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Mantenimento ex moglie con stipendio di insegnante

16 Settembre 2021
Mantenimento ex moglie con stipendio di insegnante

Docenti, professori e maestri: negato il diritto all’assegno divorzile in caso di separazione o divorzio perché il reddito è sufficiente a mantenere un decoro che il ruolo pubblico impone. 

Non farà piacere a molte donne, impiegate all’interno della Pubblica Amministrazione con il ruolo di insegnante nelle scuole pubbliche, sapere che, in caso di divorzio, il giudice potrebbe negare loro l’assegno di mantenimento. E ciò perché lo stipendio erogato dallo Stato è di per sé sufficiente a garantire l’indipendenza economica e uno stile di vita decorso. 

Secondo la Cassazione [1], l’assegno divorzile deve mirare a garantire soltanto l’autosufficienza del beneficiario e, di certo, il reddito che percepisce una professoressa è sufficiente a tale fine. È vero: non è pensabile che una professoressa sia costretta a fare i “conti sull’unghia”, evitando magari di aggiornarsi o di studiare a causa delle ristrettezze economiche. Ma non si può certo porre tale peso economico a carico del precedente coniuge. 

Insomma, non è dovuto il mantenimento all’ex moglie con stipendio di insegnante. Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Partiamo dal dato normativo: l’articolo 5, comma 6, della legge n. 898 dell’1° dicembre 1970 attribuisce al giudice il potere di effettuare, al momento del divorzio, una ridistribuzione della ricchezza fra i due ex coniugi in favore di quello più debole. A quest’ultimo, in particolare, deve essere garantito un assegno mensile se non ha mezzi adeguati o comunque, non è in grado di procurarseli per ragioni oggettive. 

La determinazione dell’assegno deve avvenire considerando le condizioni dei coniugi (salute, formazione, precedenti esperienze lavorative), il relativo reddito e la durata del matrimonio. Secondo poi l’insegnamento delle sezioni unite della Cassazione [2], bisogna comunque accordare l’assegno divorzile al coniuge che, sacrificando la propria carriera per dedicarsi alla casa e ai figli, ha perso ogni contatto con il mondo del lavoro, così garantendo all’ex la possibilità di concentrarsi sulla propria attività lavorativa arricchendosi. A questa ricchezza il coniuge “casalingo” ha diritto a partecipare con l’assegno mensile.

L’assegno divorzile però ha perso ogni collegamento con il precedente tenore di vita: non deve cioè garantire al suo beneficiario lo stesso agio di cui godeva durante il matrimonio, ma solo l’indipendenza economica. Per cui è del tutto indifferente se l’ex coniuge è più o meno ricco, non incidendo ciò sulla misura del mantenimento. 

Nel caso dell’ex moglie insegnante bisogna quindi verificare se lo stipendio erogatole dal ministero dell’Istruzione sia di per sé sufficiente a garantire tale autosufficienza. E la Cassazione ha detto di sì. È stato così revocato l’assegno divorzile a carico del marito che il tribunale di Genova, in primo grado, aveva imposto.

Nel caso di specie, i giudici del tribunale, pur consapevoli dell’indipendenza economica della donna la quale aveva sempre svolto l’attività di insegnante, era peraltro assegnataria della casa coniugale ed aveva anche la nuda proprietà di un altro immobile, le avevano riconosciuto comunque – a sorpresa – l’assegno di mantenimento di 500 euro al mese. E ciò in ragione degli «obblighi di aggiornamento e di decoro che la sua professione di insegnante […] le impone», degli «oneri economici» connessi all’accompagnamento del figlio con lei convivente alle gare di golf e dei maggiori redditi del marito, medico ospedaliero e proprietario dell’immobile, dove viveva, acquistato grazie a una donazione materna.

La Cassazione ha però annullato la sentenza di primo grado perché la Corte genovese ha inteso il concetto di indipendenza economica sulla base di parametri che non tengono conto del nuovo orientamento della giurisprudenza, addirittura richiamando a giustificazione dell’assegno divorzile dei supposti ed evanescenti «obblighi di aggiornamento e di decoro che la sua professione di insegnante […] le impone».

 


Non è dovuto l’assegno di mantenimento all’ex moglie se ha già uno stipendio di insegnante 

note

[1] Cass. sent. n. 22499/21.

[2] Cass. sent. n. 18287/21.


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