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Sospensione cautelare della patente: quando scatta?

16 Settembre 2021 | Autore:
Sospensione cautelare della patente: quando scatta?

In quali casi è consentito il ritiro provvisorio, con efficacia immediata, del titolo di guida? Si può ricorrere contro il decreto del Prefetto?

Tuo figlio è stato trovato ubriaco mentre era alla guida dell’auto e la Polizia gli ha subito ritirato la patente. Secondo te, questo non è giusto: avrebbero dovuto aspettare l’esito del procedimento e, solo a quel punto, sarebbe stato possibile irrogare le sanzioni previste. Così ti chiedi: quando scatta la sospensione cautelare della patente?

Il Codice della strada prevede che, in determinate ipotesi, gli agenti possano ritirare al conducente il titolo di guida nell’immediatezza, cioè appena rilevano l’infrazione; ma ciò non equivale affatto alla sospensione o alla revoca definitiva del titolo abilitativo alla guida. Queste sono vere e proprie sanzioni afflittive che devono essere applicate nei modi previsti dalla legge e seguendo l’apposito iter amministrativo o giudiziario, non sulla base di un accertamento sommario. In realtà, al ritiro immediato della patente eseguito dalle forze dell’ordine al momento del primo accertamento conseguono importanti adempimenti: va inviato un rapporto alla Prefettura (e in caso di reato anche all’autorità giudiziaria) e saranno il Prefetto, in caso di violazione amministrativa, o il giudice penale, in caso di reato, a pronunciarsi sulla sospensione o sul ritiro, emettendo un apposito provvedimento.

Questa premessa è necessaria per capire quando scatta la sospensione cautelare della patente. La Corte di Cassazione, nell’ultima pronuncia emessa sull’argomento [1], ha ritenuto valida la sospensione della patente disposta dal Prefetto per esigenze cautelari nell’immediatezza del fatto: questa misura ha lo scopo di tutelare la collettività, impedendo che il trasgressore possa tenere altre condotte pericolose mettendosi di nuovo alla guida. Questo significa che la sospensione cautelativa della patente precede – e non segue – il compiuto accertamento dei fatti e delle violazioni commesse: nell’esempio che abbiamo fatto all’inizio, ben potrebbe risultare che il guidatore non era ubriaco, ma il ritiro della patente era stato legittimamente eseguito e rimane valido. Quindi, il provvedimento di sospensione cautelativa non può essere annullato, anche se in quel caso la patente dovrà poi essere restituita.

Sospensione cautelare della patente per ubriachezza o assunzione di stupefacenti

La sospensione della patente è prevista dal Codice della strada per chi guida in stato di ebbrezza alcolica [2] oltre una certa soglia. Precisamente, nei casi di ubriachezza, si applica la sospensione quando il tasso alcolemico nel sangue – misurato nell’immediatezza con l’alcoltest o, in seguito, attraverso le analisi ematiche – risulta superiore a 0,5 grammi per litro. Se il valore è superiore a 0,8 g/l la condotta diventa reato e la sanzione della sospensione della patente è qualificata come accessoria a quella penale (arresto o ammenda).

Chi fa uso di un veicolo mentre è sotto effetto di sostanze stupefacenti commette sempre reato ed è soggetto alla sospensione della patente in tutti i casi, a prescindere dal tipo e dal quantitativo assunto [3].

Ritiro e sospensione immediata della patente: chi lo decide e quando?

Il problema pratico è che il processo si svolge dopo parecchio tempo e la sentenza che lo definisce, o il decreto penale di condanna, arriva spesso dopo anni dalla commissione del fatto: ma intanto in moltissimi casi – come nell’immediatezza dell’alcoltest – il Prefetto – trasmesso il rapporto sulla violazione rilevata – dispone subito, con un apposito decreto, la sospensione della patente. Il risultato è che il trasgressore non può guidare anche se non è stato ancora condannato.

La norma del Codice della strada in tema di guida sotto l’influsso dell’alcool o di stupefacenti prevede che la sospensione della patente, o la revoca definitiva, può essere applicata dal giudice penale solo dopo l’accertamento del reato. Un altro articolo [4], però, consente la possibilità del ritiro immediato della patente, da parte delle forze dell’ordine, quando ravvisano un’ipotesi di reato che prevede, come sanzione amministrativa accessoria, la sospensione o la revoca della patente.

In tali casi, con il decreto prefettizio si può sospendere la patente, in via cautelare e provvisoria, fino a un massimo di tre anni (per l’omicidio colposo aggravato la durata può arrivare sino a dieci anni in caso di «evidente responsabilità»). Il titolo di reato che consente la sospensione cautelare della patente può essere la guida in stato di intossicazione alcolica o da sostanze stupefacenti, la fuga o l’omissione di soccorso, e, se è avvenuto un incidente, le lesioni o l’omicidio stradale (leggi qui quali sono tutti i casi che comportano la sospensione della patente).

Cosa fare contro la sospensione cautelare della patente?

La Corte di Cassazione avalla questa facoltà di sospensione cautelare e, nella maggior parte delle pronunce emanate, la ritiene legittima, salvo rare eccezioni. Come ti abbiamo anticipato all’inizio, l’ultima sentenza della Suprema Corte ha detto sì alla sospensione immediata della patente applicata dal Prefetto senza attendere l’esito del processo penale; perciò, è stata respinta l’opposizione del conducente contro il decreto prefettizio.

Secondo i giudici di piazza Cavour, l’unico modo per contestare gli accertamenti fatti dalla Polizia nell’immediatezza e sul luogo del sinistro è la querela di falso, un procedimento che serve a smentire le affermazioni fatte da un pubblico ufficiale e attestate nel suo verbale, ma per il quale la prova che il privato cittadino deve fornire è molto difficoltosa.

Il ricorrente – che era rimasto senza patente per circa tre anni – contava sul fatto che gli esami tossicologici avevano smentito la positività inizialmente riscontrata dagli agenti, ma gli Ermellini hanno ricordato che «in tema di sanzioni amministrative connesse alla guida in stato di ebbrezza, la sospensione della patente di guida di cui all’art. 186 Cds si fonda su presupposti diversi da quelli di cui all’art. 223 del medesimo Codice; nel primo caso la sospensione può conseguire, a titolo di sanzione accessoria, a seguito dell’accertamento del reato, mentre nel secondo caso la misura ha carattere preventivo e natura cautelare, e trova giustificazione nella necessità di impedire che, nell’immediato, prima ancora che sia accertata la responsabilità penale, il conducente del veicolo, nei cui confronti sussistano fondati elementi di un’evidente responsabilità in ordine a eventi lesivi dell’incolumità altrui, continui a tenere una condotta che possa arrecare pericolo ad altri soggetti».

Sospensione cautelare della patente: approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi l’articolo “Come evitare la sospensione della patente” e la rassegna di giurisprudenza “Sospensione patente di guida: ultime sentenze“.


note

[1] Cass. ord. n. 24932 del 15.09.2021.

[2] Art. 186 Cod. strada.

[3] Art. 187 Cod. strada.

[4] Art. 223 Cod. strada.


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