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Come ottenere il ricongiungimento familiare?

2 Dicembre 2021 | Autore:
Come ottenere il ricongiungimento familiare?

Agli stranieri con regolare permesso di soggiorno, che vivono nel nostro Paese, è riconosciuto il diritto all’unità familiare.

Come ottenere il ricongiungimento familiare? Il cittadino extracomunitario, titolare di un regolare permesso di soggiorno in Italia, può chiedere l’autorizzazione all’ingresso e al soggiorno nel nostro Paese di un suo familiare, residente o domiciliato altrove, presentando una specifica domanda online. È questo il primo passo per ottenere il ricongiungimento familiare. Infatti, una volta conseguito il nulla osta, il familiare da ricongiungere dovrà presentarlo al competente consolato italiano all’estero. Gli verrà rilasciato un visto per motivi familiari con il quale potrà entrare in Italia. All’arrivo nel nostro Paese, otterrà un permesso di soggiorno per motivi familiari, della stessa durata di quella del familiare che ha richiesto il ricongiungimento.

L’iter su come ottenere il ricongiungimento familiare è espressamente disciplinato dall’articolo 28 e seguenti del Testo Unico sull’Immigrazione [1], che riconosce il diritto a mantenere o a riacquistare l’unità familiare nei confronti dei familiari stranieri. Esaminiamo insieme l’argomento.

Chi può presentare la domanda di ricongiungimento familiare?

Il ricongiungimento familiare può essere richiesto dal cittadino straniero in possesso di una carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno, rilasciato per:

  • motivi di lavoro subordinato o autonomo;
  • asilo politico;
  • studio;
  • motivi religiosi;
  • motivi familiari.

Per quali familiari si può richiedere il ricongiungimento familiare?

I familiari ricongiungibili sono:

  1. il coniuge non legalmente separato, che abbia compiuto 18 anni. Questa disposizione può essere estesa anche alle unioni civili tra persone dello stesso sesso;
  2. i figli minori, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, a condizione che non siano coniugati e che l’altro genitore, qualora in vita, abbia dato il suo consenso;
  3. i figli maggiorenni a carico dello straniero, i quali, per ragioni oggettive, non sono in grado di provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti un’invalidità totale. In questo caso, la malattia e l’invalidità devono essere certificate attraverso apposita documentazione medica rilasciata, a spese del richiedente, dal medico nominato dall’Ambasciata italiana competente per il Paese di provenienza dei familiari per i quali è stato richiesto il ricongiungimento;
  4. i genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza ovvero i genitori ultrasessantacinquenni, nel caso in cui gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute.

Quali sono i requisiti per il ricongiungimento familiare?

Per richiedere il ricongiungimento familiare il cittadino straniero deve dimostrare la disponibilità di:

  • un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali. Nel caso di un figlio di età inferiore ai quattordici anni al seguito di uno dei genitori, è sufficiente il consenso del titolare dell’alloggio nel quale il minore effettivamente dovrà dimorare;
  • un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale [2], aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere. Nel calcolo non si tiene conto solo del reddito del richiedente bensì del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi, che deve essere opportunamente documentato. Ad esempio, se il familiare da ricongiungere è uno, il reddito minimo annuo richiesto è di 8.975,46 euro; se i familiari da ricongiungere sono due, il predetto reddito deve essere pari a 11.967,28 euro mentre se i familiari da ricongiungere sono tre, il reddito minimo annuo è di 14.959,10. Per il ricongiungimento di due o più figli di età inferiore a 14 anni è richiesto, in ogni caso, un reddito minimo non inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale.

Ricongiungimento familiare: qual è la procedura?

Si è già visto in precedenza come un cittadino straniero può ottenere l’autorizzazione all’ingresso e al soggiorno in Italia dei propri familiari previa richiesta di un nulla osta al ricongiungimento familiare. A tal fine, questi deve presentare la relativa domanda attraverso la procedura telematica disponibile sul sito del ministero dell’Interno, dopo essersi munito delle apposite credenziali Spid.

La domanda va indirizzata allo Sportello unico per l’immigrazione presso la Prefettura che ha sede nella Provincia dove lo straniero risiede, allegando la documentazione comprovante il possesso dei requisiti anagrafici, reddituali e soggettivi, in formato digitale,

Per l’inoltro dell’istanza lo straniero può farsi assistere da un’associazione nazionale rappresentativa dei datori di lavoro, da un patronato oppure da uno dei soggetti abilitati ad accedere al sistema.

Lo Sportello unico per l’immigrazione esamina la domanda e, se ritiene che la stessa non possa essere accolta, invia al richiedente, a mezzo pec, una comunicazione di rigetto [3], indicandone i motivi. In tal caso, il richiedente potrà fare pervenire allo Sportello, entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione, delle osservazioni eventualmente corredate da documentazione. In ogni caso contro il provvedimento di diniego potrà proporre ricorso innanzi al tribunale ordinario.

Invece, se la domanda viene accolta, lo Sportello unico per l’immigrazione convoca il richiedente, sempre via pec, per l’acquisizione degli originali dei documenti, già visionati in copia, e per la consegna della comunicazione di avvenuto rilascio del nulla osta al ricongiungimento.

È opportuno evidenziare che il nulla osta al ricongiungimento familiare comunque deve essere rilasciato entro 90 giorni dalla richiesta.

Successivamente al rilascio, lo Sportello provvede all’invio del nulla osta alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana del Paese in cui si trova il familiare da ricongiungere. Dal momento della comunicazione di rilascio del nulla osta decorre il termine di 6 mesi per la richiesta del visto d’ingresso all’autorità diplomatico-consolare italiana nel Paese d’origine del familiare da ricongiungere.

Gli uffici consolari verificano la sussistenza dei requisiti richiesti per il visto d’ingresso, ovvero il vincolo di parentela, di coniugio, la minore età o lo stato di salute del familiare e provvedono al suo rilascio o al diniego. Il visto di ingresso deve essere rilasciato o negato entro 30 giorni dalla richiesta.

Nella prima ipotesi, il familiare ricongiunto, entro otto giorni dal suo ingresso in Italia, deve comunicare tale circostanza allo Sportello unico per l’immigrazione, chiedendo un appuntamento per completare la procedura di primo ingresso. Il giorno della convocazione gli viene rilasciata la documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno per motivi di famiglia, grazie al quale potrà accedere ai servizi assistenziali, l’iscrizione a corsi di studio o di formazione professionale, nonché di svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma e può essere convertito in permesso per motivi di lavoro. In ultimo, deve recarsi presso uno degli uffici postali abilitati per inoltrare la predetta documentazione, formalizzando la richiesta di permesso di soggiorno.


note

[1] D. Lgs. n. 286/1998 e succ. mod.

[2] Per il 2021, l’assegno sociale è pari a 5.983,64 euro annui, ovvero a 460,28 euro mensili.

[3] Art. 10-bis L. n. 241/1990.


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