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Contratto di somministrazione: cos’è?

4 Dicembre 2021 | Autore:
Contratto di somministrazione: cos’è?

Contratto di durata con prestazioni periodiche e continuative: cos’è, come funziona e a cosa servono i patti di preferenza e di esclusiva?

Quando si conclude un contratto con la compagnia telefonica oppure con quella della luce o del gas si stipula un contratto di somministrazione. Questo tipo di accordo è dunque molto ricorrente e, per tale ragione, vale la pena soffermarsi ad analizzarne le caratteristiche principali. Con questo articolo vedremo dunque cos’è un contratto di somministrazione.

I semplici esempi appena riportati fanno desumere sin da subito quali siano alcuni dei connotati tipici di questo particolare accordo. Innanzitutto, è evidente che un contratto di somministrazione duri nel tempo, nel senso che i suoi effetti si protraggono a lungo, almeno fino a quando una delle parti non recederà. È questo un altro aspetto fondamentale: trattandosi di contratto di durata, non è possibile imporre vincoli a tempo indeterminato. Prosegui nella lettura se vuoi sapere cos’è e come funziona un contratto di somministrazione.

Somministrazione: cos’è?

La somministrazione è un contratto con cui una parte si obbliga, dietro pagamento di un corrispettivo, a eseguire prestazioni periodiche e continuative [1].

Sin da subito, è evidente quale sia la caratteristica principale del contratto di somministrazione: la durata. A differenza di altri contratti (come ad esempio la compravendita), la somministrazione si prolunga nel tempo, producendo effetti anche successivamente al momento della conclusione.

Si pensi, ad esempio, alla somministrazione di energia elettrica: la società è tenuta a fornire la corrente per tutta la durata del contratto, fino a che non sopraggiunga un evento interruttivo (la risoluzione o il recesso, ad esempio).

Non a caso, le prestazioni del contratto di somministrazione sono periodiche o continuative:

  • la prestazione è periodica quando si ripete nel tempo in modo intervallato. Ad esempio, una ditta si impegna con un’azienda a rifornirla di materiali una volta al mese;
  • la prestazione è continuativa quando avviene senza interruzione alcuna. È il caso tipico dei contratti di erogazione di energia elettrica, acqua o gas.

Qual è l’oggetto della somministrazione?

L’oggetto del contratto di somministrazione è la prestazione di cose, cioè di beni (ivi inclusa l’energia elettrica).

Una somministrazione che dovesse avere ad oggetto dei servizi sarebbe un appalto. Si pensi all’azienda che si accorda con un’impresa affinché periodicamente curi la manutenzione dei locali. In questo caso, poiché la prestazione consiste in un “fare”, non si potrebbe parlare di somministrazione, contratto in cui la prestazione ha invece ad oggetto un “dare”.

La somministrazione può essere:

  • di consumo, quando i beni oggetto del contratto vengono trasferiti in proprietà. È l’ipotesi più frequente di somministrazione, che ricomprende anche la fornitura di energia elettrica, di gas, ecc.;
  • di uso, che ricorre quando i beni vengono dati in godimento all’altra parte, la quale dovrà poi restituirli a uso avvenuto. Si pensi alla fornitura di recipienti necessari per la vendita di bevande, i quali devono poi essere restituiti dopo il consumo del contenuto.

Somministrazione: quanto dura?

Come ricordato più volte, la somministrazione è un contratto di durata, in quanto l’esecuzione delle prestazioni si prolunga nel tempo. La sua scadenza può essere determinata a priori dalle parti (ad esempio, fissando una data che segnerà la cessazione del contratto) oppure non essere prevista affatto: in tal caso, si avrà un vero e proprio contratto a tempo indeterminato.

Secondo il Codice civile [2], se la durata della somministrazione non è stabilita, ciascuna delle parti può recedere dal contratto, dando preavviso nel termine pattuito o in quello stabilito dagli usi o, in mancanza, in un termine congruo avuto riguardo alla natura della somministrazione.

Dunque, quando il contratto di somministrazione è a tempo indeterminato, le parti possono liberamente recedere da esso, purché rispettino il preavviso stabilito nel contratto o, in assenza, un congruo termine. In caso contrario, il recesso è comunque efficace, ma chi l’ha effettuato senza rispettare il preavviso dovrà risarcire i danni.

Se, invece, il contratto è a tempo determinato, si potrà recedere solo nei casi stabiliti dal contratto stesso oppure al ricorrere di una giusta causa.

Patto di preferenza: cos’è?

Nel contratto di somministrazione è possibile inserire una prelazione a favore del somministrante, cioè di colui che effettua la prestazione periodica o continuativa di cose in cambio del pagamento di un prezzo. Si tratta del cosiddetto patto di preferenza. In cosa consiste?

Per legge, il patto con cui l’avente diritto alla somministrazione si obbliga a dare la preferenza al somministrante nella stipulazione di un successivo contratto per lo stesso oggetto, è valido purché la durata dell’obbligo non ecceda i cinque anni. Se è convenuto un tempo maggiore, questo si riduce a cinque anni [3].

In pratica, con il patto di preferenza il cliente che riceve la somministrazione si impegna a scegliere il somministrante nel caso in cui, in futuro, voglia stipulare un altro contratto avente lo stesso oggetto. Facciamo un esempio.

Tizio ha stipulato un patto di preferenza con la società di energia elettrica Alfa. Dopo un paio di anni, pensa di stipulare un nuovo contratto di fornitura d’energia con un’altra società, la Beta. Prima di fare questo, dovrà comunicare alla società Alfa il prezzo che la nuova compagnia Beta gli offre, in modo tale che Alfa (che gode della prelazione) possa adeguarsi e così, a parità di condizioni, essere scelta da Tizio per la stipula di un nuovo contratto.

Patto di esclusiva: cos’è?

Diverso dal patto di preferenza con cui si accorda una prelazione è il patto di esclusiva. Si tratta dell’accordo con cui il somministrato si obbliga a fornirsi di determinati prodotti dal solo contraente e non da altri, oppure con cui il somministrante si obbliga a rifornire di quei prodotti il solo somministrato [4].

È chiaro lo scopo del patto di esclusiva a favore del somministrante: quello di limitare la concorrenza favorendo un unico soggetto.

L’inadempimento del patto di esclusiva determina la risoluzione del contratto e l’obbligo di pagare il risarcimento dei danni.


note

[1] Art. 1559 cod. civ.

[2] Art. 1569 cod. civ.

[3] Art. 1566 cod. civ.

[4] Artt. 1567 e 1568 cod. civ.

Autore immagine: pixabay.com


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