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Inflazione: ecco perché può essere utile

7 Giugno 2014
Inflazione: ecco perché può essere utile

Fino al 2% l’inflazione rispecchia il quadro di un’economia in crescita ed è quindi rassicurante sia per Pmi che per cittadini.

La Banca Centrale europea sta facendo di tutto per far riprendere l’inflazione nell’eurozona. Ma perché queste misure volte a combattere lo scenario nel quale i prezzi stanno fermi o addirittura arretrano (cosiddetta “deflazione”)?

A prima vista la deflazione può apparire vantaggiosa per pensionati e detentori di un reddito fisso perché il loro potere di acquisto reale aumenta. In effetti è così in una visione abbastanza ristretta. Ma le cose cambiano se la questione viene vista in un’ottica macroeconomica e si guarda l’economia nazionale o della U.e. Infatti, l’assenza di inflazione denota un’economia che non cresce: il che significa aumento della disoccupazione, peggioramento dei conti dello Stato e clima di insicurezza su tutte le categorie.

“L’inflazione – spiega Rossella Manfredi, responsabile business di Credem – è uno specchio della crescita. Più precisamente è un effetto, e non una causa, della crescita economica.

C’è un’inflazione sana che deriva dalla maggiore domanda per consumi e investimenti: quindi se i prezzi crescono è sintomo di salute di un sistema economico.

Se l’inflazione si attesta entro il 2-3% non è dannosa, ma anzi riflette un’espansione del Pil (prodotto interno lordo), mentre oltre questi livelli può cominciare a essere preoccupante.

C’è poi un’inflazione da materie prime, meno sana per l’economica, che viene importata nel sistema economico e che non è legata alla crescita del Pil. Fortunatamente oggi questa seconda voce non preoccupa”.

“Gli interventi delle banche centrali per ristabilire un dinamica sana dell’inflazione – continua Manfredi – non sono ovviamente diretti. Le banche centrali possono stimolare la domanda che a sua volta determina una ripresa dell’inflazione. La cinghia di trasmissione non è immediata e ovviamente serve tempo”. Un tasso di inflazione fisiologico è positivo per le imprese che fanno investimenti e che vedono quindi aumentare le loro remunerazioni ma anche per i cittadini che si indebitano in quanto la restituzione del mutuo nel tempo sarà meno onerosa in termini reali.

Un potente freno all’inflazione è arrivato dall’euro forte: la moneta unica staziona da anni su livelli elevati verso il dollaro e questo ha ridotto l’impatto dei prezzi delle materie prime. L’altra faccia della medaglia è che l’euro forte ha zavorrato l’export. L’indebolimento della moneta unica sarà un possibile canale per far riprendere l’inflazione anche se secondo gli analisti è difficile ipotizzare che nei prossimi mesi l’euro possa scendere sotto l’area di 1,30.


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