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Chi ha diritto al posto auto condominiale?

8 Settembre 2021
Chi ha diritto al posto auto condominiale?

Il diritto dei disabili, portatori di handicap, a un parcheggio. I condomini con più millesimi hanno diritto a un posto auto in più?

Non sempre i posti auto presenti all’interno del cortile consentono a tutti i condòmini di parcheggiare. Così è naturale chiedersi chi ha diritto al posto auto condominiale: se vi siano cioè alcuni condòmini che debbano essere preferiti (come, ad esempio, i disabili) ed altri che invece abbiano diritto a più di un parcheggio (come i proprietari di due appartamenti o coloro che vantano una quota millesimale superiore agli altri). 

Cerchiamo di fare il punto della situazione. Per stabilire chi ha diritto al posto auto in condominio dobbiamo partire dall’analizzare la natura del cortile per comprendere se, su di esso, vi sia o meno un diritto di pari utilizzo da parte di tutti i condòmini.

Parcheggio in condominio: le regole generali

Il cortile è un bene comune, appartiene cioè a tutti i condomini. Pertanto, la regola da applicare al suo utilizzo è quella stabilita dall’articolo 1102 del Codice civile in forza del quale tutti i condomini hanno diritto di usare le cose comuni. 

Tale uso deve rispettare due condizioni: 

  • non è possibile impedire agli altri condomini di fare anch’essi uso della cosa comune (sicché, l’uso non può essere smodato e tale da occupare troppo spazio);
  • l’uso del bene comune non può avvenire per scopi diversi dalla sua funzione naturale (ad esempio, non si può usare il cortile come luogo di scarico della legna da ardere o per organizzare party all’aperto).

Da tale norma, la Cassazione ha dedotto l’esistenza di un diritto, per ciascun condòmino, di parcheggiare l’auto nel cortile condominiale al di là dei millesimi posseduti. Questo significa che chi ha un appartamento piccolo deve poter lasciare il veicolo nel cortile al pari di chi ha un immobile più spazioso.

Il problema si pone però quando il cortile non è sufficientemente ampio per ospitare l’auto di tutti. In tali ipotesi, l’assemblea è obbligata a regolamentarne l’uso in modo da garantire il “pari utilizzo”. In buona sostanza, bisogna deliberare dei turni che, in modo rotatorio, consentano a tutti i condòmini di godere del cortile. In questo, l’assemblea ha ampio margine di scelta, potendo adottare dei criteri che assegnino determinati posti (ad esempio, quelli più vicini al portone) ad alcuni condomini, per poi lasciare che gli stessi siano goduti da altri.

Se l’assemblea non adotta un criterio rotatorio nell’uso del parcheggio condominiale, è diritto di ciascun condòmino rivolgersi al giudice affinché intimi al condominio l’adozione di tale delibera.

Esiste un diritto di alcuni condomini a un maggior uso del cortile?

La Cassazione ha più volte respinto l’interpretazione di chi vorrebbe che, ai condòmini con un maggior numero di millesimi, spetti più di un posto auto. Così non è possibile rifarsi al criterio millesimale per gestire l’assegnazione dei parcheggi nel cortile. 

Il diritto dei disabili a un parcheggio nel cortile condominiale 

Secondo molti giudici [1], i principi solidaristici dettati dall’articolo 2 della Costituzione impongono la compressione, in casi particolari, del diritto di (com)proprietà per la maggioranza dei condomini a favore di una maggiore tutela. È il caso dei disabili. In buona sostanza, se è vero che non sono i millesimi posseduti a poter fare la differenza tra condomini, lo può essere invece un handicap fisico. Ecco allora che numerose pronunce hanno ritenuto che ben può l’assemblea assegnare, in via privilegiata, a un disabile un posto auto nel cortile condominiale.

Il tribunale di Verbania [1] ha spiegato come l’interesse del portatore di handicap ad ottenere, nell’ambito del cortile condominiale, un posto auto da riservare ai disabili sia ricollegabile «al diritto inviolabile ad una normale vita di relazione, tutelato dall’art. 2 Cost., ed al diritto alla salute tutelato dall’art. 32 Cost.». Tali principi vengono prima del diritto di proprietà (sebbene anch’esso tutelato dalla Costituzione e, in particolare, dall’art. 42, comma 2). La proprietà – anche quella di natura condominiale – può subire limitazioni al fine di assicurare il rispetto del dovere di solidarietà, enunciato dall’art. 2 Cost., che mira a consentire proprio l’adeguato svolgimento della personalità, rimuovendo gli ostacoli che si frappongono al superamento di situazioni di disuguaglianza.

Anche la legge [2] sembra confermare tale interpretazione, prima tra tutte la famosa legge 104 – che assegna, ai portatori di handicap e ai loro familiari, una serie di agevolazioni, in particolare sul posto di lavoro – e quella sull’abbattimento delle barriere architettoniche. 

Anche l’art. 1102 del Codice civile deve essere interpretato alla luce del principio di solidarietà enunciato dalla Costituzione e dalla legge, «contemperando i diritti di tutti i condomini all’utilizzo delle parti comuni con quelli di chi, trovandosi in condizioni di ridotta capacità o di incapacità motoria, ha bisogno di strutture o servizi che gli consentano di raggiungere o entrare agevolmente nell’edificio e di fruire dei relativi spazi in condizioni di adeguata autonomia».

La solidarietà condominiale comporta quindi l’accettazione di un pregiudizio, ma solo se lo stesso sia limitato e riconducibile alla normale tollerabilità.

Si è detto come l’esistenza, per un condomino, «di un pregiudizio limitato, che non sia tale da superare i limiti della tollerabilità», non impedisce la realizzazione di una innovazione che rechi vantaggio ad altri [3].

In particolare, si ritiene tollerabile anche una modesta compressione del diritto all’uso della cosa comune quando essa sia giustificata dall’interesse altrui ad un più proficuo uso della stessa e non rechi in concreto alcun serio pregiudizio o grave sacrificio [4]. 

Il diritto di ospiti e clienti a parcheggiare

In forza dell’articolo 1102 del Codice civile, ciascun condomino ha il diritto di ospitare una o più persone e lasciare che queste parcheggino nel cortile condominiale, ma ciò solo a patto che vi sia sufficiente spazio anche per gli altri condòmini o che non vi sia già una delibera che ne abbia regolamentato l’assegnazione. 

Così, allo stesso modo, è ben possibile che i clienti dei negozi possano lasciare l’auto sul cortile condominiale, per quanto non siano dei condòmini. Per evitare però contestazioni da parte dei proprietari di appartamenti, che potrebbero perciò non trovare spazio per le proprie automobili, sarà meglio che l’assemblea decida la delimitazione degli spazi appositi da destinare proprio agli avventori delle attività commerciali.


note

[1] Trib. Verbania, sent. n. 513/2020, Trib. Como sent. del 27/10/2017; Trib. Avellino sent. del 27/06/2017; Trib. Bologna sent. del 7/04/2006.

[2] L. 13/1989 e L. 104/1992 (legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap).

[3] Cass. n. 10445/1998. In senso analogo Cass. Sez. 2, Sentenza n. 7938 del 28/03/2017, Sez. 2, Sentenza n. 18334 del 25/10/2012

[4] Cass. 1572/2000


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