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Smartphone: tutela legale contro i servizi non richiesti

9 Giugno 2014
Smartphone: tutela legale contro i servizi non richiesti

Abbonamenti a siti o a servizi mai richiesti mentre navighi sul cellulare e accidentalmente sfiori un banner: possibile una difesa; ecco la guida su come proteggere la propria bolletta.

Ti sarà certamente capitato, navigando in internet dal tuo smartphone, di toccare per errore (o curiosità) un banner pubblicitario e ricevere un sms in cui ti viene comunicata l’immediata attivazione di un servizio a pagamento.

Oppure, mentre stai giocando sul telefono, nell’intento di chiudere una finestra di pop-up, scatta la sottoscrizione ai servizi più disparati. Spesso capita anche che credi di navigare utilizzando le soglie previste dal tuo piano tariffario e, invece, poi scopri che non ti hanno rinnovato la promozione e stai spendendo soldi senza neanche rendertene conto. O che inizi a ricevere sms di vario genere, con contenuti a pagamento, senza averli mai richiesti.

Così, senza volerlo, ti ritrovi abbonato a un sito, a una rivista o a un servizio senza che alcun avviso preventivo – anche in merito ai costi – ti sia mai stato fatto.

Peraltro, nella bolletta, tali importi addebitati all’utente vengono camuffati con le voci più disparate e improbabili, in modo da renderle poco visibili e comprensibili.

Si tratta – per come è agevole comprendere – di una pratica commerciale vietata dal Codice del Consumo e, come tale, illecita. Strano che, ad oggi, nessuna delle numerose associazioni di tutela dei consumatori si sia mossa denunciando le numerosi violazioni all’Antitrust. Authority che, invero, potrebbe attivarsi anche d’ufficio, avendo peraltro ricevuto, sino ad oggi, numerose segnalazioni da parte degli utenti.

Il sospetto, più che fondato, è che tutto ciò avvenga con la piena connivenza delle compagnie telefoniche che, ovviamente, nell’attivazione di tali servizi per conto proprio o di terzi, prendono la loro fetta di provvigione.

Difendersi è possibile

La prima cosa da fare è provvedere a chiedere la disattivazione del servizio, seguendo le istruzioni indicate, di norma, nell’sms di benvenuto, ove viene anche specificato il numero di telefono cui chiamare per stoppare il servizio.

ATTENZIONE: ricordati di non cancellare gli sms contenenti la conferma di attivazione e disattivazione. Essi, infatti, potranno risultare utili, come prove, in caso di contestazioni con l’arrivo della bolletta telefonica.

In ogni caso, per non correre rischi, bisognerebbe sempre inviare una raccomandata a.r. alla propria compagnia telefonica diffidandoli dal non addebitare costi per servizi mai richiesti.

Per evitare sorprese, tieni comunque sotto controllo la bolletta. In caso ti accorgi della presenza di qualche addebito sospetto, fai un reclamo scritto all’operatore ribadendo la volontà di disattivazione del servizio e lo scorporo delle maggiorazioni. Se entro 40 giorni la Compagnia telefonica non risponde o risponde negativamente, puoi rivolgerti a un avvocato o promuovere il tentativo di conciliazione presso un Comitato regionale per le comunicazioni della tua Regione (Co.Re.Com.) seguendo la procedura da noi spiegata nella guida “Controversie con gli operatori telefonici”.

Barring sms

Un tipo di tutela che si può attivare è quella di “barring sms”, un servizio che blocca gli sms come i servizi di sms premium, oppure i messaggi a pagamento in decade 4x (in particolare 43, 44, 46, 47, 48 e 49) come oroscopo, chat, ricette e servizi vari. In verità, lo svantaggio di questa procedura è che interrompe anche la ricezione di servizi sms come quelli della home banking o quelli sull’utilizzo della carta di credito per evitare frodi.

La procedura per chiedere il barring sms è differente a seconda dell’operatore telefonico:

Tim: trovi le istruzioni sul sito oppure chiamando il 119 e richiedendo all’operatore di mettere il numero in black list;

Vodafone: anche in questo caso puoi trovare le informazioni sul sito oppure chiamando l’operatore al 190 e chiedendo l’attivazione del barring sms;

Wind: se non vuoi procedere, anche in questo caso, via internet, devi contattare il 155 e richiedere il blocco dei servizi a sovrapprezzo (può essere totale, cioè chiamate a numerazione 899, 166 e sms, oppure soltanto il blocco parziale di uno dei due);

H3g (3): il numero da chiamare, in questo caso, è il 133 oppure puoi sempre riferirti all’area dedicata del sito;

Postemobile: invia il modulo che trovi sul sito via fax o via posta tradizionale, richiedendo il blocco dei servizi a sovrapprezzo.

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Autore immagine: 123rf com


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