Diritto e Fisco | Articoli

Quali documenti servono per il permesso di soggiorno?

30 Novembre 2021 | Autore:
Quali documenti servono per il permesso di soggiorno?

Per il rilascio del permesso di soggiorno occorre allegare una diversa documentazione in base al motivo della richiesta.

I cittadini di Paesi terzi rispetto a quelli dell’Unione Europea per soggiornare legittimamente in Italia devono essere in possesso di uno specifico atto amministrativo, il permesso di soggiorno [1]. Tale documento ne autorizza la permanenza sul territorio italiano per la durata ivi indicata e per svolgere le attività attinenti al motivo per cui è stato rilasciato o le altre consentite dalla legge. Ma quali documenti servono per il permesso di soggiorno?

La documentazione necessaria per il permesso di soggiorno, in parte è uguale per tutte le tipologie dell’atto, in parte dipende dalle ragioni che sottendono all’istanza di rilascio. In ogni caso, tale permesso va richiesto entro 8 giorni lavorativi dal primo ingresso degli stranieri nel territorio italiano.

In particolare, sono tenuti a farne richiesta i cittadini extra UE, entrati in Italia con un visto di lunga durata, cioè per periodi superiori a 90 giorni, mentre se il soggiorno è breve, ovvero non supera il predetto termine, non hanno bisogno di richiederlo.

Per quanto riguarda i cittadini dell’UE, non devono richiedere il permesso di soggiorno. Se intendono soggiornare in Italia per un periodo superiore a tre mesi, dopo il primo trimestre devono iscriversi all’anagrafe del Comune di residenza. Se soggiornano per un periodo inferiore ai tre mesi, non devono compiere alcuna formalità.

Chi rilascia il permesso di soggiorno?

Il permesso di soggiorno viene rilasciato dalla Questura della Provincia nella quale lo straniero si trova o dove ha intenzione di soggiornare e la relativa richiesta va presentata presso l’ufficio immigrazione.

Se il motivo per il quale viene richiesto il permesso di soggiorno è quello del ricongiungimento familiare o dell’ingresso per lavoro subordinato, l’istanza va presentata allo Sportello unico per l’immigrazione presente presso la Prefettura territorialmente competente in base al luogo di dimora del richiedente.

In alcuni casi specifici, la richiesta può essere presentata per il tramite di uffici postali abilitati in virtù di una convenzione stipulata tra il ministero dell’Interno e Poste Italiane S.p.A. [2]. Si tratta dei permessi di soggiorno richiesti ad esempio per motivi quali affidamento, adozione, studio per periodi superiori a tre mesi, asilo politico, ecc.

Quali documenti servono per tutti i tipi di permesso di soggiorno?

Per il rilascio di tutti i tipi di permesso di soggiorno sono richiesti:

  • una marca da bollo da 16 euro;
  • il passaporto in corso di validità e una copia delle pagine con i dati anagrafici, la scadenza, visti e timbri;
  • il permesso di soggiorno, se in possesso;
  • 4 fototessere del richiedente più 4 fototessere degli eventuali figli minori di 14 anni da inserire nel permesso di soggiorno. A tal proposito, va evidenziato che i figli devono essere presenti al momento della convocazione;
  • il codice fiscale, se già in possesso;
  • la certificazione attestante l’attuale dimora oppure la dichiarazione di ospitalità/cessione di fabbricato vidimata dall’ufficio ricevente o con ricevuta di spedizione alla Questura competente al rilascio o anche il contratto di locazione cointestato e registrato all’Agenzia delle Entrate.

Tipologie differenti di permesso di soggiorno: quali sono i documenti?

In base, poi, al tipo di permesso di soggiorno richiesto occorre presentare un’ulteriore documentazione. Facciamo degli esempi.

Se il motivo per la richiesta del permesso di soggiorno sono le cure mediche, lo straniero che intende curarsi in Italia e l’eventuale accompagnatore devono allegare la dichiarazione della struttura sanitaria italiana prescelta (pubblica o privata accreditata) che indichi la patologia, il tipo di cura, la data di inizio e la data presunta dei trattamenti e la documentazione comprovante la disponibilità in Italia di risorse sufficienti per l’integrale pagamento delle spese sanitarie e di quelle di vitto, alloggio e di rimpatrio per l’assistito e per l’eventuale accompagnatore (es. liquidità, idonee garanzie da parte di enti ed associazioni, polizze assicurative) [3].

La cittadina straniera in gravidanza o che ha partorito da meno di 6 mesi deve presentare il certificato medico nominativo che attesti la gravidanza e la data presunta del parto o, in alternativa, l’estratto dell’atto di nascita del bambino nel quale siano indicate la maternità e paternità (in caso di relativo riconoscimento) [4].

Il coniuge della cittadina straniera in gravidanza o che ha partorito da meno di 6 mesi deve allegare il certificato medico nominativo che attesti la gravidanza e la data presunta del parto o, in alternativa, l’estratto dell’atto di nascita del bambino nel quale siano indicate la maternità e paternità nonché il certificato di matrimonio. Se il matrimonio è stato celebrato all’estero il certificato dovrà essere tradotto e legalizzato dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana del Paese d’origine, o munito di apostille se proveniente da uno Stato firmatario della Convenzione dell’Aja [5].

Lo straniero che necessita di ricevere cure urgenti o essenziali in Italia a causa di gravi patologie, deve presentare il certificato medico rilasciato da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale (Ssn) attestante le «gravi condizioni psicofisiche o derivanti da gravi patologie, tali da determinare un rilevante pregiudizio alla salute dello stesso in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza» [6].

Se il permesso di soggiorno è richiesto per assistenza a minore serve:

  1. la copia del provvedimento del Tribunale dei Minorenni che autorizza la permanenza o l’ingresso del familiare di un minore;
  2. il certificato di nascita del figlio,
  3. il bollettino postale per la smart card di 30,46 euro. Se il minore proviene dall’estero, il certificato dovrà essere tradotto e legalizzato dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana del Paese di origine o munito di apostille se proveniente da Paese firmatario della Convenzione dell’Aja [7].

Per i minori stranieri non accompagnati, quando non sussistono i presupposti per il rilascio delle altre tipologie di permesso (per motivi familiari, per affidamento, per integrazione minore), è necessario allegare:

  1. il provvedimento dell’autorità competente che decreta l’inserimento del minore non accompagnato in una comunità, anche di tipo familiare, o in un istituto pubblico o privato e l’ammissione del minore, per un periodo non inferiore a 2 anni, in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato che abbia rappresentanza nazionale e comunque sia iscritto nel registro istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;
  2. il parere favorevole della Direzione generale dell’Immigrazione [8].

Per motivi di giustizia serve il provvedimento dell’autorità giudiziaria che richiede il rilascio del permesso di soggiorno [9].

Per motivi umanitari, a seconda dei casi, occorre la documentazione riguardante i motivi della richiesta relativi ad oggettive e gravi situazioni personali che non consentono l’allontanamento del cittadino straniero dal territorio nazionale [10] oppure se lo straniero proviene da un’altra Provincia e solo per il primo rilascio, serve il parere della commissione territoriale competente per il riconoscimento della protezione internazionale [11].

Per il lavoro autonomo serve la certificazione rilasciata dalla rappresentanza diplomatica/consolare italiana nel Paese di appartenenza dello straniero, dell’esistenza dei requisiti previsti per il rilascio del visto di ingresso per lavoro autonomo [12].

Per il lavoro subordinato occorre il modulo precompilato rilasciato dallo sportello unico per l’immigrazione.

Per motivi religiosi serve la dichiarazione del responsabile della comunità religiosa in Italia, attestante la natura dell’incarico ricoperto, l’assunzione dell’onere del vitto e alloggio, vistato dalla Curia vescovile o da equivalente autorità religiosa presente in Italia, la fotocopia della polizza assicurativa contro il rischio di malattia e/o infortuni, valida nel territorio nazionale per tutto il periodo di validità del permesso di soggiorno richiesto, o la tessera sanitaria.

Per la residenza elettiva sono necessari la fotocopia della documentazione attestante il possesso di ampie risorse economiche – da proprietà immobiliari a qualsiasi altra fonte lecita diversa dal lavoro, dal percepimento nel territorio di assegni di pensioni o vitalizi italiani o riconosciuti dalle autorità italiane – e la tessera sanitaria o la polizza assicurativa contro il rischio di malattia e/o infortuni.

Per motivi di studio vanno prodotte la fotocopia della certificazione attestante il corso di studio da seguire, vistata dalla rappresentanza diplomatica/consolare italiana all’atto del rilascio del visto di ingresso, il documento di iscrizione all’anno in corso e la fotocopia della polizza assicurativa contro il rischio di malattia e/o infortuni, valida nel territorio nazionale, per il periodo di durata del permesso di soggiorno.


note

[1] D.Lgs. n. 286/1998 (c.d. testo Unico sull’Immigrazione), come modificato dal decreto n. 113/2918 e DPR n. 394/1999 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e successive modificazioni.

[2] Art. 39, co. 4 bis della L. 16 gennaio 2003, n. 3, come modificato dall’art. 1 quinquies, della Legge 12 novembre 2004, n. 271.

[3] Artt. 36 D. Lgs. n. 286/1998 e succ. mod. e 44 DPR n. 394/1999.

[4] Artt. 19, co. 2, lett. d) D. Lgs. n. 286/1998 e succ. mod. e 28 lett. c) DPR n. 394/1999.

[5] Artt. 19, co. 2, lett. d-bis) D. Lgs. n. 286/1998 e succ. mod. e 28 lett. c) DPR n. 394/1999.

[6] Artt. 19, co. 2, lett. d-bis) D. Lgs. n. 286/1998 e succ. mod. e 28 lett. c) DPR n. 394/1999.

[7] Art. 31, co. 3 D. Lgs. n. 286/1998.

[8] Art. 32, co. 1 bis D. Lgs. n. 286/1998.

[9] Art. 11, co. 1, lett. c-bis) DPR n. 394/1999.

[10] Art. 11, co. 1, lett. c-ter) DPR n. 394/1999.

[11] Art. 5, co. 6, TU e 11, co. 1, lett. c-ter) DPR n. 394/1999.

[12] Art. 26 del decreto legislativo 286/98 e successive modifiche e dall’art. 39 del D.P.R. 394/99 e successive modifiche.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube