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Divorzio: quando si possono usare le chat dell’ex

29 Novembre 2021 | Autore:
Divorzio: quando si possono usare le chat dell’ex

Pareri discordanti dei giudici sull’utilizzo dei messaggi trovati nel pc e nel cellulare del coniuge. Ma la Cedu avverte: lecito se la divulgazione è limitata.

Un matrimonio che cade nella routine, nell’apatia più totale. Ad uno dei coniugi sta bene così: si va avanti a inerzia, «per il bene dei figli». L’altro, invece, ha bisogno di qualche stimolo in più. Non trovandolo in casa e volendo evitare che una «storia» con un collega o con un conoscente finisca per venire alla luce, si butta nell’anonimo e vasto mondo delle chat via Internet, magari creandosi un profilo (rigorosamente falso) su uno di quei siti di incontri in cui si possono trovare delle persone con lo stesso problema da risolvere: uccidere la noia. A morire, però, sarà il matrimonio se l’altro coniuge scopre il «passatempo» del partner. Quelle conversazioni sul web si possono considerare tradimento ed essere un giustificato motivo per chiedere il divorzio? Quando si possono usare le chat dell’ex (perché, nella maggior parte dei casi sarà diventato un’ex) davanti a un giudice?

Se la risposta alla prima domanda (quella sul tradimento) può apparire piuttosto scontata (lo vedremo tra poco), il fatto che le conversazioni mantenute dal coniuge più «irrequieto» possano essere sbandierate in un tribunale è relativo. Da una parte, la giurisprudenza difende il diritto alla privacy di marito e moglie e condanna chi si prende la libertà di controllare il cellulare dell’altro per vedere con chi parla e di che cosa. Dall’altra, però, è legittimo presentare al giudice durante una causa di divorzio e a certe condizioni il contenuto dei messaggi che il coniuge ha scritto e ricevuto su un sito di incontri. Lo ha stabilito recentemente la Corte europea sui diritti dell’uomo. Ecco, allora, quando si possono usare le chat dell’ex in tribunale.

Chat: quando è tradimento?

Non c’è bisogno di baciare o di avere un rapporto carnale con un altro per tradire il proprio coniuge. Si può, infatti, mancare alla sua fiducia mantenendo una relazione virtuale con qualcuno via Internet. Tutto dipende, però, dal contenuto della chat.

Un conto è parlarsi al telefono o scriversi regolarmente sui social con un’altra persona nell’ambito di un rapporto di amicizia: ci si racconta del proprio lavoro, delle rispettive famiglie, ci si scambia delle opinioni su argomenti di attualità, si chiedono dei consigli su come affrontare un determinato problema, ecc. Niente di «losco», nulla che lasci intravedere un interessamento da una o da entrambe le parti che vada al di là di una normale relazione tra due amici.

Ben diverso il caso di chi manifesta un coinvolgimento sentimentale oppure di chi chiede o accetta un rapporto sessualmente esplicito anche a distanza: espressioni come «ti desidero», «vorrei averti sempre accanto», «non immagino la mia vita senza te», per non parlare di frasi più spinte, possono essere ritenuti atti di infedeltà, anche se le due persone non si sono nemmeno sfiorate con un dito: si tratta, infatti, di atteggiamenti che difficilmente il coniuge accetterebbe e che, comunque, farebbero venire meno la reciproca fiducia.

Il Codice civile non parla espressamente di tradimento in chat ma fissa un dovere di fedeltà dei coniugi stabilendo che «dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione» [1].

Sulla base di questo articolo del Codice, la Cassazione ritiene che la condotta di un coniuge intento a cercare o a mantenere o una relazione extraconiugale via Internet integri la violazione di quell’obbligo di fedeltà, poiché – si legge in una sentenza della Suprema Corte – «costituisce una circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione» [2].

La chat può essere utilizzata in tribunale?

Il punto è: in una causa di divorzio, quando si possono usare le chat dell’ex per dimostrare che ha avuto una condotta contraria al dovere di fedeltà coniugale? Appurato che certe conversazioni mantenute via Internet, come stabilito dalla Cassazione, «compromettono la fiducia» e possono causare «l’insorgere della crisi matrimoniale» che fa saltare tutto, la parte tradita può mostrare il contenuto delle chat al giudice durante il procedimento legale?

Ci sono state finora delle pronunce discordanti in materia. Ad esempio, il tribunale di Torino [3] ritiene legittimo frugare nelle e-mail o nelle chat di WhatsApp del coniuge per verificare se ci sono dei messaggi compromettenti. Di tutt’altro avviso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere [4], secondo cui un comportamento di questo tipo è una vera e propria violazione della privacy.

Se in molti casi i giudici tendono a pronunciarsi accettando il contenuto delle chat come prova in una causa di divorzio, la Cassazione [5] ha più volte sentenziato che per guardare le e-mail o i messaggi sms o WhatsApp, Instagram, Messenger, ecc. del coniuge è vietato senza il suo specifico consenso, anche se serve in un processo, cioè per difendere i propri diritti. Chi, roso dai sospetti, cede a questa tentazione, rischia una querela.

A tal proposito, una recente sentenza della Corte europea dei diritti umani ha ritenuto lecito l’utilizzo in una causa di divorzio dei messaggi pubblicati dal coniuge su un sito di incontri, purché la loro divulgazione abbia un effetto limitato sulla sua privacy. Non c’è, dunque, ad avviso della Cedu, alcuna violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea sui diritti umani, che garantisce il diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza, quando i messaggi vengono usati «solo nell’ambito di procedimenti civili» ai quali il pubblico ha accesso limitato.


note

[1] Art. 143 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 9384/2018 del 16.04.2018.

[3] Trib. Torino ord. dell’08.05.2013.

[4] Trib. Santa Maria Capua Vetere sent. del 13.06.2013.

[5] Cass. sent. n. 2905/2019 e n. 2942/2019.

Autore immagine: canva.com/


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