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Si può corrompere con il sesso?

3 Dicembre 2021 | Autore:
Si può corrompere con il sesso?

Prestazione sessuale: può essere usata per corrompere un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio?

La legge punisce chiunque corrompe un pubblico ufficiale. La pena in realtà è prevista per entrambi, cioè sia per chi corrompe che per chi si lascia corrompere accettando l’offerta. Eccezionalmente, l’ordinamento giuridico punisce anche la corruzione tra privati, ma solo quando questi rivestono una particolare posizione all’interno di società o enti privati. Inutile dire che il mezzo più comodo per corrompere una persona è il denaro. Tuttavia, secondo la legge, non è indispensabile che l’offerta sia costituita da soldi. Si può corrompere con il sesso?

La prestazione sessuale in cambio di favori o altre utilità è sicuramente molto diffusa; ciò non significa, però, che essa costituisca necessariamente una forma di corruzione penalmente rilevante. Insomma: chi offre il proprio corpo in cambio di qualcosa non incorre automaticamente in questo reato. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se si può corrompere con il sesso.

Corruzione: quando è reato?

Per la legge italiana la corruzione è reato solamente se coinvolge un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio.

In pratica, la corruzione si verifica quando un privato e un pubblico funzionario si accordano perché il primo corrisponda al secondo un compenso (non dovuto) per un atto in vario modo attinente alle attribuzioni di quest’ultimo.

La corruzione tra privati è punita solo quando coinvolge amministratori, direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci e liquidatori di società o enti privati.

Corruzione: quanti tipi?

La legge prevede diversi tipi di corruzione:

  • corruzione propria;
  • corruzione impropria;
  • corruzione in atti giudiziari.

Analizziamoli brevemente.

Corruzione propria: cos’è?

La corruzione propria è quella che viene immediatamente in mente quando si parla di questo reato.

La legge dice che il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai propri doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da sei a dieci anni [1]. Stessa pena si applica al corruttore [2]. La pena è ridotta fino a un terzo se ad essere corrotto è un incaricato di un pubblico servizio [3], cioè una persona che svolge mansioni meno importanti di quelle del pubblico ufficiale.

In estrema sintesi, la corruzione propria consiste nel pagare un funzionario pubblico per contravvenire ai suoi doveri. Ad esempio, risponde di corruzione il finanziere che accetta denaro per chiudere un occhio sulle irregolarità contabili del corruttore.

Corruzione impropria: cos’è?

La corruzione impropria è una forma più blanda di corruzione, in quanto in questo caso si paga un funzionario pubblico semplicemente per continuare a svolgere il proprio lavoro.

Secondo il Codice penale, il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da uno a sei anni [4]. Alla stessa pena soggiace il corruttore, mentre all’incaricato del pubblico servizio che cede alla lusinga della bustarella si applica una pena ridotta fino a un terzo.

Quando si commette corruzione impropria? Semplice: quando si paga (o si promette altra utilità o vantaggio) un funzionario per fare ciò che dovrebbe normalmente compiere in ossequio al proprio lavoro.

Così, risponderà di corruzione impropria chi offre del denaro a un finanziere per dirgli di fare bene il suo lavoro quando andrà ad effettuare i controlli sull’azienda del suo rivale.

Corruzione in atti giudiziari: cos’è?

La forma di corruzione più grave è quella in atti giudiziari, cioè commessa per favorire o danneggiare una parte in un processo (civile, penale o amministrativo che sia) [5].

In questi casi, si applica la pena della reclusione da sei a dodici anni, aumentata qualora la corruzione raggiunga il suo scopo e porti a una condanna ingiusta.

Classico esempio di corruzione in atti giudiziari è quella di chi paga un giudice per emettere una sentenza ingiusta.

Corruzione: può avvenire con una prestazione sessuale?

Veniamo ora al quesito posto nel titolo di questo articolo. Si può corrompere con il sesso? Si può offrire una prestazione sessuale per ottenere qualcosa da un pubblico funzionario?

La legge non dice che il corruttore deve offrire necessariamente dei soldi: la norma parla di “denaro o altra utilità”. Bisogna dunque comprendere se il sesso può rientrare nel concetto di “altra utilità”.

Secondo la Corte di Cassazione, «la nozione di “altra utilità”, quale oggetto della dazione o promessa, ricomprende qualsiasi vantaggio materiale o morale, patrimoniale o non patrimoniale, che abbia valore per il pubblico agente» [6].

In questo senso, commette sicuramente reato il consigliere comunale che, in cambio del voto favorevole a una delibera, non riceve denaro bensì una promessa di aiuto, finalizzata ad ottenere una progressione di carriera.

Alla luce di ciò, secondo una parte della giurisprudenza, è possibile che l’oggetto della promessa o dell’offerta ricada su un vantaggio non patrimoniale, purché però questo sia suscettibile di misurazione economica.

Secondo una vecchia pronuncia della Cassazione [7], ai fini della corruzione non configura un’utilità rilevante l’amplesso con una donna che non usa concedersi per denaro, mentre la integra l’offerta di una prostituta.

In altre parole, se è vero che la corruzione può compiersi anche offrendo o promettendo qualcosa di diverso dal denaro, deve ritenersi che l’utilità debba comunque essere suscettibile di valutazione economica.

L’utilità necessaria a far scattare la corruzione, dunque, non va valutata in relazione alla natura del vantaggio, bensì alla sua valutabilità come retribuzione.

Pertanto, “corrompere” un pubblico ufficiale con del sesso non costituisce, di norma, reato, a meno che la prestazione non provenga da chi quantifichi economicamente questo tipo di offerta, equiparandola a merce di scambio che abbia un preciso valore patrimoniale. Solo in questo caso si può usare il sesso per corrompere.

Al contrario, chi offre una prestazione sessuale per ottenere un vantaggio non commette corruzione, in quanto riesce a “persuadere” il pubblico funzionario senza integrare gli estremi del reato.


note

[1] Art. 319 cod. pen.

[2] Art. 321 cod. pen.

[3] Art. 320 cod. pen.

[4] Art. 318 cod. pen.

[5] Art. 319-ter cod. pen.

[6] Cass., sent. n. 29789 del 27/06/2013.

[7] Cass., sent. dell’8 giugno 1965.

Autore immagine: canva.com/


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