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Il consumatore che ha firmato la polizza vita unit linked vince contro la compagnia

11 Giugno 2014 | Autore:
Il consumatore che ha firmato la polizza vita unit linked vince contro la compagnia

Assicurazioni: la compagnia risponde per il fatto illecito del proprio agente per la polizza che questi ha fatto stipulare al cliente nonostante non ne avesse il potere.

Che succede se l’agente dell’assicurazione, in malafede, fa firmare, al proprio cliente, una polizza vita senza però che la compagnia gli abbia mai dato il relativo potere per la stipula? Che succede se la somma così incassata viene trattenuta dal truffatore e poi il consumatore ne pretende la restituzione dalla compagnia? Quest’ultima deve rimborsare il cittadino.

Tale è la conclusione cui perviene il tribunale di Cosenza in una sentenza di qualche giorno fa [1] in cui è stata data tutela a una donna (difesa dal sottoscritto), convinta a firmare un contratto unit linked a premio unico ove il pagamento del premio risultava stabilito in una soluzione al momento della stipula.

Anche se l’assicurazione ha dato pubblicità alla procura conferita al proprio agente, e in tali poteri non risulta incluso quello relativo alle polizze vita in questione, la compagnia risponde comunque [2] per il fatto illecito dell’agente.

Omessa vigilanza

Non basta alla Compagnia dimostrare di aver proceduto alla pubblicazione della procura all’agenzia secondo le forme di legge, tanto che l’agente deve essere ritenuto non autorizzato a stipulare polizze del ramo vita come quella oggetto del contendere. Ciò che più conta, però, è che la compagnia risulta comunque condannata a pagare per l’attività illecita posta in essere dall’agente privo del potere di rappresentanza, che è stata resa possibile se non agevolata dall’omessa vigilanza da parte dell’assicurazione medesima.

La responsabilità dell’assicurazione sorge per il solo fatto dell’inserimento dell’agente nell’impresa. Non è necessario che vi sia un rapporto di lavoro continuativo o subordinato tra l’autore dell’illecito ed il proprio datore di lavoro: è invece sufficiente un rapporto di occasionalità, nel senso che l’attività cui era preposto l’agente (quella di agire, in generale, in nome e per conto dell’assicurazione) abbia determinato una situazione tale da agevolare o rendere possibile il fatto illecito e il danno al consumatore. E ciò anche se il dipendente abbia operato oltre i limiti dei suoi poteri, purché sempre nell’ambito dell’incarico affidatogli, così da non configurare una condotta del tutto estranea al rapporto di lavoro.

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Cosa sono le polizze “unit linked”?

Si tratta di un contratto di assicurazione sulla vita ad elevato contenuto finanziario che lega la prestazione dell’assicuratore all’andamento del valore delle quote di un fondo di investimento interno o esterno all’impresa di assicurazione.

In assenza di garanzie di capitale o di rendimento, la prestazione può anche risultare inferiore ai premi versati dal contraente.

In sostanza le assicurazioni unit linked sono contratti in cui l’entità del capitale assicurato dipende dall’andamento del valore delle quote di fondi di investimento interni (appositamente costituiti dall’impresa di assicurazione) o da fondi esterni (Oicr, organismi di investimento collettivo del risparmio) in cui vengono investiti i premi versati, dedotti i caricamenti, il costo per la copertura caso morte, le eventuali coperture accessorie e le commissioni di gestione.

Nelle polizze unit linked è prevista una suddivisione dei fondi interni in sei classi in funzione del rischio di investimento (basso, medio basso, medio, medio alto, alto, molto alto).

Di norma è consentito al contraente scegliere la tipologia del fondo di investimento al quale agganciare il capitale, tenendo conto del profilo di rischio che meglio risponde alle proprie esigenze di investimento e, successivamente, trasferire le somme accumulate da un fondo all’altro (switch) pagando eventualmente una commissione.

Anche questi prodotti possono offrire garanzie di capitale e/o rendimento minimo. In assenza di esse, bisogna prestare attenzione ai rischi finanziari che gravano sul contratto e, quindi, sul contraente. L’assunzione di tali rischi può comportare prestazioni inferiori ai premi versati.

Dal 2006 il controllo sui prodotti finanziario-assicurativi (index-unit linked e polizze di capitalizzazione) è passato dall’Ivass alla Consob.

Questi prodotti sono stati corredati da un prospetto informativo, al pari degli altri strumenti finanziari venduti allo sportello. Per mitigare tali rischi, l’Ivass ha dettato rigorose disposizioni, stabilendo limiti per i soggetti emittenti e obblighi di diversificazione e dispersione del rischio per singolo fondo.

Nel caso in cui il valore di una polizza index o unit linked si sia ridotto di oltre il 30% rispetto al valore dei premi investiti, l’impresa deve inviare al sottoscrittore entro 10 giorni una comunicazione che indica l’ammontare delle perdite; tale comunicazione deve pervenire ogni qualvolta si verifichino ulteriori perdite pari o superiori al 10%.

Ho sottoscritto una polizza unit ma alla scadenza mi sono trovato con un capitale molto ridotto. Posso intentare una causa?

Le polizze unit linked sono prodotti finanziari e non assicurativi, e chi le propone deve dare informazioni precise sui fondi in cui confluiscono i premi. Lo ha affermato di recente la Corte di appello di Napoli con una sentenza del 10 dicembre 2013, che consolida un orientamento già espresso da altri giudici di merito e dalla Cassazione [3].

Nelle assicurazioni sulla vita il rischio, riguardante un evento dell’esistenza dell’assicurato, è assunto dall’assicuratore, che può ottenere un profitto in proporzione al tempo che intercorre tra la stipula del contratto e l’evento dedotto. Nelle polizze unit linked, invece, il rischio resta solo a carico dell’assicurato e non dipende dal tempo ma dall’andamento dei mercati finanziari.

Per questo allora, secondo i giudici d’appello napoletani, si deve applicare il Tuif e, se la compagnia non prova di avere dettagliatamente informato il cliente delle caratteristiche del fondo, incorre in una responsabilità di natura precontrattuale, risarcibile con la differenza tra la somma versata al momento della sottoscrizione  e quella minore rimborsata alla scadenza.

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note

[1] Trib. Cosenza, dott.ssa Viteritti, sent. n. 1065/14.

[2] Art. 2049 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 6061/12.

Autore immagine: 123rf com


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