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Si può annullare un matrimonio?

29 Novembre 2021
Si può annullare un matrimonio?

Qual è la procedura da seguire per ottenere l’annullamento delle nozze celebrate in chiesa?

Hai ottenuto il divorzio da tuo marito e, adesso, vivi una nuova relazione con un altro uomo di cui sei follemente innamorata. L’altra sera, ti ha chiesto di sposarlo e hai accettato senza pensarci due volte. Desideri ricominciare una nuova vita ed in cuor tuo sai bene che è la persona giusta. Tuttavia, hai scoperto che la celebrazione potrà svolgersi solamente in Comune. Dato che sei cattolica, ti rechi subito dal tuo avvocato di fiducia per capire cosa devi fare.

In questo articolo ti spiego quando si può annullare un matrimonio. Devi sapere che per la Chiesa le nozze sono un sacramento indissolubile. Pertanto, quando marito e moglie divorziano, ottengono solo la cessazione degli effetti civili del vincolo coniugale. Questo vuol dire, in altre parole, che per sposarsi una seconda volta con il rito religioso è necessario rivolgersi al tribunale ecclesiastico. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il matrimonio?

Cominciamo dalle basi. Le coppie si sposano per costruire una comunione di vita materiale e spirituale. Questo è, in buona sostanza, il matrimonio, da cui derivano una serie di diritti e doveri reciproci, come ad esempio l’obbligo di fedeltà, di coabitazione, di assistenza morale e materiale, ecc.

Attenzione però: chi decide di compiere il grande passo deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • la maggiore età: quindi, è necessario aver compiuto 18 anni. Se si hanno solo 16 anni è indispensabile avere un’autorizzazione del tribunale per i minorenni;
  • la capacità di intendere e di volere: ciascun nubendo deve arrivare all’altare in maniera consapevole;
  • la libertà di stato: in altre parole, non bisogna essere già sposati con altre persone;
  • la diversità di sesso: in Italia, le coppie omosessuali non possono contrarre matrimonio, ma possono ricorrere all’unione civile da cui derivano alcuni diritti e doveri simili a quelli di cui godono i coniugi;
  • l’assenza di condanne penali per omicidio tentato o consumato a danno del coniuge dell’altro;
  • l’assenza di legami di parentela, affinità, adozione o filiazione. Ad esempio, un padre e una figlia, ovviamente, non possono sposarsi.

Quanti tipi di matrimonio esistono?

A dispetto di quanto si pensi, il matrimonio è uno soltanto. Ciò che cambia è il rito con cui lo stesso viene celebrato. In particolare, i nubendi (vale a dire i futuri sposi) possono scegliere:

  • il rito civile: in pratica, il matrimonio viene celebrato in Comune dinanzi al sindaco oppure un suo delegato. In tal caso, le nozze sono regolate interamente dalla legge dello Stato;
  • il rito concordatario: è il classico il matrimonio celebrato in chiesa dinanzi al parroco, il quale legge agli sposi i loro diritti e doveri e trasmette l’atto all’ufficiale di Stato civile affinché venga trascritto nell’apposito registro. In questa ipotesi, le nozze sono valide sia per lo Stato sia per la Chiesa;
  • il rito religioso: è il matrimonio celebrato in chiesa, ma non trascritto nel registro di Stato civile quindi non produce effetti nel nostro ordinamento;
  • il rito acattolico: con questa espressione si intende il matrimonio celebrato da un ministro di culto non cattolico ammesso dallo Stato che, se regolarmente trascritto, produce anche effetti civili.

Si può annullare un matrimonio?

Quando si parla di annullamento si intende la perdita di validità e di efficacia del matrimonio, come se lo stesso non fosse mai esistito. Per le nozze celebrate secondo il rito canonico, però, è sbagliato parlare di annullamento in quanto la Chiesa, come già detto in premessa, considera il matrimonio un sacramento indissolubile. Tuttavia, quando il consenso degli sposi risulta viziato, è possibile chiedere la dichiarazione di nullità.

Più precisamente, il matrimonio religioso può essere annullato in caso di:

  • esclusione di una delle finalità essenziali: vale a dire la procreazione dei figli, la fedeltà, l’indissolubilità del vincolo matrimoniale;
  • errore sull’identità o sulla qualità del coniuge;
  • violenza o timore;
  • mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi, compresa la riserva mentale e la simulazione.

Cosa fare per annullare un matrimonio?

A questo punto vorrai sicuramente sapere come annullare il matrimonio celebrato in Chiesa. Ti dico subito che è necessario rivolgersi ad un avvocato ecclesiastico, il quale, una volta valutati i presupposti per ottenere la nullità, deve preparare il cosiddetto libello, cioè l’atto introduttivo su cui è riportata per iscritto la storia della coppia, dal fidanzamento alle nozze. Tale atto deve essere depositato presso il tribunale ecclesiastico regionale del luogo di residenza della parte convenuta o del luogo di celebrazione del matrimonio. A questo punto, il vicario giudiziale designa un collegio composto da tre giudici, i quali avranno il compito di valutare gli elementi di prova, quindi sentire i coniugi e i testimoni (questi ultimi sono solitamente le persone più vicine alla cerchia familiare, ossia amici e parenti). Tutte le udienze si svolgono in privato ed in assenza di pubblico.

Se la richiesta è ritenuta valida, il matrimonio canonico viene annullato (fatti salvi i diritti di eventuali figli). Tuttavia, la sentenza ecclesiastica non produce effetti nell’ordinamento italiano fino a quando non viene resa esecutiva attraverso il giudizio di delibazione. Cosa vuol dire? Che è necessario rivolgersi alla Corte d’Appello competente per territorio, la quale, senza scendere nel merito della questione, deve accertare la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della sentenza ecclesiastica di nullità matrimoniale.

Ottenuta la delibazione, le parti sono libere di sposarsi una seconda volta in chiesa.



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