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Cercare lavoro in internet: trappole e occasioni

9 Giugno 2014


Cercare lavoro in internet: trappole e occasioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Giugno 2014



Oltre ai portali accreditati come Linkedin ci sono anche siti civetta e proposte invadenti.

Clicca su Google: “offerte di lavoro in…”. Per gli under 30, internet è o dovrebbe essere il canale di ricerca privilegiato per un impiego. Il condizionale è d’obbligo, perché se quasi 7 italiani su 10 si affidano alla rete, non sempre la rete ricambia con servizi efficaci. E, soprattutto, affidabili. Ci sono i portali accreditati, da Linkedin in giù, con una tabella aggiornata di criteri e filtri per candidature, alert e servizi paralleli. Ma tra i link istituzionali, con tanto di ponte alla home dell’azienda o dell’agenzia, si infilano tutte le trappole del caso: siti civetta, proposte di tirocinio un po’ troppo invadenti sulla privacy, presunte “commissioni” da pagare prima ancora di candidarsi. Ecco alcuni consigli su cosa fare, o non fare, quando si naviga in cerca di annunci.

Crearsi un curriculum digitale

Strano ma vero: alle volte è il lavoro che cerca i giovani e non viceversa. Su social network professionali come Linkedin, una buona fetta di contatti o rapporti lavorativi si genera con i cosiddetti “candidati passivi”: l’azienda, sfogliando link e gruppi interni a un portale che conta 7 milioni di iscritti solo in Italia, intercetta e tiene sotto attenzione i curricula più interessanti. Il problema, appunto, è che il curriculum sia interessante: un profilo digitale ben strutturato è il trampolino di chi si affaccia sulla ricerca di lavoro online.

“I portali per il lavoro e i social come Linkedin sono il luogo presso cui depositiamo la nostra identità professionale – spiega Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia e Spagna -. Quello che bisogna fare è creare un profilo autonomo, renderlo disponibile e interessante”. I consigli sono quelli di sempre: foto selezionata, riepilogo stringente di esperienze e attitudini, focus su attività e/o aree di impiego (ad esempio: ingegneria civile, green economy, editoria) di proprio interesse.

Monitorare le sezioni Career delle aziende (e dell’università)

Una buona sezione “Lavora con noi” è indice di serietà per l’azienda. Tutte le società con un placement efficace hanno perfezionato una sezione online per scremare e indirizzare le candidature.

Un altro appiglio, con i ritardi del caso, sono gli uffici placement delle università: sulle bacheche d’ateneo compaiono partnership e/o tirocini convenzionati con enti e società private.

Nel caso dei social, conviene seguire figure interne alle aziende di proprio interesse: al di là di Linkedin, gli annunci di recruitment possono essere pubblicati anche su social “imprevisti” come Facebook e Twitter.

Ecco le trappole. Indirizzi vaghi

Per chiunque sfogli annunci online, il trucco è noto: “Importante azienda del settore cerca…”. L’azienda è talmente importante che non precisa il nome, lo stipendio talmente interessante da non essere specificato, i riferimenti talmente “interni” che si affidano a un numero di cellulare o un indirizzo mail senza il dominio di una società (ad esempio, Gmail o Libero).

Gli annunci anonimi, o troppo generici, possono esporvi a truffe e violazione di privacy. Un’azienda seria ha sempre una sezione “Lavora con noi” strutturata e affidabile. È importante che chi offre lavoro ci metta la faccia con foto e riferimenti aziendali chiari.

Un’altra trappola sono i requisiti poco chiari. Se siete laureati in economia e cercate una posizione nell’accounting, sapete con chiarezza che mansioni volete svolgere. Da lì deve iniziare la ricerca e/o la stesura del profilo digitale. E da lì si possono individuare offerte inconsistenti: se l’azienda rintracciata in rete non va oltre skills generiche come “lavoro in team” e “intraprendenza”, è la prima avvisaglia che qualcosa potrebbe non andare nel verso giusto.

Cosa fare

Iscriversi ai social network (Linkedin) e costruire un profilo accurato delle proprie esperienze professionale e di studi. Le aziende monitorano i portali di settore in cerca di candidature.

Controllare le offerte sulla sezione “Lavora con noi” delle aziende che rientrano nel proprio campo di interesse. Le posizioni aperte vengono rese note con annunci.

Cosa non fare

Dare credito ad annunci generici: se l’azienda non specifica nome e stipendio si potrebbe trattare di una truffa.


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