Diritto e Fisco | Articoli

Truffa alle assicurazioni: chi può denunciare?

29 Novembre 2021 | Autore:
Truffa alle assicurazioni: chi può denunciare?

Frode assicurativa: in cosa consiste e quando è reato? Chi può sporgere querela e chi può costituirsi parte civile?

Alcuni delinquenti pensano di essere come Robin Hood: rubano ai ricchi per dare ai poveri. Peccato che i poveri in questione siano proprio loro e che il fatto, anche se commesso contro soggetti abbienti, costituisca comunque reato. È il caso delle persone che si dedicano a frodare le compagnie assicurative. Con questo articolo vedremo chi può sporgere denuncia nel caso di truffa alle assicurazioni.

L’argomento è stato recentemente affrontato dalla Corte di Cassazione, la quale ha stabilito chi è il soggetto legittimato a querelare nell’ipotesi in cui sia stata commessa una frode assicurativa. La questione non è di poco conto, se solo si considera che chi tenta di imbrogliare la compagnia assicurativa di fatto danneggia anche l’altro assicurato, il quale si vedrà aumentato il premio. In un caso del genere, cioè in presenza di una truffa alle assicurazioni, chi può denunciare? Vediamo cosa dice la giurisprudenza.

Frode assicurativa: cos’è?

La frode assicurativa è il delitto che commette chi cerca di farsi pagare da una compagnia di assicurazione simulando il danno che la polizza copre.

Ad esempio, commette il reato di truffa alle assicurazioni chi danneggia la propria auto facendo finta che sia rimasta coinvolta in un incidente, oppure chi si reca in ospedale simulando un infortunio derivante da un tamponamento a catena.

Insomma: chi cerca di raggirare l’assicurazione incorre nel reato di frode assicurativa.

Truffa alle assicurazioni: quando è reato?

Secondo la legge [1], commette frode assicurativa chi, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di un’assicurazione:

  • distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà;
  • falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione;
  • cagiona a sé stesso una lesione personale o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio;
  • denuncia un sinistro non accaduto;
  • distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro.

La pena per chi commette una truffa alle assicurazioni è la reclusione da uno a cinque anni, aumentata se il colpevole consegue il suo intento.

Frode assicurativa: chi può commetterla?

Il delitto di frode assicurativa può essere commesso solamente dalla persona assicurata, cioè dal titolare della polizza: a lui, infatti, è normalmente destinato l’indennizzo.

Il beneficiario è colui a cui sono destinati gli importi determinati a titolo di risarcimento, oppure le somme da corrispondere quando avviene un determinato evento. In generale, assicurato e beneficiario coincidono, ma non sempre. In questo caso, l’esempio più utile è quello delle polizze sulla vita, che in caso di morte garantiscono il beneficio ai familiari che il soggetto assicurato ha designato nel contratto.

Può commettere il reato, dunque, solamente chi ha interesse ad intascare l’indennizzo dell’assicurazione.

Truffa all’assicurazione: querela o denuncia?

Per espressa previsione di legge, il reato di frode assicurativa è procedibile a querela di parte. Ciò significa che solamente la persona offesa potrà sporgere querela, entro tre mesi da quando ha avuto conoscenza del fatto delittuoso.

Un reato è invece procedibile d’ufficio quando può essere denunciato da chiunque, anche da una persona del tutto estranea alla vicenda.

Truffa alle assicurazioni: chi può querelare?

Posto che il reato di truffa alle assicurazioni è procedibile solo a querela di parte, vediamo quali sono i soggetti legittimati a sporgere detta querela. E, infatti, quando accade una frode ai danni di una compagnia d’assicurazione, molto spesso si coinvolgono soggetti estranei alla vicenda che, però, subiscono di riflesso i danni del reato. Un esempio chiarirà quanto appena detto.

Tizio riferisce alla propria compagnia assicurativa di essere stato vittima di un sinistro causato dal veicolo condotto da Caio. L’agenzia apre la pratica per l’indennizzo diretto a favore di Tizio. Se dovesse andare a buon fine, l’assicurazione gli pagherebbe l‘indennizzo a scapito di Caio, al quale verrebbe aumentato il premio assicurativo.

È dunque evidente che nell’ambito di una truffa assicurativa ci sono almeno due potenziali vittime: l’assicurazione e l’assicurato a cui è ingiustamente attribuito il danno. In casi del genere, chi può sporgere querela?

Secondo la Corte di Cassazione [2], il reato di frode in assicurazione non ha natura plurioffensiva, in quanto è volto a tutelare esclusivamente il patrimonio delle imprese assicuratrici dai comportamenti contrari alla buona fede contrattuale.

Da tanto deriva che legittimata a proporre querela è solo la compagnia che gestisce o liquida il sinistro e non anche la persona danneggiata dal reato, che potrà agire eventualmente solo per il risarcimento del danno subito.

In soldoni, ciò significa che solo la compagnia d’assicurazione potrà sporgere querela entro tre mesi da quando ha avuto conoscenza della frode; la persona assicurata che abbia subito un danno dal reato (ad esempio perché, come detto, si è vista ingiustamente aumentare il premio assicurativo) potrà costituirsi parte civile nel processo penale per chiedere il risarcimento, ma non potrà querelare, diritto quest’ultimo che spetta solo all’assicurazione.

Tirando le fila di quanto detto sinora:

  • la frode assicurativa può essere denunciata alle autorità solo dall’assicurazione vittima del raggiro;
  • la persona danneggiata non può sporgere querela, ma può costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni.

La frode assicurativa può essere denunciata alle autorità solo dall’assicurazione vittima del raggiro.

note

[1] Art. 642 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 20988 del 27 maggio 2021.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube