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Ritiro della patente: cause e come riaverla

2 Dicembre 2021 | Autore:
Ritiro della patente: cause e come riaverla

Sospensione o revoca del permesso di guida: i motivi per cui l’automobilista può perderlo temporaneamente o per sempre. E il modo per recuperarlo.

Nel massimo dell’ottimismo, quando si infrange una norma del Codice della strada, uno pensa di cavarsela al massimo con una multa, da pagare possibilmente subito per beneficiare dello sconto. Al limite si perderà qualche punto della patente, che sarà mai? Questo, se vogliamo, è il modo più superficiale di guardare il problema. Perché quello che dice il massimo del realismo (senza arrivare al pessimismo) è che per alcune infrazioni che spesso vengono sottovalutate è previsto il ritiro della patente. Cause e come riaverla e quello che vedremo di seguito.

Per trovarsi senza la patente ci vuole molto meno di quel che si possa pensare. Basta, ad esempio, un eccesso di velocità oltre certi limiti oppure rispondere al cellulare senza auricolare o viva voce. Si rischia la patente quando si alza troppo il gomito prima di mettersi al volante o, ancora, quando è stato rinviato (o dimenticato) il rinnovo del permesso di guida e si va in giro con il documento scaduto. Ecco quando il Codice della strada prevede il ritiro della patente e come fare per riaverla una volta che è stato combinato il pasticcio.

Patente: decurtazione punti, sospensione, revoca e ritiro

Più è grave la violazione al Codice della strada, più la patente è a rischio. Il permesso di guida di un automobilista disciplinato può subire quattro conseguenze quando il suo titolare commette un’infrazione:

  • la decurtazione dei punti;
  • la sospensione;
  • la revoca;
  • il ritiro.

Sono tutte sanzioni accessorie che accompagnano il pagamento di quella amministrativa, più o meno salata in base alla gravità della violazione.

Decurtazione dei punti dalla patente

Il 1° luglio 2003 è entrato in vigore il sistema della patente a punti che, come si può intuire, premia gli automobilisti più virtuosi e penalizza quelli più indisciplinati. Si parte con 20 punti a disposizione, che aumentano di due unità ogni biennio fino ad un massimo di 30 punti se non sono state commesse delle violazioni per le quali è prevista la decurtazione. Si possono, infatti, perdere più o meno punti a seconda della gravità dell’infrazione: guida senza cintura, passaggio con il semaforo rosso, guida sulla corsia preferenziale o contromano, ecc.

La decurtazione raddoppia nel caso in cui l’infrazione venga commessa entro i primi tre anni dal conseguimento della patente. Nello stesso periodo, i neopatentati che non registrano alcuna violazione al Codice ottengono un punto per ogni anno, arrivando, dunque, ad un «bonus» di tre punti.

È possibile recuperare i punti persi seguendo degli appositi corsi presso una scuola guida oppure cercando di stare più attenti al volante per riaverli con i bonus biennali.

Sospensione della patente

La sospensione della patente viene disposta dalla Motorizzazione civile, dal Prefetto o dall’autorità giudiziaria. Ma anche dal Dipartimento dei Trasporti nel caso in cui, dall’accertamento sanitario per il rinnovo, risulti la perdita temporanea dei requisiti fisici e/o psichici richiesti.

Si tratta di un provvedimento che impedisce temporaneamente al titolare del permesso di guida di mettersi al volante di qualsiasi veicolo per il quale è previsto l’uso della licenza. In linea generale, viene sospesa la patente quando il conducente mette in pericolo la propria incolumità o quella degli altri. Nello specifico, per le seguenti violazioni:

  • superamento del limite di velocità di oltre 40 km/h;
  • circolazione contromano o altre manovre rischiose;
  • guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti entro determinate soglie oppure in caso di rifiuto dei relativi test;
  • guida sulla corsia di emergenza dell’autostrada, al di fuori dei casi eccezionali previsti dal Codice;
  • omissione di soccorso;
  • guida di un veicolo posto sotto sequestro;
  • perdita temporanea dei requisiti psicofisici;
  • circolazione di neopatentato senza il rispetto dei limiti previsti su veicoli e velocità;
  • guida con patente non idonea;
  • guida con assicurazione obbligatoria falsificata o contraffatta.

La patente può essere sospesa anche quando il conducente commette due volte nell’arco di un biennio violazioni come, ad esempio, la mancata precedenza.

Revoca della patente

Ben più grave la revoca della patente. Si tratta di un provvedimento che consiste nella cancellazione del permesso di guida quando il titolare:

  • perde definitivamente i requisiti psicofisici richiesti per mettersi al volante di un veicolo;
  • sostituisce la propria patente con una estera;
  • si mette alla guida in forte stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e causa incidenti.

Nel primo caso, il titolare può richiedere una nuova patente solo qualora dovesse riacquistare i requisiti richiesti, ad esempio se guarisce da una lunga malattia, e non verrà considerato neopatentato.

In caso di revoca per motivi di condotta (consumo di alcol o droghe prima di guidare) il titolare dovrà aspettare dai due ai tre anni per richiedere la licenza e verrà considerato neopatentato.

Ritiro della patente

Infine, il ritiro della patente consiste nella privazione del permesso di guidare un veicolo a fronte di una determinata infrazione commessa dal titolare. Tale privazione può comportare successivamente la sospensione o la revoca della patente che, però, può essere anche restituita all’automobilista in determinati casi.

I motivi per cui l’autorità competente può procedere al ritiro della patente sono:

  • guida in stato di ebbrezza;
  • uso del cellulare alla guida;
  • guida con patente scaduta;
  • eccesso di velocità.

L’automobilista che commette una di queste infrazioni si vedrà ritirare la patente. L’autorità deciderà se ci sono gli estremi per restituirla al titolare oppure se disporre la sospensione o la revoca del permesso di guida.

Patente: come riaverla dopo il ritiro?

Chi si vede ritirare la patente e vuole riaverla, dovrà seguire l’iter previsto a seconda che ci sia stata la sospensione o la revoca ed in base all’infrazione commessa.

Ad esempio, se il documento è stato ritirato perché scaduto, basterà (oltre a pagare la sanzione amministrativa) rinnovarlo facendo gli esami medici e le pratiche burocratiche (leggi “Rinnovo patente: come fare?“).

Più articolata la procedura per riavere la patente dopo il ritiro per guida in stato di ebbrezza: in questo caso, occorre sostenere un colloquio presso il Dipartimento della prevenzione – medicina legale.

L’apposita Commissione proporrà al richiedente un programma terapeutico che comprende:

  • colloquio di accoglienza;
  • visita medica;
  • esami di laboratorio;
  • quattro sedute di consulenza psicologica.

In ogni caso, per riavere la patente dopo il ritiro e la successiva sospensione, occorrerà attendere la fine del periodo in cui il documento è rimasto «congelato» e poi contattare l’ufficio preposto per sapere se la patente può essere restituita.



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