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Contrassegno unico disabili europeo (Cude): come funziona

7 Settembre 2021
Contrassegno unico disabili europeo (Cude): come funziona

Come ottenere il contrassegno invalidi valido in tutti i Comuni d’Italia e in Europa; come si usa. 

L’Italia ha finalmente istituito il Contrassegno unico disabili europeo (Cude). Lo ha fatto con notevole ritardo rispetto a quando, 23 anni fa, la Commissione Ue lo ha previsto. Lo ha fatto con la definitiva adozione del Decreto Ministeriale delle Infrastrutture del 5 luglio 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 2021.

La caratteristica del Contrassegno unico disabili europeo (Cude) è che consente, al portatore di handicap, di circolare dove normalmente agli altri utenti è vietato, su tutto il territorio dell’Unione Europea, e non solo in Italia (caratteristica questa confinata al vecchio contrassegno disabili, anche chiamato pass disabili). 

In cosa consiste il nuovo Contrassegno unico disabili europeo (Cude)? 

Il Cude è un documento digitale, che sostituisce quello vecchio cartaceo, introdotto nel 2012 e che non aveva semplificato la vita dei disabili come avrebbe dovuto.  

Viene così istituita una banca dati unica (la «piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici», nell’Archivio nazionale dei veicoli tenuto dalla Motorizzazione), al posto di quella di ogni singolo Comune. 

Quali sono i vantaggi del nuovo Cude? 

Innanzitutto, il disabile non è più tenuto a telefonare agli altri Comuni per farsi “accreditare” quando intende recarsi sul loro territorio (si pensi al portatore di handicap che vuol circolare nelle Ztl e che, senza il pass comunale, non potrebbe). 

In secondo luogo, come anticipato sopra, il nuovo Cude consente di circolare liberamente in tutta la Ue, cosa prima impossibile perché alcuni Stati non riconoscevano i documenti cartacei italiani.

Come ottenere il Contrassegno unico disabili europeo (Cude)? 

Per ottenere il Contrassegno unico disabili europeo (Cude), il portatore di handicap deve presentare, presso il proprio Comune di residenza, la richiesta del codice univoco, associato al Cude. 

Questa procedura può avvenire anche in via telematica, tramite lo Spid o la carta d’identità digitale. È poi necessario compilare un apposito modulo (per come previsto nel Dm), indicando, «secondo un criterio di priorità di preferenza, il numero di targa di uno o più veicoli, fino ad un massimo di due», che intende utilizzare per muoversi.

Si può usare il Contrassegno unico disabili europeo (Cude) su due auto?

Come anticipato, il Cude può essere utilizzato su massimo due veicoli. 

Ciò non toglie che se ne possono utilizzare anche altri: il Cude è personale, nel senso che il suo titolare può fruirne su qualsiasi veicolo abbia a disposizione. Solo che, quando viaggia su uno che non aveva registrato, deve comunicarne di volta in volta la targa, se vuole evitare che gli arrivino multe per infrazioni rilevate da sistemi automatici.

Il Comune inserirà i dati, aggiornando la piattaforma unica. Il Ced della Motorizzazione genererà quindi il codice univoco e, da quel momento, il Cude “prenderà vita”. 

Si può usare il Contrassegno disabili di una persona deceduta?

Sebbene scontato, bisogna ricordare che non è possibile usare il contrassegno disabili di una persona defunta. Ma se un tempo questa condotta veniva spesso compiuta impunemente, oggi gli abusi saranno facilmente contestabili. Difatti, la piattaforma sarà aggiornata anche con il collegamento automatico tra il Ced e l’Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente).



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