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Chi ha la precedenza in auto ha sempre ragione?

16 Settembre 2021 | Autore:
Chi ha la precedenza in auto ha sempre ragione?

In caso di incidente, quali sono le responsabilità di chi ha il diritto di passare per primo? Quando può scattare l’omicidio stradale?

Se guidi su una strada in cui tutti ti devono dare la precedenza ti senti più tranquillo, anzi a momenti nemmeno rallenti quando arrivi agli incroci perché sai che sono gli altri a doversi fermare e controllare. Così, può capitare che quando meno te lo aspetti, sbuca la macchina di un conducente distratto o un pedone decide di attraversare la strada all’ultimo momento lontano dalle strisce. E arrivano i guai: se l’incidente è molto violento ci può anche scappare il morto. A quel punto, chi ha la precedenza ha sempre ragione? La responsabilità del sinistro va attribuita solo a chi ha violato la norma del Codice della strada?

Regola numero 1: mai dare per stabilito che la precedenza in auto consenta di avere una guida troppo disinvolta. È il concetto che la Cassazione ha espresso in una recente sentenza: chi si sente talmente sicuro di poter attraversare per primo un incrocio al punto di avere un atteggiamento di prepotenza, deve rispondere delle conseguenze di un eventuale incidente. Compresa l’accusa di omicidio stradale, se lo scontro ha degli esiti fatali. Vediamo che cosa dice il Codice della strada su chi ha ragione quando si ha la precedenza in auto e come si è pronunciata in proposito la Suprema Corte.

Precedenza in auto: la norma del Codice della strada

La precedenza in auto viene disciplinata dall’articolo 145 del Codice della strada. E già il primo comma mette «sull’attenti» riguardo al fatto di non dare per scontato che si possa avere sempre ragione. Dice il Codice: «I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti». Non dice «il conducente che deve dare la precedenza» ma «i conducenti». Significa che anche chi ha il diritto di attraversare l’incrocio per primo deve fare il possibile per evitare uno scontro. E questo lo si fa, innanzitutto, rispettando i limiti di velocità e controllando se dalle altre strade arriva qualcuno che non manifesta l’intenzione di fermarsi.

La regola generale stabilita dal Codice della strada è che, quando due veicoli stanno per impegnare un’intersezione o le loro traiettorie stanno per incrociarsi, «si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra», salvo diversa segnalazione. Hanno sempre la precedenza, inoltre, i veicoli che circolano su rotaie, cioè i tram, e le biciclette che transitano sulle strade urbane ciclabili e sulle piste a loro riservate o vi si immettono, anche da un luogo non soggetto a pubblico passaggio.

È obbligatorio dare la precedenza a chi circola sulla strada quando si esce da un luogo non soggetto a pubblico passaggio, come un garage o il cortile di un condominio, o da sentieri, mulattiere o piste ciclabili, «anche se – precisa il Codice – le caratteristiche di dette vie variano nell’immediata prossimità dello sbocco sulla strada». Per dare la precedenza, bisogna sempre fermarsi «in corrispondenza della striscia di arresto».

Precedenza in auto: le sanzioni in caso di violazione

Il Codice della strada prevede delle sanzioni salate per chi non rispetta la precedenza nei termini sopra indicati: la multa va da 167 a 665 euro. Per chi commette la stessa violazione due volte nell’arco di un biennio c’è anche la sospensione della patente da uno a tre mesi.

C’è, infine, la sanzione accessoria della decurtazione di 5 punti dalla patente.

Cosa rischia in caso di incidente chi ha la precedenza?

Come detto, il Codice della strada impone a tutti i conducenti – compreso quello che ha la precedenza – di usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti quando si arriva ad un incrocio. A tal proposito, la Cassazione ha stabilito in una recente sentenza [1] che il diritto di attraversare per primo non esclude per il conducente l’eventuale condanna per omicidio stradale nel caso ci sia un sinistro mortale.

Il principio espresso dalla Suprema Corte è semplice: l’automobilista è tenuto a moderare la velocità al punto di riuscire a fermarsi nel caso in cui un’altra macchina non rispetti la precedenza oppure un pedone attraversi la strada in un luogo improprio, lontano dalle strisce.

Spiegano i giudici: il conducente «favorito dal diritto di precedenza deve comunque non abusarne, non trattandosi di un diritto assoluto e tale da consentire una condotta di guida negligente e pericolosa per gli altri utenti della strada, anche se eventualmente in colpa».

Significa, nel caso specifico esaminato dalla Cassazione, che «anche nelle ipotesi in cui il semaforo verde consente la marcia, l’automobilista deve accertarsi della eventuale presenza, seppur colpevole, di pedoni che si attardino nell’attraversamento, ed è tenuto a moderare la velocità per essere in grado di affrontare l’eventualità del mancato rispetto della precedenza da parte di terzi».

Concetto che può essere allargato ad uno scontro fra due auto: se chi deve dare la precedenza non la rispetta e si immette sulla strada mentre arriva chi ha il diritto di passare, anche quest’ultimo risponde delle conseguenze dell’incidente nel caso in cui abbia premuto troppo l’acceleratore e non sia stato in grado di evitare l’impatto a causa dell’eccessiva velocità.


note

[1] Cass. sent. n. 33984/2021 del 15.09.2021.


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