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Visita fiscale di domenica

27 Novembre 2021 | Autore:
Visita fiscale di domenica

Il medico dell’Inps può passare al domicilio del lavoratore nella giornata di domenica per gli accertamenti?

Il lavoratore ammalato, riconosciuto con apposita certificazione dal medico curante temporaneamente non in grado di svolgere la propria attività lavorativa, ha il diritto di assentarsi sino alla data di guarigione prevista. Il dipendente collocato in malattia è soggetto alla cosiddetta visita fiscale, un controllo medico da parte dell’Inps volto alla verifica dello stato patologico: a questo proposito ci si chiede, qualora l’assenza sia prevista durante il fine settimana, se la visita fiscale di domenica sia consentita.

Salvo diversa disposizione del contratto collettivo, normalmente, nel periodo di assenza indennizzata (periodo di comporto) si considerano anche i giorni non lavorativi (sabato, domenica, festività infrasettimanali, etc.), se ricadono nel periodo di malattia. Questo, in quanto si presume che la patologia sia continuativa, a meno che il lavoratore non fornisca la prova contraria.

Bisogna comunque tener presente che, in determinate ipotesi, si è esonerati dalla visita fiscale e che, in altri casi ancora, è possibile giustificare la propria assenza. Facciamo allora il punto della situazione sulla visita del medico Inps: in quali giornate può passare, quali sono le fasce di reperibilità, quando si è esonerati, quando l’assenza all’accertamento sanitario è giustificata.

Quali sono gli orari per la visita fiscale?

Il lavoratore in malattia (il cui medico deve aver inoltrato l’apposito certificato telematico all’Istituto) può essere controllato dal medico dell’Inps 7 giorni su 7, comprese domeniche e festivi, in queste fasce orarie, dette fasce di reperibilità:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i lavoratori del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici.

Le fasce orarie restano invariate la domenica e nei festivi. Si sottolinea che la visita fiscale domiciliare dell’Inps deve avvenire presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale indicato nel certificato telematico inviato dal medico curante all’Istituto.

Che cosa succede se il medico fiscale passa di domenica?

Nel caso in cui il medico dell’Inps passi nella giornata di domenica e non trovi il lavoratore, questi può essere sanzionato.

Qualora il lavoratore sia assente ingiustificato:

  • alla prima visita fiscale: perde qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia;
  • alla seconda visita fiscale: oltre alla precedente sanzione, si riduce del 50% il trattamento economico per il residuo periodo;
  • alla terza visita fiscale: l’erogazione dell’indennità Inps viene interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia; in pratica, lo stato di inabilità temporanea al lavoro per via della patologia non è riconosciuto, ai fini della corresponsione della relativa indennità.

Si deve precisare che l’assenza del lavoratore alla visita fiscale configura un’inadempienza, non solo verso l’Inps, ma anche nei confronti del datore di lavoro, che è interessato allo svolgimento regolare dell’attività lavorativa: deve perciò poter controllare l’effettiva sussistenza della causa che impedisce la regolare prestazione di lavoro.

Per l’assenza alla visita fiscale, anche se di domenica, si può sanzionare il lavoratore, in relazione alla gravità del caso, anche con il licenziamento per giusta causa, prescindendo dalla presenza o meno dello stato di malattia. In ogni caso, le sanzioni disciplinari devono essere applicate con riguardo al comportamento del dipendente nell’intero rapporto di lavoro.

Che cosa succede se il medico fiscale passa di domenica fuori orario?

Se il medico passa per la visita fiscale al di fuori delle fasce di reperibilità, il lavoratore non può subire alcuna sanzione per l’assenza dal proprio domicilio. Non rileva se l’assenza al di fuori delle fasce di reperibilità avvenga o meno nella giornata di domenica: al di fuori degli orari per la visita fiscale, il lavoratore è sempre libero di uscire.

Ad ogni modo, il dipendente in malattia che esce di domenica potrebbe subire delle sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro, anche qualora si allontani dal domicilio al di fuori dell’orario di reperibilità?

In particolare, il dipendente, pur non potendo essere sanzionato per l’assenza alla visita fiscale, potrebbe essere sanzionato qualora sia uscito per svolgere delle attività incompatibili con lo stato di malattia, o che potrebbero ritardare o compromettere la guarigione. Non rileva il fatto che l’attività incompatibile o contrastante con la pronta guarigione sia svolta di domenica.

Chi è esonerato dalla visita fiscale?

Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità per la visita fiscale i lavoratori assenti a causa di:

  • patologie gravi che richiedano terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione sanitaria;
  • patologie collegate all’invalidità riconosciuta, che abbia determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.

Il compito di segnalare l’esonero riguarda il medico curante, che deve provvedere con certificato medico telematico. L’Inps, in questi casi, può comunque effettuare controlli sui certificati e il datore di lavoro può segnalare possibili eventi che richiedono specifiche verifiche: a seguito della segnalazione, nonostante l’esonero, l’Inps potrebbe anche decidere di effettuare dei controlli sanitari.

Che cosa succede se il dipendente esce di domenica durante le fasce di reperibilità?

Se il medico dell’Inps non trova il dipendente nel suo domicilio, anche se ciò avviene la domenica:

  • deve notificare, possibilmente a una persona presente nell’abitazione del lavoratore, un avviso con l’invito per il dipendente a presentarsi il giorno successivo (non festivo) alla visita di controllo ambulatoriale, salvo che l’interessato non riprenda l’attività lavorativa;
  • deve comunicare l’assenza del lavoratore all’Inps che, a sua volta, avvisa il datore di lavoro;
  • qualora il lavoratore non si rechi alla visita ambulatoriale, l’Inps ne dà comunicazione al datore di lavoro ed invita il lavoratore a fornire le proprie giustificazioni entro 10 giorni.

In quali casi l’assenza alla visita fiscale è giustificata?

Al di fuori dei casi di esonero, l’assenza alla visita fiscale si considera giustificata se:

  • vi sia il ricovero ospedaliero del lavoratore;
  • la malattia sia stata già accertata da una precedente visita di controllo: questa “giustificazione” dovrebbe valere, però, soltanto nei confronti dei lavoratori del settore privato, mentre per i dipendenti pubblici gli accertamenti sanitari possono avvenire più volte; addirittura, il medico dell’Inps potrebbe passare più volte di domenica;
  • l’assenza sia stata causata da:
    • forza maggiore;
    • situazioni che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove;
    • concomitanza di visite, prestazioni e accertamenti specialistici se si dimostra che le stesse non potevano essere effettuate in ore diverse da quelle corrispondenti alle fasce orarie di reperibilità;
    • un serio e fondato motivo che renda plausibile l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio, ad esempio una visita presso l’ambulatorio del proprio medico, in caso di impossibilità di conciliare l’orario di ricevimento con le fasce di reperibilità.

Non bisogna confondere le ipotesi di esonero, tassative, con le ipotesi in cui l’assenza alla visita fiscale può essere giustificata: in quest’ultimo caso, difatti, il medico dell’Inps può recarsi comunque presso il domicilio del dipendente e le sanzioni disciplinari non sono escluse a priori, ma deve essere il lavoratore a far valere le proprie ragioni.

Che cosa deve fare il dipendente che vuole uscire la domenica durante le fasce di reperibilità?

Se il dipendente in malattia deve allontanarsi dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità, può essere previsto dalla contrattazione collettiva l’obbligo di comunicare al datore di lavoro l’assenza, anche se l’allontanamento avviene nella giornata di domenica.

La comunicazione, in base alle disposizioni del contratto, può avvenire con diverse modalità, come sms, telefono, mail e fax: se il dipendente risulta assente alla visita fiscale e non ha effettuato la comunicazione all’azienda, può essere sanzionato disciplinarmente anche se l’assenza è dovuta ad un giustificato motivo ed avviene nella giornata di domenica.

Anche nel caso in cui non sia previsto un obbligo in tal senso dal contratto collettivo, o dal regolamento aziendale, è comunque consigliabile che il lavoratore invii una tempestiva comunicazione al datore di lavoro, nei casi di assenza giustificata durante le fasce di reperibilità.

In ogni caso, il lavoratore deve sempre fornire un’idonea documentazione giustificativa, anche se ha comunicato l’assenza alla visita fiscale.

Che cosa succede se il lavoratore guarisce venerdì o sabato sera?

Che cosa succede se il lavoratore guarisce di venerdì o di sabato sera, prima della data di fine prognosi indicata nel certificato? È stato precisato dall’Inps che il dipendente può essere considerato guarito, quindi non risultare più soggetto alla visita fiscale, solo in presenza di un certificato medico di rettifica della prognosi originariamente indicata.

A questo proposito, bisogna considerare che lo stato di malattia è il presupposto del riconoscimento dell’indennità economica da parte dell’Inps, che dunque non spetta in assenza di patologie che determinino la temporanea inabilità allo svolgimento dell’attività.

Per evitare le sanzioni, il lavoratore deve dunque comunicare all’Inps, mediante la rettifica del certificato medico, il venir meno della patologia: anche se la guarigione parte da una giornata festiva o prefestiva, difatti, sussiste sempre il rischio che il medico dell’Inps passi per la visita fiscale al domicilio del dipendente, in quanto la visita fiscale può avvenire sia il sabato che la domenica, nonché in una giornata festiva.

Quanto affermato vale anche se il lavoratore è assente alla visita fiscale perché ha ripreso il lavoro di domenica senza comunicare la guarigione. Peraltro, oltre al dipendente, potrebbe subire sanzioni anche il datore di lavoro, per non aver salvaguardato l’integrità psicofisica del lavoratore.

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti, leggi la “Guida sulla visita fiscale“.



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