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Avvocato d’ufficio: cos’è e chi deve pagarlo?

4 Dicembre 2021 | Autore:
Avvocato d’ufficio: cos’è e chi deve pagarlo?

Difesa tecnica obbligatoria: cos’è e come funziona? Chi paga la parcella del difensore designato dall’autorità giudiziaria?

Chi vuole fare causa deve scegliere un avvocato; questo è noto a tutti. A parte casi eccezionali (leggi l’articolo “In tribunale ci si può difendere da soli?“), occorre farsi assistere da un legale se si intende promuovere un giudizio contro qualcuno. Non è detto però che colui che è stato citato in causa voglia difendersi: per legge, si è liberi di non costituirsi in giudizio e, quindi, di non opporre alcuna resistenza alle pretese di controparte. Ciò vale per tutti i processi, tranne che per quello penale. In questo caso, la difesa tecnica è obbligatoria. Cosa significa? Cos’è l’avvocato d’ufficio e chi deve pagarlo?

Anche coloro che non sanno nulla di diritto, almeno una volta nella vita, avranno sentito parlare di questo misterioso personaggio, di questo avvocato che tante volte sembra essere una figura ingombrante e non voluta. In realtà, il ruolo dell’avvocato d’ufficio è fondamentale e attua un diritto costituzionale: quello alla difesa. Come vedremo, nel processo penale non ci si può rifiutare di difendersi, nel senso che non è possibile disinteressarsi completamente delle sorti della causa. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e chi deve pagare l’avvocato d’ufficio.

Avvocato d’ufficio: chi è?

L’avvocato d’ufficio è un legale a tutti gli effetti. Esattamente come il difensore di fiducia, è laureato in giurisprudenza ed è iscritto all’albo.

Questo particolare legale viene definito così perché, a differenza dell’avvocato scelto personalmente dall’indagato/imputato, è assegnato direttamente dall’autorità giudiziaria al soggetto che sia privo di difensore.

La designazione avviene in genere con il primo atto notificato dalla Procura (avviso di conclusione delle indagini o informazione di garanzia).

Il magistrato sceglie l’avvocato d’ufficio tra quelli iscritti in un’apposita sezione dell’albo degli avvocati, alla quale si può accedere solamente dopo aver seguito un corso di formazione e aver superato con profitto un esame.

Avvocato d’ufficio: cosa fa?

L’avvocato d’ufficio difende il suo assistito, esattamente come il difensore di fiducia. Nel momento in cui è designato dal magistrato, deve contattare il proprio cliente e mettersi d’accordo con lui per elaborare la migliore strategia difensiva possibile.

L’avvocato d’ufficio rimane tale fintantoché l’indagato/imputato non decide di sostituirlo con un altro difensore nominato di fiducia.

Avvocato d’ufficio: perché viene designato?

Perché il magistrato designa un avvocato d’ufficio? Perché nel processo penale la difesa tecnica è obbligatoria. Ciò significa che, quando si è indagati o imputati per un reato, non è possibile far finta di nulla, come può succedere, invece, nel processo civile.

Dunque, il soggetto che è accusato di un reato non può rinunciare a essere assistito da un difensore. Ecco quindi che, se non ne ha uno di fiducia, gliene viene assegnato uno d’ufficio.

Avvocato d’ufficio e di fiducia: differenze

La differenza principale tra avvocato d’ufficio e avvocato di fiducia è che il primo è designato dall’autorità giudiziaria mentre il secondo è scelto direttamente dall’indagato/imputato.

Un’altra differenza è che il difensore d’ufficio decade automaticamente dal proprio incarico nel momento in cui interviene una nomina di un difensore di fiducia a favore di un altro legale.

Al contrario, l’avvocato di fiducia deve essere espressamente revocato all’interno del mandato conferito al nuovo difensore che gli subentra nell’incarico.

Per il resto, tra avvocato d’ufficio e di fiducia non ci sono differenze: entrambi hanno gli stessi diritti e doveri, compreso il diritto ad essere pagato.

Avvocato d’ufficio: può diventare di fiducia?

Nulla impedisce che il difensore d’ufficio possa diventare un avvocato di fiducia. Ciò accade quando il suo assistito decide di conferirgli espressamente mandato. In questo modo, l’avvocato inizialmente d’ufficio ottiene “l’investitura” come difensore di fiducia.

Avvocato d’ufficio: chi deve pagarlo?

Poiché l’avvocato d’ufficio ha gli stessi diritti di quello di fiducia, anch’egli deve essere pagato per il proprio lavoro. Per la precisione, la parcella del difensore d’ufficio va pagata dal suo assistito, cioè dalla persona indagata/imputata nel processo penale.

L’unico modo per evitare di pagare il difensore è quello di accedere al patrocinio a spese dello Stato, cosa che è possibile se sussistono le condizioni reddituali stabilite dalla legge. A tal proposito, si legga l’articolo “Gratuito patrocinio: i nuovi limiti di reddito“.

Avvocato d’ufficio immediatamente reperibile: chi è?

Diverso dall’avvocato d’ufficio designato dall’autorità giudiziaria al primo atto utile è il difensore d’ufficio immediatamente reperibile in udienza. Di cosa si tratta?

Spesso, capita che il giudice, quando chiama il processo a carico di un imputato, non trovi in aula il difensore di fiducia o quello d’ufficio che dovrebbe assistere la persona incriminata.

In questo caso, poiché non è possibile celebrare nemmeno una singola udienza senza difensore, il giudice designa il primo avvocato immediatamente reperibile in aula, in modo tale che il processo possa proseguire nel contraddittorio tra le parti (pm e avvocato).

L’avvocato d’ufficio così designato sostituisce il difensore (d’ufficio o di fiducia) assente solo per quell’udienza. In pratica, il suo incarico inizia e termina in udienza.

Ciò significa che, formalmente, il difensore dell’imputato rimarrà quello originariamente scelto dall’autorità giudiziaria (se d’ufficio) o dall’imputato (se di fiducia), ma per quella udienza in cui era assente il patrocinio sarà prestato dall’avvocato immediatamente reperibile designato dal giudice in aula.

L’avvocato che ha così sostituito il collega non presente al giudizio avrà comunque diritto al compenso per il lavoro svolto alla singola udienza.



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