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Fermo amministrativo: interrompe la prescrizione?

16 Settembre 2021
Fermo amministrativo: interrompe la prescrizione?

Prescrizione cartella esattoriale: cosa può fare l’Agenzia della Riscossione e quando scadono i debiti con il Fisco. 

Un nostro lettore ci chiede se il fermo amministrativo interrompe la prescrizione delle cartelle esattoriali. 

Per rispondere a questa domanda è necessario ricordare come funziona la procedura per l’iscrizione del cosiddetto «fermo auto» (o «ganasce fiscali, come da alcuni soprannominato).

A che serve il fermo amministrativo?

Una volta iscritto il fermo, non è più possibile circolare con l’auto. Se il veicolo viene chiuso in un garage non c’è più l’obbligo di assicurarlo. Resta sempre dovuto il bollo auto, salvo che la Regione abbia previsto un’apposita esenzione.

Il fermo amministrativo è una procedura cautelare che solo l’Agente per la riscossione esattoriale può attuare. Non è prodromico al pignoramento della vettura ma serve per tutelarne il relativo valore in vista di un’eventuale vendita all’asta (che il più delle volte però non avviene). Col divieto di circolazione si vuole evitare che l’auto possa essere danneggiata o usurata. 

Nulla esclude che il fermo amministrativo possa restare iscritto a tempo indeterminato, senza che decada perché non si è proceduto al pignoramento: le due attività sono tra loro slegate, anche se la prima è strumentale alla seconda. 

Non esiste un importo minimo del debito al di sotto del quale il fermo non possa essere iscritto: tale misura peraltro viene preferita proprio per i debiti minori.

La procedura per l’iscrizione del fermo auto: il preavviso di fermo

Per iscrivere il fermo auto è necessaria innanzitutto la previa notifica della cartella esattoriale con l’intimazione al pagamento. 

Dal giorno di ricevimento della cartella devono decorrere almeno 60 giorni, termine concesso al contribuente per adempiere, fare ricorso o chiedere una rateazione degli importi. 

Dopodiché, l’Esattore è tenuto a inviare un preavviso di fermo con l’esatta indicazione (a pena di nullità) delle cartelle non pagate a cui esso si riferisce. 

Il preavviso di fermo deve essere spedito con le stesse modalità della cartella medesima (raccomandata a.r., consegna a mani, pec).

La prescrizione della cartella

Tra la cartella e il preavviso di fermo non c’è un termine massimo da rispettare se non la prescrizione della cartella stessa la quale dipende dal tipo di imposta o sanzione riscossa. In particolare: 

  • per le imposte dovute allo Stato (Irpef, Ires, Iva, bollo, ecc.), la prescrizione è di 10 anni; 
  • per le imposte dovute agli enti locali (Imu, Tari, ecc.), per le multe stradali e le altre sanzioni amministrative, per i contributi dovuti all’Inps e all’Inail la prescrizione è di 5 anni;
  • per il bollo auto la prescrizione è di 3 anni.

A differenza quindi di quanto avviene per il pignoramento, che non può verificarsi dopo 1 anno dalla notifica della cartella (salvo la spedizione di un ulteriore sollecito, detto «intimazione di pagamento»), il fermo può essere iscritto anche dopo 12 mesi dall’invio di quest’ultima.

L’iscrizione del fermo

Dopo il preavviso di fermo, è possibile iscrivere il fermo vero e proprio, ma non prima di 30 giorni. Tale termine minimo, che deve necessariamente decorrere tra il ricevimento del preavviso e il fermo vero e proprio, serve per concedere al contribuente un’ultima chance per pagare o chiedere la rateazione del debito. In alternativa, il contribuente potrebbe anche accorgersi, solo in questo momento, di non aver mai ricevuto la cartella, proponendo così ricorso al giudice e facendo invalidare tutta la procedura cautelare.

Anche se la legge non lo prevede espressamente, secondo una recente sentenza della Cassazione, l’esattore è tenuto a comunicare al contribuente l’iscrizione del fermo una volta avvenuta, con un ulteriore avviso.

Il fermo amministrativo interrompe la prescrizione?

Ad interrompere la prescrizione della cartella esattoriale può essere solo una raccomandata, una pec o una notifica a mani contenente una formale diffida di pagamento che indichi in modo specifico sia gli importi dovuti, sia la relativa causale. Questo significa che, se non è il fermo vero e proprio a interrompere la prescrizione, lo è invece il preavviso il quale, appunto, come detto sopra, contiene un’esatta indicazione delle cartelle non corrisposte dal proprietario del mezzo.

Dunque, il preavviso di fermo interrompe il termine di prescrizione della cartella e lo fa decorrere nuovamente da capo a partire dal giorno successivo al suo ricevimento. 

Semmai la prescrizione dovesse essersi già formata prima del preavviso, quest’ultimo sarà illegittimo e, con esso, tutta la procedura di iscrizione delle ganasce fiscali. In tal caso, il contribuente dovrà impugnare il preavviso o il fermo entro 60 giorni dalla sua comunicazione.

Nulla esclude che la prescrizione della cartella possa però compiersi anche dopo il fermo. Come detto, infatti, tale misura non ha un termine di scadenza e resta in piedi fintanto che il contribuente non paghi il debito. 



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