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Drogato alla guida: l’incidente è colpa sua?

30 Novembre 2021 | Autore:
Drogato alla guida: l’incidente è colpa sua?

Chi ha assunto delle sostanze stupefacenti ha la responsabilità del sinistro in cui viene coinvolto? Quando non scatta il reato?

Mettersi al volante di un’auto sotto l’effetto di stupefacenti è reato. Ma se qualcuno resta coinvolto in un sinistro quando è drogato alla guida, l’incidente è colpa sua a prescindere? Una recente sentenza del tribunale di Torino ha affrontato questo argomento e ha stabilito che le due cose devono essere separate, cioè: un conto è l’alterazione psico-fisica causata dal consumo di stupefacenti ed un altro ben diverso è la responsabilità dell’incidente in sé: non è detto che sia per forza causato dal suo stato confusionale.

Vanno distinti, dunque, il caso in cui chi si mette drogato alla guida provochi un sinistro e quello nel quale ne rimanga vittima perché l’incidente è avvenuto per colpa di un altro conducente. Il che, comunque, non significa che se uno non è responsabile dell’incidente la passi liscia sul consumo di stupefacenti. Vediamo cosa ne dice in proposito la legge e cosa ha stabilito la sentenza torinese.

Guida sotto stupefacenti: cosa si rischia?

La normativa, in particolare il Codice della strada [1], ritiene che sia reato mettersi drogato alla guida di un veicolo, che si tratti di un’auto, di un camion o di un motorino. Chi si fa pizzicare al volante sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope può essere punito con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno. Le pene raddoppiano se il conducente che ha assunto queste sostanze provoca un incidente ed aumentano da un terzo alla metà se:

  • il conducente è un neopatentato;
  • il reato viene commesso tra le ore 22 e le ore 7.

La patente viene sospesa da uno a due anni, oppure revocata in caso di incidente. Il periodo di sospensione raddoppia se l’auto con cui viene commesso il reato appartiene ad un’altra persona (ad esempio, al padre).

Guida sotto stupefacenti: che succede in caso di incidente?

Abbiamo appena visto le pene previste dal Codice della strada in caso di guida sotto gli effetti di sostanze stupefacenti o psicotrope, quando si viene fermati ad un normale controllo di polizia oppure quando si finisce per essere coinvolti in un incidente. Ma che succede se chi si è messo drogato al volante non ha provocato il sinistro? Gli viene, comunque, revocata la patente?

Sarebbe facile addossare in automatico la colpa dell’incidente a chi ha assunto delle sostanze vietate. Ma una sentenza del tribunale di Torino [2] smonta questo luogo comune.

Da una parte, i giudici piemontesi confermano che se dalle analisi di laboratorio effettuate in ospedale dopo il sinistro il conducente risulta positivo al test sulle droghe, si configura in capo a questo soggetto il reato di «guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti». D’altro canto, però – si legge nella sentenza – l’assunzione di queste sostanze non basta a determinare la responsabilità dell’incidente.

Il caso esaminato dal tribunale di Torino è eloquente: un ragazzo viene travolto in sella al suo motorino da un furgone. Portato in ospedale per le cure necessarie, vengono effettuate delle analisi del sangue e delle urine dalle quali risulta la presenza di tetraidrocannabinolo per un valore superiore a quello consentito. In pratica, aveva assunto della cannabis. Il giudice si deve arrendere all’evidenza e gli contesta la sua responsabilità penale per essersi messo drogato alla guida del motorino. Ma esclude anche l’aggravante di aver provocato il sinistro, poiché è stato causato da un comportamento sbagliato dell’altro conducente.

Scrive il giudice: «Per integrare la circostanza aggravante, non è sufficiente il mero coinvolgimento in un incidente stradale, ma è necessario che il conducente abbia concorso a cagionare, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, il sinistro stradale». Altrimenti, «si giungerebbe ad ascrivere all’imputato una circostanza aggravante a titolo di mera responsabilità oggettiva, senza che essa sia coperta da dolo o da colpa». Il che sarebbe incompatibile sia con quanto stabilito dal Codice della strada, sia con i princìpi costituzionali in tema di responsabilità individuale, sia con le regole del Codice penale in materia di imputazione delle circostanze aggravanti.

Guida sotto stupefacenti: quando non è reato?

Va precisato che la semplice assunzione di stupefacenti non basta a far scattare il reato in questione ma ci deve essere un’alterazione psico-fisica derivata dall’aver preso delle droghe prima di mettersi alla guida di un veicolo. Tale alterazione viene definita scientificamente come lo stato in cui una persona accusa un rallentamento dei riflessi, subisce una perdita di lucidità e manifesta una percezione errata o distorta della realtà che lo circonda.

Tutto ciò, dunque, deve essere provato prima di attribuire la responsabilità penale al conducente. A questo proposito, la Cassazione ricorda che viene punita la guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti «facendo riferimento all’attualità dell’assunzione», che non è desumibile da analisi biologiche – come per la guida in stato di ebbrezza – ma solo da «una valutazione medico-clinica» [3]. In pratica, aggiunge la Suprema Corte, «ai fini della configurabilità del reato non è sufficiente che l’agente si sia posto alla guida del veicolo subito dopo aver assunto droghe, ma è necessario che egli abbia guidato in stato di alterazione causato da tale assunzione».

Non è nemmeno sufficiente che il conducente barcolli davanti agli agenti: può bastare a richiedere un accertamento medico-legale ma non ad attestare lo stato di alterazione.

In conclusione: se una persona si beve un’intera bottiglia di vino prima di sedersi al volante e, grazie alla sua capacità di reggere l’alcol, appare perfettamente sobrio ma risulta positivo all’alcoltest sopra i livelli consentiti, dovrà rispondere comunque del reato di guida in stato di ebbrezza. Se, invece, ha assunto delle droghe e non presenta alcun segno di alterazione, il reato non sussiste. Puoi approfondire questo argomento nell’articolo “Guida sotto effetto di droga: come farsi assolvere“.


note

[1] Art. 187 cod. str.

[2] Trib. Torino sent. n. 534/2021.

[3] Cass. sent. n. 3900/2021.


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