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Le multe per chi lascia la spazzatura per strada per evitare la differenziata

9 Giugno 2014
Le multe per chi lascia la spazzatura per strada per evitare la differenziata

Cassonetto selvaggio e telecamere: i Comuni dispiegano i controlli e inaspriscono le multe contro chi porta l’immondizia da altre città per evitare la differenziata.

L’abbandono della spazzatura per strada è una maleducazione – diffusa in tutta Italia – che costa cara. Almeno qualche miliardo di euro all’anno, che chi paga le tasse ritrova puntualmente nella tassa dei rifiuti. Le colpe? Un po’ di tutti. Gli italiani insospettabili, innanzitutto. I furbetti che alimentano il “turismo dei rifiuti” verso paesi e città vicine, perché magari trovano faticoso differenziare o non vogliono pagare i costi di smaltimento (esempio classico, gli scarti edili). Più facile mettere tutto in un sacco nero e abbandonarlo per strada, sperando di farla franca. Ma, soprattutto nelle aree dismesse alla periferia della grandi città, anche gli insediamenti di irregolari che certo non si pongono il problema dello smaltimento.

A Udine, la strategia di contrasto nella prossima estate si basa sull’uso di agenti in borghese e telecamere “nascoste” nelle zone più a rischio. Le multe sono fino a 600 euro, per chi scarica nelle aree verdi.

Simile la strategia a La Spezia. A maggio nella zona Nord sono stati individuati due furgoni che hanno abbandonato abusivamente legno e residui ferrosi. E, oltre alle postazioni fisse, i vigili di La Spezia avranno presto anche telecamerine mobili per “incastrare” i trasgressori. Le sanzioni sono elevate, fino a 24mila euro per le imprese che lasciano i rifiuti per strada.

Il problema tocca anche le città d’arte. Roma è la più fotografata dai turisti. Il sindaco ha promesso che il problema sarà risolto nel giro di qualche anno, ma per ora è allarme rosso. La sostanziale mancanza di controlli, unita alla crisi delle discariche e al blocco dell’inceneritore di Colleferro, peggiora la situazione ogni giorno. Le strade – da nord a sud di Roma – adesso sono invase dalla spazzatura.

Anche Venezia è particolarmente fragile. In centro, la città sull’acqua, la criticità nasce dall’obbligo del conferimento dei rifiuti a ore stabilite: molti, soprattutto i turisti che occupano appartamenti in locazione, non seguono le regole e lasciano i rifiuti sotto casa anche fra sabato e domenica, quando c’è il cambio degli affittuari e non c’è raccolta.

A Mestre e nella terraferma veneziana, invece, gli abbandoni incontrollati sono opera di chi fa le ristrutturazioni edilizie o di chi arriva qui dai Comuni vicini – dove magari le regole sono più rigide – e trova più comodo scaricare la spazzatura di casa in un qualsiasi cassonetto. Intanto Venezia ha raddoppiato la multa per chi è sorpreso ad abbandonare i rifiuti e non risiede in città, portandola a 322 euro. Raddoppio della sanzione minima anche per i veneziani che abitano in città, da 25 a 50 euro.

Spostiamoci più a ovest. Cellatica è un piccolo centro di 5mila abitanti, attaccato a Brescia e che confina con Gussago. Virtuosa dal punto di vista ecologico, la differenziata in cinque anni è passata dal 32% al 54% grazie ai cassonetti nelle isole ecologiche. Come a Gussago, che però ha avviato un servizio di raccolta differenziata porta a porta e l’uso di raccoglitori con la chiusura a chiave.

A questo punto molti abitanti di Gussago hanno trovato più comodo portare l’indifferenziata a Cellatica, abbandonando lì i sacchi. «Abbiamo avviato un servizio di telesorveglianza – dice Paolo Cingia, sindaco di Cellatica –, ma mediamente ogni mese ci arrivano da fuori 38 tonnellate di spazzatura».

Sirmione è famosa per le acque termali e le vestigia romane e medievali. “I conti per la pulizia dei rifiuti lasciati per strada non li abbiamo ancora – afferma Antonio Cristini, presidente di Sirmione Servizi –, ma certo saranno ingenti. I Comuni confinanti fanno la differenziata porta a porta. Anche noi, per di più tutti i giorni, nel centro storico. Ma ha un costo altissimo, quindi fuori dal centro abbiamo messo i cassonetti. Allora chi abita nei comuni limitrofi spesso raccoglie tutto in un sacchetto e lo lascia nei nostri raccoglitori”.

A Follonica, centro turistico marino nel Grossetano, la raccolta porta a porta è stata avviata dal 2009. La copertura di tutto il territorio però si è interrotta e così, oggi, è un gran viavai di cittadini poco scrupolosi dai quartieri della differenziata piena verso le zone che hanno ancora i cassonetti stradali.

A Cosenza, a inizio anno, il sindaco ha emesso una durissima ordinanza contro chi abbandona in modo improprio i rifiuti (con multe fino a 3mila euro) dopo aver scoperto che più del 40% della spazzatura “abusiva” lasciata per strada proviene da non residenti.


note

Autore immagine: 123rf com


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