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Quali organi approvano le leggi dell’Unione europea?

5 Dicembre 2021 | Autore:
Quali organi approvano le leggi dell’Unione europea?

Il meccanismo di approvazione delle leggi europee è piuttosto complesso e vede protagonisti il Parlamento, il Consiglio europeo e la Commissione.

Gli atti legislativi dell’Ue appartengono a diverse tipologie, potendosi distinguere in regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri. A ciascuno di essi appartiene una modalità di applicazione diversa. Ad esempio, il regolamento è direttamente applicabile e vincolante in tutti gli Stati membri senza necessità di essere recepito nel diritto nazionale, sebbene in alcuni casi occorre modificare le leggi interne per evitare incompatibilità. Invece, la direttiva, per avere efficacia, deve essere recepita nel diritto nazionale. Tuttavia, ogni Stato membro è libero di decidere in merito alla forma e ai mezzi da utilizzare per raggiungere l’obiettivo indicato nella direttiva medesima. In relazione alla loro adozione, quali organi approvano le leggi dell’Unione europea?

Per rispondere correttamente alla domanda bisogna partire dal presupposto che nella procedura legislativa europea sono coinvolti il Parlamento, il Consiglio europeo e la Commissione.

La Commissione è il governo, l’organo esecutivo, che propone le leggi all’organo legislativo, composto dal Parlamento e dal Consiglio.

Il Parlamento può modificare la proposta di legge attraverso gli emendamenti e, se non la gradisce, può rigettarla.

Il potere di approvazione effettiva delle leggi spetta, però, al Consiglio dei ministri dell’UE, che ha l’ultima parola in merito. Successivamente all’approvazione, gli Stati membri e la Commissione provvedono ad attuare le nuove leggi.

Leggi dell’UE: come si adottano?

Per l’adozione degli atti legislativi dell’Ue si distinguono:

  1. la procedura legislativa ordinaria, inizialmente denominata procedura di codecisione, introdotta nel 1992 ed il cui utilizzo è stato ampliato nel 1999. Con il trattato di Lisbona del 2007, entrato in vigore nel 2009, la stessa è diventata la principale procedura decisionale utilizzata per adottare la legislazione dell’UE;
  2. le procedure legislative speciali, che si applicano solo in specifici casi in base all’argomento delle proposte.

Nella procedura legislativa ordinaria, il Parlamento è posto sullo stesso livello del Consiglio mentre nelle procedure legislative speciali il Parlamento svolge solo un ruolo consultivo.

Come si svolge la procedura legislativa ordinaria?

La procedura legislativa ordinaria inizia grazie all’impulso della Commissione europea, la quale ha il compito di pianificare, preparare e proporre nuovi atti legislativi europei. Peraltro, le leggi che propone devono difendere gli interessi dell’Unione Europea e di tutti i suoi cittadini.

Prima di formulare una proposta, la Commissione consulta i parlamenti nazionali, i governi, i gruppi d’interesse e gli esperti, nonché i cittadini, che sono invitati a formulare le loro osservazioni online. Di questi pareri tiene conto, poi, per redigere la proposta da presentare al Parlamento e al Consiglio.

La proposta legislativa può essere formulata anche su invito del Parlamento o del Consiglio europeo o può essere presentata su iniziativa della Commissione.

Attraverso una serie di letture, il Parlamento e il Consiglio esaminano e modificano il testo della proposta. Se i due organi si trovano d’accordo sugli emendamenti, la proposta di legge è adottata. Viceversa, si passa alla seconda lettura.

Se neanche dopo la seconda lettura si raggiunge l’accordo, la proposta viene sottoposta all’esame di un “comitato di conciliazione”, composto da un numero uguale di rappresentanti del Parlamento e del Consiglio.

Alle riunioni del comitato assistono anche i rappresentanti della Commissione, che contribuiscono alla discussione.

Raggiunto l’accordo, il testo approvato viene trasmesso nuovamente al Parlamento europeo e al Consiglio per una terza lettura affinché possa essere adottato come testo legislativo. Se non si riesce a trovare un accordo, la legge non viene adottata.

Nella maggior parte dei casi, il Parlamento adotta la proposta a maggioranza semplice e il Consiglio a maggioranza qualificata. In tal caso, deve votare a favore almeno la metà del numero totale degli Stati facenti parte dell’UE in rappresentanza di circa i 2/3 della popolazione. In alcune ipotesi, è richiesta in seno al Consiglio l’unanimità.

Quali sono le procedure legislative speciali?

In determinati settori legislativi, quali ad esempio le esenzioni del mercato interno e il diritto della concorrenza, si applica la procedura di consultazione. Nella stessa, il Consiglio dell’UE deve consultare il Parlamento sulla proposta della Commissione ma non è obbligato ad accettarne il parere sebbene, stando alla giurisprudenza della Corte di giustizia, non possa deliberare prima di averlo ricevuto.

La consultazione del Parlamento è parimenti obbligatoria in caso di adozione di accordi internazionali nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune (PESC).

Vi è, poi, la procedura di approvazione nella quale una proposta può essere approvata o respinta dal Parlamento; tuttavia, quest’organo non può suggerire delle modifiche. Detta procedura si applica, ad esempio, nell’ipotesi di ratifica di un trattato internazionale sottoposto a negoziato, in caso di grave violazione dei diritti fondamentali [1], per l’adesione di nuovi Stati membri o per le modalità di uscita dell’UE.

In quanto procedura legislativa, l’approvazione va utilizzata altresì in sede di adozione di nuovi atti legislativi sulla lotta alla discriminazione e fornisce ormai al Parlamento europeo un diritto di veto in caso di applicazione della base giuridica generale sussidiaria [2].

In altri casi, l’atto legislativo viene adottato dal Consiglio europeo e dalla Commissione oppure solo dalla Commissione.

Approvazione leggi UE: quali organi possono essere consultati?

Nella procedura legislativa dell’UE si inseriscono alcuni organi consultivi, a cui è possibile rivolgersi quando la proposta rientra in un ambito di loro competenza. Il loro parere non è vincolante ma contribuisce al controllo democratico della legislazione dell’Unione europea in quanto garantisce che la stessa sia sottoposta ad un ampio scrutinio. Nello specifico, si tratta del:

  1. Comitato economico e sociale europeo, che rappresenta gruppi della società civile come ad esempio i datori di lavoro, i sindacati e gruppi di interesse sociale;
  2. Comitato delle Regioni, che coinvolge autorità regionali e locali.

Si possono anche consultare altri organismi quando una proposta coinvolge la loro sfera di interesse (vedi la Banca Centrale Europea quando attiene a una proposta di carattere economico o finanziario).


note

[1] Art. 7, Trattato sull’Unione Europea (TUE).

[2] Art. 352, Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).


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