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5 consigli per trovare lavoro dopo i 40 anni

2 Dicembre 2021 | Autore:
5 consigli per trovare lavoro dopo i 40 anni

Come trovare un’occupazione come lavoratori senior: profili più ricercati, formazione, ricollocazione, incentivi all’assunzione.

Anche se le aziende sono spesso alla ricerca di giovani, in quanto possono inquadrarli con forme contrattuali agevolate o come stagisti, cercare lavoro per i quarantenni non è un’impresa impossibile. Prima di chiedere consigli per trovare lavoro dopo i 40 anni, bisogna innanzitutto capire che, anche se la soglia degli “anta” è stata superata, non è ancora troppo tardi per cercare un nuovo impiego.

Nel panorama attuale del mondo del lavoro, la possibilità di doversi rimettere in gioco per trovare una nuova occupazione, dopo i 40 anni, è piuttosto frequente per svariati motivi.

Può capitare, ad esempio, di non riuscire ad ottenere un nuovo impiego una volta scaduto il termine di un contratto a tempo determinato, oppure che la disoccupazione sia causata dalla chiusura dell’attività in cui si svolgeva la prestazione lavorativa, ma si può anche desiderare, semplicemente, una diversa occupazione più congeniale o più creativa della precedente.

Sono veramente numerose le motivazioni per le quali si ricerca un’attività lavorativa dopo questa età, per cui è bene provare ad orientarsi in base ad alcuni fattori che potrebbero guidare meglio verso una scelta consapevole e proficua, all’interno del ventaglio di possibilità offerte nel panorama del mondo del lavoro.

Analisi delle competenze

In primo luogo, è bene fare un’analisi delle proprie competenze, sia di quelle maturate durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, che di quelle trasversali come, ad esempio:

  • l’abilità nel lavoro di squadra, o team work;
  • il saper gestire le situazioni di stress;
  • l’affrontare in modo efficace e creativo le situazioni problematiche.

Si tratta di tutta una serie di competenze molto importanti, le cosiddette skills, determinanti per la riuscita del proprio progetto di lavoro. A questo proposito, una volta individuato il tipo di attività che si vorrebbe svolgere, sarebbe utile un periodo, anche breve, di formazione, con corsi specialistici o attività di aggiornamento, che andranno ad arricchire il proprio curriculum.

Profili ricercati

Un altro aspetto fondamentale è quello della conoscenza del mercato del lavoro, per capire se si possiedano le competenze richieste per l’attività scelta.

Occorre, in particolare, analizzare le diverse offerte del mercato, per capire se rispondano alle proprie aspettative e se siano adeguate alla propria esperienza e formazione.

La nuova attività lavorativa può essere selezionata anche all’interno di un campo diverso dal precedente, magari del tutto nuovo, per il quale potrebbero comunque rivelarsi molto utili l’esperienza maturata, le conoscenze acquisite negli anni e le altre competenze trasversali.

Tra i profili più ricercati in Italia, secondo il report di LinkedIn “Job on the rise”, basato sulle indagini effettuate nel 2020, vi sono:

  • insegnanti di sostegno;
  • infermieri e medici;
  • esperti di digital marketing;
  • freelance creativi;
  • addetti al Crm (Customer Relationship Management, ossia supporto clienti);
  • cyber security manager (esperto di sicurezza informatica);
  • game developer (sviluppatore di giochi);
  • farmacisti;
  • ingegneri biomedici;
  • tecnici medici d’emergenza;
  • agenti assicurativi.

Incentivi all’assunzione

Anche se la maggior parte delle agevolazioni all’assunzione riguardano i più giovani, non mancano gli incentivi dedicati ai disoccupati che hanno passato gli “anta”, anche da un bel pezzo.

Tra le agevolazioni attive, sono particolarmente interessanti:

  • l’incentivo all’assunzione donne e over 50 [1], che offre al datore di lavoro uno sgravio contributivo totale o del 50%, a seconda della categoria di appartenenza;
  • l’incentivo per l’assunzione di lavoratori beneficiari di Naspi [2]: si tratta di un incentivo di tipo economico pari al 20% dell’indennità di disoccupazione mensile residua, che sarebbe stata corrisposta qualora l’interessato non fosse stato assunto a tempo pieno e indeterminato;
  • incentivo per l’assunzione di disabili: si tratta di un incentivo economico, previsto per l’assunzione di lavoratori con disabilità dal 45% al 79%, assunti a tempo determinato o indeterminato; l’incentivo ha durata variabile dal 12 ai 60 mesi a seconda del tipo di disabilità;
  • incentivo per l’assunzione di lavoratori in cassaintegrazione straordinaria;
  • incentivo per l’assunzione di beneficiari del reddito di cittadinanza;
  • contratto di rioccupazione.

Trasformare l’hobby in un lavoro

Un noto detto recita «La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola»: non sono pochi coloro che, una volta compiuti 40 anni, si rendono conto di aver sempre chiuso i propri desideri in un cassetto.

Perché allora non provare a trasformare le proprie passioni o il proprio hobby in una proficua attività lavorativa? Questa strada non è certamente facile, ma è molto importante il sostegno della forte motivazione e dell’entusiasmo al riguardo, che possono contribuire positivamente alla riuscita dell’impresa.

Vi sono diverse strade per raggiungere tale obiettivo: la prima è sicuramente la ricerca di un’offerta di lavoro consona rispetto al proprio progetto, ma è anche possibile realizzarlo creando una personale attività imprenditoriale.

A questo proposito, ci sono numerosi esempi di attività che consentono di mettersi in proprio, trasformando un hobby in lavoro: dalla fattoria didattica agli allevamenti biologici, dai micro-nidi familiari alle ludoteche, ma ancora, scuole parentali, servizi alla terza età, organizzazione di centri estivi, attività di animazione per feste. Si possono anche organizzare corsi di formazione negli ambiti in cui si eccelle: scuola di cucina, lezioni di cucito e ricamo, lezioni di yoga.

Anche vendere le proprie creazioni è un’ottima strada da percorrere: a questo proposito, consigliamo la lettura della guida “Come vendere oggetti creati da me“.

Avviare una start up

Nell’ambito della piccola imprenditorialità, si collocano anche le Start-up, imprese di piccole dimensioni che vengono lanciate nel mercato sulla base di un’idea o di un progetto innovativo, soprattutto nel campo delle nuove tecnologie e biotecnologie.

Anche se nell’immaginario collettivo la parola Start-up è collegata a business innovativi creati da ragazzi molto giovani e geniali, in realtà vi sono numerosi esempi di società di successo, create da persone non più giovanissime.

Ovviamente, è necessario essere seguiti nei propri progetti, partendo dalla valutazione dell’idea imprenditoriale che si vuole sviluppare: un ottimo supporto per la redazione del business plan è spesso fornito da parte di enti di formazione e dalle camere di commercio, nonché da imprese locali specializzate.

Come si può vedere, anche dopo i 40 anni, le opportunità di trovare un’idonea attività lavorativa esistono e sono numerose: basta avere ben chiaro il proprio obiettivo, non scoraggiarsi se la ricerca non dà subito i suoi frutti, avvalersi delle esperienze maturate nel corso degli anni di lavoro, essere disposti a frequentare corsi di formazione e soprattutto, credere in sé stessi.


note

[1] L. 92/2012.

[2] Art.7, co. 5 lett. b) DL 76/2013.

Autore immagine: pixabay.com


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