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Omesso versamento IVA: no per chi presenta concordato

7 Maggio 2015
Omesso versamento IVA: no per chi presenta concordato

Nessun reato: la circolare dell’Agenzia delle Entrate che recepisce le sentenze dei giudici.

Il principio era ormai affermato dalla giurisprudenza in modo così stabile e pacifico che l’amministrazione finanziaria non ha potuto fare a meno di recepirlo in una propria circolare. È di ieri, così, il documento di prassi dell’Agenzia Entrate [1] che stabilisce lo “stop” al reato di omesso versamento IVA tutte le volte in cui il contribuente sia stato già ammesso al concordato preventivo prima della scadenza del termine per pagare l’imposta. “Ammissione” vuol dire: emissione del provvedimento di omologa da parte del giudice.

Neanche un mese fa la Cassazione aveva ribadito il principio secondo cui non scatta il reato di omesso versamento IVA tutte le volte in cui l’azienda presenta la domanda di concordato e l’omologa interviene prima della deadline per il versamento dell’IVA (leggi “Il concordato salva dal reato di omesso versamento IVA”). Non viene meno però la responsabilità dell’amministratore se la condotta omissiva avviene prima dell’ammissione.

Nel caso di ammissione al concordato preventivo anteriore alla scadenza del termine per il relativo versamento ovvero anteriore alla consumazione del reato non possono ritenersi sussistenti gli estremi del reato di omesso versamento d’IVA. È necessario – si legge nella circolare – che l’imprenditore abbia ovviamente incluso, nel piano di concordato, il debito Iva e che lo stesso ne preveda la semplice dilazione con previsione di pagamento degli interessi senza andare a decurtare la somma originariamente dovuta.
Nell’ipotesi tuttavia in cui la condotta omissiva sia anteriore all’apertura del concordato preventivo, la giurisprudenza ha affermato che la proposta di concordato non elimina la responsabilità dell’amministratore della società che non ha versato [2].
La circolare riafferma poi che l’istituto della transazione fiscale rappresenta una deroga espressa al principio generale d’indisponibilità e irrinunciabilità del credito da parte dell’amministrazione finanziaria.


note

[1] Ag. Entrate, circolare 19/E/2015 del 6.05.2015.

[2] Cass. sent. n. 39101/2013.

Autore immagine: 123rf com


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