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Come riconoscere una notizia falsa

8 Settembre 2021
Come riconoscere una notizia falsa

Fake news: gli indici per scoprire le bufale sul web.

Da quando le notizie non sono più soggette al controllo di editori e capi redazione, da quando per ogni giornale non c’è più un direttore responsabile le cui leggerezze potevano costare una responsabilità risarcitoria, quando non penale, le fake news sono sempre più ricorrenti e, a volte, pericolose.

Si dirà che, grazie ad Internet, l’informazione è più libera rispetto ai tempi in cui i giornali erano di carta stampata; ma, come ha dimostrato l’esperienza, non è sempre così. Il rischio di strumentalizzazioni e di facili ricorsi alla fantasia, pur di spingere argomentazioni di parte, è assai frequente. Di qui il problema: come riconoscere una notizia falsa? Esiste qualche strumento che ci possa tutelare?

Gli algoritmi dei motori di ricerca e dei social network hanno intrapreso una vera e propria crociata contro le fake news elaborando sistemi di riconoscimento automatico. Se una notizia viene segnalata come fasulla, e tanto viene accertato oggettivamente, l’eventuale condivisione del link o dell’immagine su un profilo Facebook, LinkedIn o Instagram diventa pressoché impossibile. Provate voi stessi a fare un esperimento: la piattaforma vi oscurerà il contenuto e, in caso di condotte reiterate, potrebbe arrivare a sospendervi l’account o a renderlo poco visibile agli altri contatti.

Il problema si pone per tutti quei casi che si pongono nella famosa zona grigia: parliamo di quelle notizie che apparentemente sembrano poggiare su circostanze vere ed avvalorate scientificamente, ma che poi trascendono nella fantascienza vera e propria. Qui deve essere il lettore a sapersi orientare e a sapere come riconoscere le fake news. 

Qui di seguito forniremo alcuni suggerimenti pratici che potranno aiutare anche l’utente più sprovveduto a districarsi in quella giungla chiamata web.

Immagini fuorvianti

Photoshop è il primo incriminato. Ad esso è addebitabile la creazione di tanti falsi, condivisi sotto forma di immagini jpeg. Così, ecco che, sotto il logo di un giornale nazionale, può essere aggiunta manualmente una notizia non veritiera: un’opera di post produzione che non richiede grande esperienza in computer grafica. 

Il primo e basilare consiglio è dunque di non credere alle immagini, ai finti screenshot se poi non vi è alcun link alla notizia originale. Link che dovete cercare per vedere se quell’immagine corrisponde a una pagina web realmente esistente. 

A volte, le foto di corredo all’articolo sono estrapolate da contesti differenti e utilizzate strumentalmente per altri fini. 

Se viene condivisa un’immagine, salvatela sul desktop del vostro computer e poi caricatela su “Google Immagini”. In questo modo, potrete verificare quale sia il contesto iniziale in cui la stessa è stata pubblicata. Se non troverete risultati soddisfacenti abbandonate l’ambizione di essere i primi a condividere la notizia. Meglio – come suggeriva Umberto Eco – non tentare di apparire saggi subito per dover risultare sciocchi dopo.

Ricerca delle fonti

Un tempo, quando il sapere veniva contenuto in enciclopedie, la ricerca delle fonti era un’attività secondaria. Una volta che un contenuto veniva pubblicato – tanto per fare un esempio – sulla Treccani non c’era bisogno di verificare poi se lo stesso era attendibile o meno. Oggi, invece, questa attività è diventata imprescindibile. 

Anche se non è necessariamente detto che tutte le notizie vere debbano per forza provenire dai giornali nazionali, così come non è del tutto scontato che un quotidiano famoso debba per forza fornire contenuti di alta qualità, è anche vero che bisogna stare attenti alle notizie roboanti, provenienti da siti sconosciuti. Il fatto di essere assidui lettori del giornale di nicchia non vi rassicurerà sulla fondatezza delle sue notizie. 

Controllate allora se il giornale è registrato in tribunale, se vi è un direttore responsabile che, per eventuali inesattezze, risponda in prima persona. Accertatevi da quanto tempo esiste il giornale: i blog hanno una vita spesso assai breve (a volte, non resistono più di tre/quattro anni) e, in quest’arco di tempo, nessuno controlla le informazioni che spacciano in rete. 

Di solito, offrono più attendibilità i siti certificati, quelli cioè che iniziano con https, piuttosto che quelli che iniziano con http; i primi sono riconoscibili da un’icona a forma di lucchetto visibile sulla barra dell’indirizzo del browser.

Verificate le notizie in precedenza fornite dallo stesso giornale sfogliando nel suo archivio: perché, se per alcune di queste vi risulterà più difficile distinguere una fake news da una notizia vera, per altre invece il compito potrebbe essere più agevole. 

In ogni caso, restiamo sempre dell’idea che i quotidiani nazionali più conosciuti, se anche possono sposare una tesi politica piuttosto che un’altra, non diffondono mai fake news o inesattezze. E dunque, prendendo con le dovute pinze le informazioni che forniscono, calcolando cioè la visione di parte che possono avere in modo più o meno netto, sono sicuramente più attendibili.

Un altro importante metodo per scovare le fake news è verificare se la stessa notizia è riportata su altri giornali. Le notizie ufficiali sono infatti battute dalle agenzie di stampa e di lì vengono poi riportate su tutti i quotidiani (cartacei e online). Se una notizia è falsa, non avrà mai spazio in una nota stampa ufficiale.

Leggi e sentenze

Spesso, vengono citate leggi e sentenze a sproposito. A volte, i numeri delle sentenze vengono addirittura inventati. Tutti però hanno la possibilità di fare una ricerca in Internet per verificarne il contenuto delle pronunce della giurisprudenza o degli articoli di legge. È sicuramente più facile accontentarsi di un riassunto o della spiegazione pratica fatta da un terzo, ma spesso proprio dietro di ciò si nascondono le strumentalizzazioni. Ecco che allora la ricerca della fonte primaria – ossia la sentenza o la legge – potrà dipanare ogni dubbio. 

Il lessico

Il lessico utilizzato dall’autore dell’articolo nasconde numerose tracce sull’attendibilità della stessa. Quando la notizia è inventata di sana pianta, la forma narrativa è spesso impersonale, non c’è mai un soggetto a cui ricondurre una specifica azione (diversamente si potrebbe ricadere nella diffamazione), non ci sono date, fonti, non vengono fatti nomi, non ci sono riferimenti specifici a studi o ad eventi determinati. Tutto è molto nebuloso, in modo che nessuno possa ricostruire il fatto e accorgersi che lo stesso è solo un falso. 

Anche il titolo dell’articolo è uno specchio della sincerità del suo contenuto. Non credere ai facili scoop. Quando siamo in presenza di una fake news, il titolo è quasi sempre tutto maiuscolo e, a volte, è corredato da un punto esclamativo (per dare maggiore enfasi alla notizia).

Altri importanti suggerimenti li potrai trovare nell’articolo “Come riconoscere una fake news“.

Fake news: è reato?

Non esiste attualmente in Italia una legge che punisca la pubblicazione di fake news. La notizia falsa sconfina nel penale solo se diventa un elemento di diffamazione, un attacco alla reputazione e all’onore di un soggetto determinato (fosse anche una società). Si pensi al caso della falsa notizia secondo cui una casa farmaceutica avrebbe prodotto un medicinale che provoca il cancro quando ciò non è vero o non è stato accertato: una notizia di questo tipo, gettando onta sul soggetto, potrebbe dar luogo a una querela per diffamazione aggravata. O si pensi alla notizia di un falso incidente aereo che potrebbe far crollare le vendite dei biglietti di una determinata compagnia. Viceversa, dire che sulla terra sono approdati gli alieni o che esiste una cura, tenuta nascosta, contro la morte non è reato. 



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