Diritto e Fisco | Articoli

È legale vendere organi?

2 Novembre 2021 | Autore:
È legale vendere organi?

Si può mettere sul mercato un rene, un pezzo di fegato o un polmone per ricavarci dei soldi? Che cosa si rischia?

Che la miseria possa portare alla disperazione non è un mistero. Come non lo è il fatto che la disperazione possa portare a fare delle scelte sbagliate, proprio perché disperate. Così, c’è chi si trova a mettere sul mercato l’unica cosa che ha, un pezzo di sé stesso, nel tentativo di pagare qualche debito o di riuscire a campare per un po’: un rene, una parte del fegato, una cornea. Qualsiasi cosa consenta di sopravvivere in sua mancanza e sia pagata a buon mercato. Ma è legale vendere organi? Esiste un sistema lecito che permette di avere del denaro in caso di necessità in cambio di quello che potrebbe salvare una vita?

Restano giusto un paio di Paesi in tutto il mondo in cui il traffico di organi è consentito. E l’Italia non è, certo, tra questi: da qualche anno, la legge ha introdotto questa pratica nel Codice penale prevedendo delle sanzioni pesantissime: reclusione fino a 12 anni, multa fino a 300mila euro. Che sono tanti per chi decide di farsi strappare e vendere un organo. Ma sono anche delle briciole per chi gestisce il cosiddetto «mercato rosso». Vediamo come funziona e come stanno le cose in Italia.

Vendere un organo: dov’è legale?

Dal 2006 al 2019 (ultimo dato disponibile), sono state 700 le vittime della tratta di esseri umani ai fini di espianto di organi in 25 Paesi. Un affare da 180mila interventi praticati ogni anno che frutta al mercato clandestino circa un miliardo e mezzo di dollari.

Si parla, ovviamente, della vendita di organi di chi non vorrebbe farlo e cade nella rete di trafficanti senza scrupoli. Il loro obiettivo è, soprattutto, un rene, un fegato, un polmone, un cuore, un pancreas (per citare gli organi più ambiti) da piazzare a medici conniventi, affamati di una fetta di questa grande torta.

Reni e fegato sono i meno pagati: di solito, vengono ricavati da chi è ancora in vita; quindi, dei primi ne arriva solo uno mentre del fegato se ne prende solo una parte. Più sostanzioso il prezzo di polmoni, cuore e pancreas: si tratta di pezzi interi espiantati a dei cadaveri ma ancora in buone condizioni.

Tutto di nascosto, tranne in due Paesi: Iran e Yemen. Nella patria degli ayatollah, è il sistema sanitario nazionale a gestire domanda e offerta di organi, sotto il controllo più o meno attento di due organizzazioni no-profit gestite, comunque, dallo Stato. Ed è sempre il Governo di Teheran a gestire i rapporti tra chi mette a disposizione i propri organi e chi li deve ricevere. Gli yemeniti, invece, da quando nell’area è scoppiata una delle più gravi crisi umanitarie del Terzo millennio, preferiscono rivolgersi alle varie mafie locali per tentare di guadagnare il più possibile, a costo di recarsi in altri Paesi per effettuare l’intervento (il più gettonato in zona è da sempre stato l’Egitto).

Vendere un organo in Italia si può?

Come detto, vendere organi in Italia non è legale, nonostante dall’estero arrivino puntualmente delle offerte per acquistare fegati, pancreas e quant’altro. Qualcuno ci casca ed accetta di recarsi oltre confine per sottoporsi all’intervento e poi tornare a casa con qualche migliaio di euro in più.

Nel 2016, la legge ha introdotto nel Codice penale [1] il reato di «traffico di organi prelevati da persona vivente». Dice la normativa: «Chiunque, illecitamente, commercia, vende, acquista ovvero, in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo, procura o tratta organi o parti di organi prelevati da persona vivente è punito con la reclusione da 3 a 12 anni e con la multa da euro 50.000 ad euro 300.000. Se il fatto è commesso da persona che esercita una professione sanitaria, alla condanna consegue l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione». Quindi, fino a 12 anni di galera e fino a 300mila euro di multa. Con la sanzione accessoria per il professionista sanitario coinvolto in questa pratica dell’interdizione perpetua. Insomma, ha finito di fare il medico o l’infermiere per tutta la vita.

Ma non finisce qui: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato – continua il Codice – è punito con la reclusione da 3 a 7 anni e con la multa da euro 50.000 ad euro 300.000 chiunque organizza o propaganda viaggi ovvero pubblicizza o diffonde, con qualsiasi mezzo, anche per via informatica o telematica, annunci finalizzati al traffico di organi o parti di organi». Per dirla in altro modo: anche chi non si sporca le mani di sangue ma fa in modo che la compravendita di organi avvenga ha la sua maxi-sanzione.

Quello che, invece, non è più reato è svolgere il ruolo di mediatore nella trattativa tra privati per la donazione di un rene per un trapianto: una legge del 1967 [2] prevedeva la reclusione da tre mesi a un anno e la multa da 100.000 a 2 milioni di lire (più o meno da 50 a 1.000 euro, che ai tempi erano soldi) per chi mediava nella donazione a scopo di lucro. Resta, comunque, un illecito amministrativo per il quale le sanzioni economiche sono state triplicate.


note

[1] Art. 601-bis cod. pen.

[2] Art. 458/1967.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube