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Se la banca non ti concede il mutuo o ti impone una garanzia

8 Giugno 2014
Se la banca non ti concede il mutuo o ti impone una garanzia

Bloccato il Fondo per i precari, gli istituti di credito sono soliti chiedere, oltre alle garanzie, l’apertura di conti, polizze assicurative e una serie di condizioni che finiscono per aumentare i costi della pratica a carico del cliente.

Ottenere un mutuo da una banca è diventata un’impresa ardua anche per chi ha un reddito di circa 4 mila euro al mese e un posto fisso. Per i precari, poi, è praticamente impossibile, nonostante sia stato istituito – almeno sulla carta – il Fondo di Garanzia governativo. Si tratta di uno stanziamento statale (detto anche “Fondo per i precari”) volto a finanziarie l’acquisto della prima casa da parte dei giovani fino a 35 anni.

Il vantaggio del Fondo era evidente: in base all’originaria previsione, le banche erano tenute a offrire un spread entro massimo l’1,5% (ossia la metà di quello di mercato), rinunciando così a una fetta dei loro guadagni. E, neanche a farlo apposta, pochi sono stati gli istituti di credito disposti a concedere tali finanziamenti. Tanto che il numero di contratti portati a termine si è contato sulla punta delle dita: dei 50 milioni di euro stanziati ne è stato impiegato solo 1 (si parla di circa 96 mutui, dati Consap).

Ma il Fondo ha avuto vita difficile sin dalla nascita. Innanzitutto un successivo regolamento governativo ha, di fatto, annullato lo spread vantaggioso, consentendo alle banche di tornare a offrire i tassi medi di mercato per come concessi alla normale clientela (non si va mai al di sotto del 2,5% e si arriva anche al 6%: la media delle città è al 3,58%).

Successivamente, oltre al danno ne è seguita la beffa: in attesa della firma di un nuovo Protocollo tra l’Abi e il governo (con le nuove convenzioni delle banche), il fondo è stato sospeso.

Le banche sono tornate a farla “da padrone”: al cosiddetto credit crunch si sono, infatti, accompagnati anche una serie di pratiche commerciali scorrette. Come quella di non motivare le ragioni del rifiuto del finanziamento, circostanza che – come chiarito dalla giurisprudenza – è illecita (leggi: “Se la banca rifiuta il finanziamento deve fornire precise motivazioni”); o quella (nell’80% degli istituti) di imporre l’apertura di un conto corrente presso la propria filiale, subordinando la concessione del mutuo a questa pratica; o quella (il 24% delle agenzie) di costringere il cliente a sottoscrivere una polizza vita (o, in alcuni casi, una polizza incendio) venduta dalla stessa banca; o quella di non rispettare l’obbligo di consegnare due preventivi di operatori diversi per questo tipo di assicurazione. Si tratta di comportamenti tutti vietati sia dalla legge che dal Codice del Consumo. Non in ultimo, le banche “dimenticano” di consegnare il modulo Esis, che segue standard europei e consente di confrontare le offerte di mutuo delle diverse banche e scegliere facilmente la più conveniente.

Come tutelarsi

Alcune associazioni di tutela dei consumatori hanno segnalato queste pratiche all’Antitrust, ma ciò non toglie che ogni cittadino possa farlo autonomamente qualora sia vittima di uno di tali abusi.

Se, dunque, la banca ti nega il mutuo, nonostante tu ritenga di avere tutte le carte in regola, puoi sempre rivolgerti al Prefetto, il quale chiederà spiegazioni all’Istituto di Credito e, se non le riterrà soddisfacenti, chiederà l’intervento dell’ABF (arbitro bancario). Per sapere come procedere in tal senso ti rinviamo alla nostra guida: “Se la banca non ti eroga il mutuo ci pensa il Prefetto con l’arbitrato”.


note

Autore immagine: 123rf com


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