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Pensione 4 anni prima: Ape sociale

29 Novembre 2021 | Autore:
Pensione 4 anni prima: Ape sociale

Anticipo pensionistico a 63 anni: quali condizioni bisogna soddisfare per ottenere l’indennità dall’Inps.

L’Ape sociale [1] consiste in una misura di accompagnamento alla pensione, che consente di anticipare l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni e sostiene il lavoratore sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria, attualmente (e sino al 31 dicembre 2024) pari a 67 anni. In buona sostanza, è possibile andare in pensione 4 anni prima con l’Ape sociale, anche se l’assegno erogato non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un’indennità a sostegno del reddito.

L’indennità di Ape sociale, peraltro, è calcolata allo stesso modo della pensione, prendendo quale riferimento, però, la data di uscita dal lavoro e considerando un limite massimo d’importo pari a 1.500 euro mensili.

La misura, ad oggi, può essere ottenuta da coloro che raggiungono i requisiti stabiliti dalla legge [1] entro il 31 dicembre 2021,.

Con tutta probabilità, l’Ape sociale sarà estesa, a breve, a coloro che matureranno i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2022 ed a nuove categorie di beneficiari: a questo proposito, è bene sottolineare che possono avvalersi di questa misura soltanto gli appartenenti a determinate categorie tutelate.

Beneficiari dell’Ape sociale

Nel dettaglio, le categorie di lavoratori che attualmente possono beneficiare dell’Ape sociale sono i disoccupati di lungo corso, i caregiver, gli invalidi civili e gli addetti ai lavori gravosi.

Disoccupati di lungo corso

Fanno parte della categoria dei disoccupati di lungo corso i lavoratori che:

  • risultano in stato di disoccupazione a seguito di:
    • licenziamento, anche collettivo o per giusta causa;
    • dimissioni per giusta causa;
    • dimissioni per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria;
    • cessazione di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di periodi di lavoro subordinato negli ultimi 3 anni;
  • hanno alle spalle almeno 30 anni di contributi (le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2);
  • hanno terminato da almeno tre mesi di percepire un’indennità di disoccupazione, come la Naspi e che non si siano rioccupati (è ammessa la rioccupazione con contratto di lavoro subordinato, contratto di prestazione occasionale o libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente): il requisito relativo all’attesa di 3 mesi non sarà più richiesto, relativamente a chi maturerà i requisiti per l’Ape sociale nel 2022.

Caregiver

Fanno parte della categoria dei caregiver coloro che:

  • assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi:
  • il coniuge o un parente di primo grado convivente, con handicap riconosciuto in situazione di gravità;
  • un familiare entro il secondo grado, convivente e portatore di handicap grave; in questo caso, però, è necessario che il coniuge o i genitori del disabile abbiano compiuto i 70 anni di età, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • hanno alle spalle almeno 30 anni di contributi (le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2).

Invalidi

Fanno parte della categoria degli invalidi coloro che:

  • hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • hanno alle spalle almeno 30 anni di contributi (le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2).

Addetti ai lavori gravosi

Fanno parte della categoria degli addetti ai lavori gravosi coloro che:

  • hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10, o per almeno 6 anni negli ultimi 7 una o più delle seguenti attività, cosiddette gravose:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
    • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
    • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
    • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature, non già ricompresi tra gli addetti ai lavori usuranti;
    • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne;
  • hanno alle spalle almeno 36 anni di contributi (le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2).

Nuovi addetti ai lavori usuranti

Sono recentemente state individuate nuove categorie di addetti ai lavori gravosi:

• gli insegnanti della scuola primaria e materna;
• i tecnici della salute;
• i magazzinieri, gli addetti nelle professioni qualificate dei servizi sanitari e sociali;
• gli operatori della cura estetica;
• i portantini e professioni assimilate;
• i giardinieri (professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca);
• i lavoratori impegnati nei servizi personali ed assimilati;
• gli artigiani, gli operai specializzati e gli agricoltori;
• i conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;
• i conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;
• gli operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi;
• i conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
• i conduttori di mulini e impastatrici;
• i conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;
• gli operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;
• i conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;
• gli operai semi qualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;
• gli operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare;
• i conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;
• il personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci;
• il personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli;
• le professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

Condizioni per il diritto all’Ape sociale

Oltre a rientrare tra le categorie beneficiarie della misura, per il diritto all’Ape sociale è necessario:

  • aver compiuto 63 anni;
  • aver cessato l’attività lavorativa dipendente, autonoma o subordinata; in seguito, ci si può rioccupare, ma il reddito derivante dall’attività lavorativa non può superare:
    • 8mila euro annui, se l’attività è subordinata o parasubordinata;
    • 4.800 euro annui, se l’attività è di lavoro autonomo;
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta;
  • non essere titolari di trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, o dell’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale;
  • presentare un’apposita domanda di certificazione dei requisiti all’Inps.

Domanda di Ape sociale

Contestualmente alla domanda di riconoscimento dei requisiti per l’Ape Sociale, l’interessato che abbia già perfezionato le condizioni previste, compresa la cessazione dell’attività lavorativa, può presentare la domanda di accesso all’indennità, per non perdere ratei di trattamenti.

La domanda di Ape sociale può essere presentata anche nelle more dell’istruttoria della domanda di certificazione dei requisiti.

Proroga e ampliamento dell’Ape sociale

Oltre ai beneficiari dell’indennità elencati, potrebbero presto rientrare nella platea dei destinatari dell’Ape sociale anche i lavoratori fragili, cioè coloro che, a causa di patologie preesistenti, potrebbero subire un esito grave o infausto in caso di infezione da Covid 19. A questi potrebbero aggiungersi i disoccupati di lunga durata, non aventi diritto alla Naspi o alla diversa indennità di disoccupazione, spettante sulla base della categoria di appartenenza.

Sembra ormai certo, in ogni caso, che l’Ape sociale sarà estesa a tutti coloro che ne perfezioneranno le condizioni entro il 31 dicembre 2022.


note

[1] Art.1, Co. 179-186, L. 232/2016.

Autore immagine: pixabay.com


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