Diritto e Fisco | Articoli

Quali sono gli alloggi Erp?

29 Novembre 2021 | Autore:
Quali sono gli alloggi Erp?

Case popolari: cosa sono? Quali sono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica? Si può essere sfrattati dalle abitazioni pubbliche?

Non tutti possono permettersi un’abitazione di proprietà. In questi casi, le soluzioni sono sostanzialmente due: si prende casa in affitto, pagando il canone mensile al proprietario oppure si fa domanda per l’assegnazione di una casa popolare. Con questo articolo ci occuperemo proprio di quest’ultima situazione: vedremo cioè quali sono gli alloggi Erp.

Come diremo, le case popolari possono essere attribuite solamente per bando pubblico e soltanto agli individui in possesso dei requisiti previsti dalla legge e dal bando stesso. L’occupazione illegittima di un alloggio di questo tipo integrerebbe il reato di invasione di edifici. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo quali sono gli alloggi Erp, come chiederne l’assegnazione e come funziona la procedura di sfratto.

Alloggi Erp: cosa sono?

Gli alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica) sono la corretta denominazione delle case popolari.

Cosa sono le case popolari? Si tratta di immobili pubblici, realizzati dallo Stato con lo specifico scopo di combattere l’emergenza abitativa in cui si trovano le persone maggiormente bisognose.

L’assegnazione degli alloggi Erp non è gratuita: lo Stato chiede in cambio un contributo a titolo di canone di locazione, il cui importo è ovviamente di gran lunga inferiore a quello che normalmente il mercato offre.

Il canone è proporzionato alla situazione reddituale dell’inquilino: nel caso in cui questi sia completamente nullatenente, il fitto può ammontare anche a pochi euro.

L’Istituto autonomo case popolari (Iacp) è l’ente pubblico a cui è affidata la gestione degli alloggi Erp.

Alloggi Erp: chi ne ha diritto?

Gli alloggi dell’edilizia residenziale pubblica sono destinati a:

  • persone senza reddito o con reddito inferiore ai limiti di legge;
  • portatori di handicap e disabilità;
  • genitori single con figli a carico;
  • cittadini senza fissa dimora.

Alloggi Erp: requisiti per l’assegnazione

Gli alloggi Erp sono assegnati a seguito di indizione di un bando di partecipazione pubblico, sulla base di un punteggio che viene calcolato tenendo conto di diversi fattori.

Per ottenere una casa popolare occorre fare un’apposita domanda: questa va inoltrata al proprio Comune di residenza, nel caso sia quest’ultimo ad emettere il bando per l’accesso all’edilizia popolare, oppure alla Provincia o alla Regione, a seconda, come detto, dell’ente che mette a disposizione gli alloggi.

La domanda, se corredata di tutti i requisiti richiesti dal bando, permetterà di essere inseriti in una graduatoria e, quando verranno costruiti nuovi alloggi oppure quando si libereranno altri già esistenti e arriverà il proprio turno, l’ente pubblico provvederà ad assegnare una casa.

Nel bando sono presenti tutti i requisiti per poter partecipare ed essere inseriti in graduatoria. I principali sono i seguenti:

  • non essere proprietari di altri alloggi, o essere proprietari di altri alloggi ma inadeguati alle esigenze familiari. Ad esempio, chi è titolare di un monolocale e ha quattro figli può chiedere l’assegnazione di un alloggio popolare; allo stesso modo, può fare domanda di assegnazione chi è titolare di un immobile fatiscente od oggetto di ristrutturazione a seguito di calamità naturale (pensa a un edificio terremotato);
  • non aver subito uno sfratto da altre case popolari negli ultimi cinque anni;
  • non essere stato occupante abusivo di altre case popolari negli ultimi cinque anni;
  • essere residente nel territorio comunale. Non importa essere cittadino italiano: i bandi sono destinati a cittadini italiani, europei ed anche immigrati extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno;
  • non superare una soglia di reddito massimo, così come accertata dall’Isee-Erp.

Isee-Erp: cos’è e come si calcola?

L’Isee è indispensabile anche per ottenere l’affitto di un alloggio Erp. Più nello specifico, quando ci si riferisce alle case popolari è più corretto parlare di Isee-Erp, che è l’Indicatore della situazione economica equivalente per l’Edilizia residenziale pubblica (Erp).

L’Isee-Erp si differenzia dal normale Isee solamente perché quest’ultimo viene utilizzato ogniqualvolta si richiedono prestazioni o servizi sociali, assistenziali o servizi di pubblica utilità, non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati, nella misura o nel prezzo, a determinate situazioni economiche.

L’Isee-Erp è di fondamentale importanza, visto che il canone di locazione per l’affitto di case popolari è  determinato proprio in ragione di tale indicatore economico.

Rispetto all’Isee classico, per l’Isee-Erp ai fini dell’assegnazione delle case popolari:

  • viene considerato il reddito al netto dell’Irpef;
  • vengono considerati anche emolumenti non imponibili (ad esempio, l’indennità di accompagnamento, altrimenti normalmente esclusa);
  • vengono introdotte ulteriori detrazioni dal reddito (spese mediche, ad esempio);
  • non sono ammesse franchigie al reddito e al patrimonio;
  • un’ulteriore detrazione dal reddito dell’effettiva spesa di assistenza per soggetti portatori di handicap.

Importo Isee per case popolari

Qual è il limite che deve risultare dall’Isee affinché si abbia diritto all’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare? Ebbene, non è possibile fornire una risposta univoca a tale domanda, visto che sono le singole Regioni a stabilire i requisiti, anche reddituali, che devono possedere i candidati a un alloggio popolare.

In genere, chi ha un Isee-Erp inferiore ai 20mila euro rientra tra coloro che possono presentare una domanda per l’assegnazione dell’abitazione.

Dunque, l’importo Isee per case popolari è stabilito all’interno del bando che, periodicamente, viene emanato dagli enti locali, nel rispetto della normativa regionale. In base al reddito posseduto così come emerge dall’Isee, ciascuno sarà tenuto a pagare un canone di locazione, in proporzione appunto a ciò che risulta dall’indicatore della situazione economica di ciascun nucleo familiare.

L’aumento dell’Isee oltre i limiti di legge può comportare la decadenza dal diritto di poter continuare a soggiornare: in altre parole, chi è risultato assegnatario dell’alloggio popolare potrebbe perderlo nel caso in cui la propria situazione economica dovesse migliorare. Il limite Isee sancito da ciascun bando, dunque, vale non solo per l’ingresso, ma anche per la permanenza nell’edilizia residenziale pubblica.

Sfratto alloggi Erp: come funziona?

L’ordinaria procedura di sfratto prevista dal Codice di procedura civile non si applica a chi vive nelle case popolari: ad essere diversi sono sia i presupposti che la concreta esecuzione. Dal primo punto di vista, lo sfratto è giustificato non soltanto dalla morosità, cioè dall’inadempimento al pagamento dei canoni locatizi, ma anche dal venir meno degli altri requisiti che legittimano la permanenza nell’immobile pubblico. Ad esempio, potrà essere sfrattato anche colui che occupa abusivamente un alloggio popolare perché si scopre essere già titolare di altro appartamento, oppure perché non rispetta più i requisiti economici.

Inoltre, poiché le case popolari sono, in genere, una struttura condominiale, bisognerà essere in regola anche con il pagamento delle spese relative agli spazi comuni.

Ancora, non è possibile subaffittare o cedere l’alloggio a terzi; l’alloggio non può essere adibito per usi illeciti o immorali; non è possibile modificarne i locali o gli impianti senza autorizzazione, o tenere sostanze tossiche e infiammabili che possono creare un pericolo per sé stessi e gli altri.

L’alloggio deve essere mantenuto con cura ed è opportuno fare la giusta manutenzione. È obbligatorio rispettare il regolamento all’interno degli spazi comuni, consentire l’accesso agli addetti ai lavori in caso di manutenzione e restituire l’alloggio in buono stato.

La violazione di uno di questi obblighi può costituire giusta causa di sfratto.

Sfratto per morosità alloggi Erp

La legge [1] prevede una particolare disciplina per procedere allo sfratto dalle case popolari in caso di morosità. Gli enti che gestiscono le case popolari, nell’ipotesi di mancato pagamento del fitto, possono richiedere lo sfratto dell’inquilino moroso con ricorso diretto al presidente del tribunale. Al ricorso dev’essere allegata una dichiarazione del presidente dell’istituto il quale, sotto la sua responsabilità, attesti la morosità dell’inquilino e il contratto di affitto debitamente registrato.

Il giudice, mediante decreto in calce al ricorso, ingiunge al debitore di pagare entro il termine di quaranta giorni dalla notificazione, trascorso il quale, in caso di inadempienza, si procede allo sfratto. Il decreto è titolo per procedere sia all’esecuzione sui beni mobili del debitore, sia allo sfratto.

Copia del ricorso e del decreto deve essere notificato al debitore; non è necessaria la notificazione del precetto per procedere al pignoramento dei beni mobili od allo sfratto, purché l’uno e l’altro avvengano entro trenta giorni da quello della notificazione del decreto.

Contro il decreto l’inquilino moroso può, entro il termine di quaranta giorni dalla notificazione, fare opposizione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato il decreto. L’opposizione non sospende l’esecuzione, ma il giudice può, in casi gravi e senza pregiudizio della decisione di merito, con nuovo decreto sospendere l’esecuzione del decreto precedente, fino all’esito del giudizio di opposizione.


note

[1] Art. 32, r.d. n. 1165/38.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube