa rispetto al trasgressore, non potendosi applicare la confisca del veicolo nei confronti di un soggetto estraneo al reato, la durata della sospensione della patente di guida viene raddoppiata. 

Ci si è chiesto che succede in caso di un veicolo semplicemente cointestato con un’altra persona. Poniamo il caso di un giovane che guidi la macchina che il padre, dopo aver acquistato, intesti sia a sé che, appunto, al figlio utilizzatore. La problematica sorta in giurisprudenza è se il raddoppio della sospensione della patente scatti anche nel caso di auto cointestata. 

La questione è stata decisa dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Secondo la Suprema Corte, se il veicolo è cointestato, non c’è raddoppio della sospensione della patente, ma scatta ugualmente la confisca del veicolo. 

Quindi, ad esempio, nel caso di un’auto intestata alla moglie, se la coppia è in regime di comunione dei beni, la sanzione accessoria della sospensione della patente, nel caso di guida in stato di ebbrezza oltre la soglia di 1,5 g/l, non può essere raddoppiata ma l’automobile apparterrà allo Stato, verrà cioè confiscata e poi venduta, senza che il comproprietario della stessa (che non ha commesso l’illecito) possa contestare tale conseguenza.

La ragione di tale interpretazione è da ricondurre a una interpretazione letterale del richiamato articolo 186 del Codice della strada. Tale norma, infatti, prevede che la sospensione della patente tra un minimo di due anni e un massimo di quattro (periodo raddoppiato rispetto alla sanzione ordinaria) venga sempre applicata al caso di guida in stato di ebbrezza più grave (cioè oltre 1,5 g/l) solo e unicamente se il veicolo appartiene a persona estranea al reato (rispetto cioè a colui che viene pizzicato dalla polizia ubriaco al volante). In questo caso, non scatta la confisca del mezzo che normalmente è prevista per l’ebbrezza oltre gli 1,5 g/l e, quindi, ci sarebbe chi guiderebbe un veicolo altrui proprio per evitare la confisca.

Secondo la Cassazione, quando il Codice della strada parla di «appartenenza del veicolo» non si riferisce al dato formale dell’intestazione, ma al «dominio» su di esso, ossia al potere di utilizzo, a prescindere da chi ne sia ufficialmente il proprietario. 

Dunque, quando il cointestatario ha un “dominio” sul veicolo, questo diventa confiscabile e la sospensione non raddoppiata della patente.

La Corte era già intervenuta nei casi di veicoli aziendali, escludendo che l’intestazione alla società dell’auto possa ritenersi fittizia anche se il socio la utilizza fuori dall’orario di lavoro [2]. 

Tutto ruota ancora una volta attorno all’appartenenza del veicolo a persona estranea al reato: il dominio sulla cosa può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali. Sono esclusi quindi soltanto i mezzi presi a noleggio o prestati occasionalmente da parenti o amici.

Esiste però un sistema per evitare la confisca dell’auto in caso di guida in stato di ebbrezza. Se infatti il conducente decide di sostituire le sanzioni penali dell’ammenda e dell’arresto con la sanzione del lavoro di pubblica utilità, il mezzo non potrà essere confiscato, ma la sospensione della patente risulterà comunque doppia rispetto a chi guidi un mezzo proprio.  


note

[1] Cass. sent. n. 28173/21 del 23.07.2021.

[2] Cass. sent. n. 38579/19.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

5 Commenti

  1. Però scusatemi a me non sembra affatto giusto che venga confiscato il veicolo in caso di auto cointestata. Perché l’altro familiare deve pagare pure per il reato commesso dall’altro? Non trovo giusta questa interpretazione della Cassazione…

  2. Fatemi capire…. Mio figlio beve, provoca un incidente perché è alla guida dell’auto e quest’ultima gli viene confiscata anche se io sono cointestatario? Ma allora non mi conviene proprio cointestare l’auto. Chi sbaglia paga. Ho sempre insegnato questo a mio figlio. Per l’amor di Dio, gli ho anche imposto di non prendere assolutamente l’auto se una sera dovesse decidere di bere insieme agli amici e di contattarmi qualora anche i suoi amici avessero alzato il gomito in modo da evitare di fare danni

  3. Credo che sia giusto confiscare il veicolo a chi viola il codice della strada e, soprattutto, a chi decide di guidare anche se è ubriaco perché magari una volta gli va bene e non accade nulla, ma già il solo fatto che potenzialmente potrebbe provocare un incidente e rimetterci la pelle o causare lesioni o morte altrui deve essere sanzionato. Prevenire è meglio che curare! Dovrebbero fare maggiore informazione e sensibilizzare nelle scuole e in famiglia i ragazzi affinché non prendano il brutto vizio di mettersi alla guida nonostante il tasso alcolico elevato

  4. Il mio ex marito aveva preso la brutta abitudine dell’alcol quando usciva con i colleghi. Era caduto nella dipendenza… Una sera, nel ritornare a casa, ha fatto un incidente. Per fortuna non è successo nulla di grave ed è andato a sbattere contro un cartello. L’auto era la sua e gliel’hanno confiscata così ho dovuto accompagnarlo al lavoro finché non è terminata la sospensione della patente. Un’altra sera, poi, è uscito di nuovo con i colleghi che lo hanno riaccompagnato a casa sbronzo fradicio così l’ho messo davanti ad una scelta. Alla fine, ci siamo lasciati…

  5. Un mio amico beccato dalle autorità in guida in stato d’ebbrezza ha optato per la sanzione del lavoro di pubblica utilità per evitare la confisca dell’auto. Da allora, non si è mai più messo alla guida sbronzo. Se decide di bere, allora non prende proprio l’auto e si accerta che uno di noi amici resti sobrio per riaccompagnarlo a casa e lui fa lo stesso quando è il suo turno. Questa vicenda lo ha responsabilizzato ed ha sensibilizzato anche tutto il gruppo di amici e la comitiva

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube