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Idoneità abitativa: quali sono i requisiti?

2 Dicembre 2021 | Autore:
Idoneità abitativa: quali sono i requisiti?

L’alloggio dello straniero che chiede il ricongiungimento familiare, deve rientrare nei parametri di legge e deve essere conforme alla normativa igienico-sanitaria.

Un cittadino straniero di un Paese extra UE, regolarmente soggiornante in Italia, può richiedere il ricongiungimento nei confronti dei propri familiari, residenti o domiciliati altrove, solo se sussistono determinate condizioni. Il richiedente deve essere titolare di una carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi o per motivi familiari [1]. Deve anche dimostrare di avere la disponibilità di un alloggio conforme alle norme igienico-sanitarie e dotato di idoneità abitativa [2]. A stabilire quali sono i requisiti dell’idoneità abitativa è una circolare del ministero dell’Interno del 2009 [3].

In sostanza, bisogna considerare: la superficie per abitante; la composizione dei locali; la metratura minima per gli alloggi mono-stanza; le altezze minime; l’aerazione; l’impianto di riscaldamento.

Inoltre, lo straniero deve essere in possesso di un reddito derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale [4], aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere [5].

Ricongiungimento familiare: quando è consentito?

Lo straniero può richiedere il ricongiungimento solo per i familiari appartenenti a specifiche categorie ovvero per:

  • il coniuge non legalmente separato e di età non inferiore a 18 anni;
  • figli minori, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, a condizione che non siano coniugati e che l’altro genitore, qualora in vita, abbia dato il suo consenso;
  • i figli maggiorenni a carico, affetti da invalidità totale;
  • i genitori, se sono a suo carico e non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza;
  • i genitori con un’età superiore ai 65 anni, se gli altri figli sono impossibilitati al sostentamento per gravi problemi di salute [6].

Ricongiungimento familiare: come deve essere l’alloggio?

Ai fini del ricongiungimento familiare, lo straniero deve avere la disponibilità di un alloggio – in locazione, in comodato gratuito o di proprietà – nel quale possa ospitare i familiari da ricongiungere.

L’alloggio deve essere conforme ai requisiti igienico-sanitari nonché dotato di idoneità abitativa, accertati da una specifica certificazione rilasciata dagli uffici comunali preposti.

Nel caso di un figlio di età inferiore ai 14 anni al seguito di uno dei genitori, è sufficiente il consenso del titolare dell’alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà. Il consenso va prestato dal proprietario e dal conduttore dell’alloggio mediante la compilazione del modello S1.

Se il richiedente indica un alloggio diverso da quello nel quale risiede, il requisito dell’idoneità abitativa è comunque soddisfatto se viene accertata l’intenzione dell’interessato a trasferirsi in quell’alloggio al momento dell’arrivo del familiare oppure l’intenzione ad ospitare il familiare in un alloggio diverso dal proprio. In questo caso, va presentato un certificato di idoneità dell’alloggio fornito dal terzo.

Per i titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria non è richiesta la dimostrazione dell’idoneità dell’alloggio [7].

Il certificato di idoneità abitativa, avendo natura di attestazione di conformità tecnica, non ha scadenza almeno fino a quando non vengono apportate delle modifiche nella composizione dell’alloggio. Pertanto, può essere utilizzato anche oltre i 6 mesi dal rilascio; tuttavia, molte Prefetture richiedono certificati ottenuti non oltre il predetto termine. In alternativa e secondo le prassi locali, è possibile presentare un’autocertificazione dello stato di famiglia dal quale evincere il numero degli occupanti dell’alloggio.

Quali sono i criteri per la valutazione dell’idoneità abitativa?

In materia di ricongiungimento familiare, i criteri da applicare per valutare l’idoneità abitativa sono quelli contenuti nel decreto del ministero della Sanità del 5 luglio 1975, che stabilisce i requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione e precisa anche i requisiti minimi di superficie degli alloggi in relazione al numero previsto degli occupanti.

In particolare, l’altezza minima interna utile dei locali adibiti ad abitazione deve essere pari a 2,70 m riconducibili a 2,40 m per i corridoi, i disimpegni in genere, i bagni, i gabinetti e i ripostigli.

Per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a:

  • 14 mq, per i primi 4 abitanti;
  • 10 mq, per ciascuno dei successivi.

Le stanze da letto devono avere una superficie minima di:

  • 9 mq per una persona;
  • 14 mq per due persone.

Ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno 14 mq.

Le stanze da letto, il soggiorno e la cucina devono essere provvisti di finestra apribile.

Se l’alloggio è mono-stanza, deve avere una superficie minima, comprensiva dei servizi, non inferiore a:

  • 28 mq per una persona;
  • 38 mq per due persone.

Gli alloggi devono essere dotati di impianti di riscaldamento ove le condizioni climatiche lo richiedano.

Tutti i locali degli alloggi, ad eccezione di quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani scala e ripostigli devono fruire di luce naturale diretta, adeguata alla destinazione d’uso.

La stanza da bagno deve essere fornita di apertura all’esterno per il ricambio d’aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica.

Per ogni alloggio, almeno una stanza da bagno deve essere dotata di vaso, bidet, vasca da bagno o doccia.

Qual è l’iter per ottenere il ricongiungimento familiare?

L’iter per il ricongiungimento familiare inizia con la presentazione telematica della domanda di nulla osta da parte dello straniero, il quale deve accedere al sito del ministero dell’Interno tramite le proprie credenziali Spid.

La domanda va indirizzata allo Sportello unico per l’immigrazione presso la Prefettura della Provincia in cui lo straniero ha la residenza, che la esamina insieme alla documentazione allegata, comprovante il possesso dei requisiti anagrafici, reddituali e soggettivi.

Se l’istanza viene rigettata, lo Sportello invia la relativa comunicazione con l’indicazione dei motivi. Lo straniero può presentare delle osservazioni, entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione, e può proporre ricorso al tribunale ordinario.

Invece, se la domanda viene accolta, lo Sportello convoca lo straniero per l’acquisizione degli originali dei documenti, già visionati in copia, e per la consegna della comunicazione di avvenuto rilascio del nulla osta al ricongiungimento. Il termine previsto per il rilascio del nulla osta è di 90 giorni dalla richiesta.

Successivamente, il nulla osta viene inviato alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana del Paese in cui si trova il familiare da ricongiungere, la quale deve decidere entro 30 giorni dalla richiesta, se rilasciare o meno il visto d’ingresso.

In caso positivo, il familiare ricongiunto, nel termine di 8 giorni dal suo ingresso in Italia, deve comunicare tale circostanza allo Sportello unico per l’immigrazione. Quindi, viene convocato per la consegna della documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno per motivi di famiglia. In ultimo, deve recarsi presso uno degli uffici postali abilitati per inviare la predetta documentazione e per formalizzare la richiesta di permesso di soggiorno.

Il permesso di soggiorno che gli verrà rilasciato avrà la stessa durata di quello del familiare che ha richiesto il ricongiungimento.


note

[1] Art. 28, co. 1, D.Lgs. n. 286/1998.

[2] Art. 29, co. 3, lett. a) D.Lgs. n. 286/1998.

[3] CM del 18.11.2009 n. 7170.

[4] Per il 2021, l’assegno sociale è pari a 5.983,64 euro annui, ovvero a 460,28 euro mensili.

[5] Art. 29, co. 3, lett. b) D.Lgs. n. 286/1998.

[6] Art. 29, co. 1, D.Lgs. n. 286/1998.

[7] Art. 29-bis, co. 1, D.Lgs. n. 286/1998.


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