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È possibile sposarsi all’estero?

27 Novembre 2021
È possibile sposarsi all’estero?

Il matrimonio celebrato in un altro Paese è valido anche in Italia, a condizione che venga trascritto nel registro di Stato civile del Comune di appartenenza.

Vivi una bellissima storia d’amore con il tuo fidanzato. State insieme da diverso tempo e, adesso, avete deciso di coronare il vostro sogno. Tuttavia, entrambi desiderate che la cerimonia sia intima e si svolga in un altro Paese. Ma è possibile sposarsi all’estero? La risposta è certamente positiva. Se i nubendi sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge, come ad esempio la maggiore età e la capacità di intendere e di volere, possono ottenere dal Comune di residenza (o dalla rappresentanza diplomatico-consolare) il certificato di capacità matrimoniale.

Dopo la celebrazione, l’atto legalizzato e tradotto deve essere trasmesso all’ufficiale di Stato civile affinché venga trascritto nel registro. L’argomento stuzzica la tua curiosità? Allora prenditi cinque minuti di tempo per proseguire nella lettura.

Quali sono i requisiti per sposarsi?

Prima di addentrarci nell’argomento, voglio spiegarti quali sono i requisiti per contrarre un matrimonio valido a tutti gli effetti secondo la legge italiana.

Innanzitutto, è necessario essere maggiorenni. In alcuni casi, tuttavia, i nubendi possono sposarsi, previa autorizzazione del tribunale, anche se hanno compiuto solo 16 anni. Ma non è tutto. La coppia che decide di fare il grande passo deve:

  • essere formata da un uomo e una donna. Gli omosessuali, invece, possono accedere all’unione civile;
  • avere la capacità di intendere e di volere al fine di esprimere la frase «sì lo voglio» in modo pienamente consapevole;
  • godere dello stato libero, nel senso che ognuno non deve essere già sposato con qualcun altro.

Infine, la legge richiede che i due futuri sposi:

  • non siano legati tra di loro da rapporti di parentela, affinità, adozione o filiazione;
  • non abbiano riportato condanne per i reati di omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro.

Con quale rito sposarsi?

I nubendi possono scegliere di sposarsi attraverso una delle seguenti modalità:

  • matrimonio civile: vale a dire quello celebrato in Comune dinanzi al sindaco (o un suo delegato) e regolato dalla legge dello Stato;
  • matrimonio concordatario: in tal caso, la celebrazione avviene in chiesa dinanzi al sacerdote, il quale poi deve inviare l’atto all’ufficiale di Stato civile per la trascrizione nel registro. Solo in questo modo, infatti, le nozze sono valide sia per lo Stato sia per la Chiesa;
  • matrimonio religioso: la celebrazione si svolge in chiesa dinanzi al parroco a cui non segue la successiva trascrizione nel registro di Stato civile;
  • matrimonio acattolico: ovvero il matrimonio celebrato davanti al ministro di un culto diverso da quello cattolico e ammesso dallo Stato.

Ovviamente, la scelta del rito spetta esclusivamente ai nubendi.

È possibile sposarsi all’estero?

Chiariti alcuni aspetti essenziali del matrimonio, vediamo adesso se una coppia italiana può sposarsi all’estero. Tale possibilità è ammessa, ma è bene conoscere la procedura da seguire.

In particolare, devi sapere che le nozze all’estero sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo. Questo vuol dire, in buona sostanza, che per il cittadino italiano è necessario essere in possesso dei requisiti visti poc’anzi che riguardano, lo ribadiamo, l’età, la capacità naturale, lo stato libero, l’inesistenza di un precedente vincolo matrimoniale (e di legami di parentela, affinità, adozione e filiazione) e l’assenza di condanne penali.

Pertanto, la coppia italiana che desidera sposarsi in un altro Paese deve presentare un’istanza di capacità matrimoniale. Il certificato viene rilasciato – dal Comune di residenza se la coppia risiede in Italia oppure dalla Rappresentanza diplomatico -consolare competente se residenti all’estero – solo dopo aver accertato le generalità dei futuri sposi e la sussistenza dei requisiti per contrarre matrimonio.

Per i Paesi che non hanno firmato la Convenzione di Monaco del 1980, le autorità locali possono richiedere un nulla osta che attesti l’assenza di impedimenti per contrarre matrimonio.

Inoltre, in questa ipotesi, non è necessario procedere con le pubblicazioni, a meno che non siano espressamente richieste dalla normativa dello Stato in cui il matrimonio deve essere celebrato.

Infine, per la coppia che decide di sposarsi presso una rappresentanza diplomatica o consolare occorre presentare presso l’ufficio competente un’apposita domanda (personalmente oppure a mezzo posta, fax o anche e-mail) allegando le copie dei documenti di identità. Se l’istanza viene accolta, lo step successivo è quello di richiedere le pubblicazioni nel luogo di residenza. Ad esempio, se i futuri sposi sono entrambi residenti in Italia, le pubblicazioni andranno richieste all’ufficiale dello Stato civile del Comune di residenza; se residenti all’estero, invece, le stesse andranno richieste alla rappresentanza diplomatica o consolare dove sarà celebrato il matrimonio.

Sposarsi all’estero: il matrimonio deve essere trascritto in Italia?

Il matrimonio celebrato all’estero ha valore nel nostro Paese solo se trascritto nel registro di Stato civile presso il Comune italiano competente.

Quindi, una volta ultimata la celebrazione, l’ufficio dello Stato civile estero deve emettere l’atto di matrimonio. A questo punto, il documento va legalizzato e tradotto (in lingua italiana) per essere poi inviato, a cura dei novelli sposi, alla rappresentanza diplomatico-consolare che si occuperà di trasmetterlo in Italia ai fini della trascrizione nei registri di Stato civile.

In alternativa, gli sposi possono anche presentare l’atto di matrimonio (sempre legalizzato e tradotto) direttamente al Comune italiano di appartenenza.

Attenzione: sono esenti da legalizzazione e traduzione gli atti rilasciati dai Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Vienna del 1976, ossia Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Capo Verde, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Moldova, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Turchia.



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