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Reati ostativi: cosa significa e quali sono?

6 Dicembre 2021 | Autore:
Reati ostativi: cosa significa e quali sono?

Misure alternative alla detenzione: possono essere chieste nel caso di condanna per gravi delitti?

Non tutti i reati sono uguali. Se è vero che tutti sono considerati illeciti, è altrettanto vero che le sanzioni previste possono essere diverse a seconda della gravità. Un esempio banale renderà molto più chiaro quanto appena detto. Il delitto di furto semplice è punito con la reclusione massima di tre anni, mentre l’omicidio può essere punito anche con l’ergastolo. La gravità dei reati non si desume solo dal trattamento sanzionatorio, ma anche dalla capacità di impedire la concessione di determinati benefici. È il caso dei reati ostativi. Cosa significa e quali sono?

Sin da subito, possiamo dire che il reato ostativo comporta delle conseguenze molto gravi per la persona condannata: a chi viene riconosciuto un reato del genere, infatti, è inibita la possibilità di ottenere alcuni importanti benefici che la legge riserva ai colpevoli. In pratica, chi è condannato per un reato ostativo difficilmente potrà evitare di scontare la pena in carcere. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono e cosa significa reati ostativi.

Reato ostativo: cos’è?

È ostativo un reato che impedisce al condannato di accedere ai benefici penitenziari, come ad esempio all’affidamento in prova ai servizi sociali.

Nel linguaggio giuridico, “ostativo” è riferito a qualcosa che costituisce motivo di impedimento. Nel caso dei reati ostativi, la condanna impedisce di godere di alcuni vantaggi che normalmente la legge riserva ai colpevoli.

Reati ostativi: quali sono?

La legge [1] individua numerosi reati ostativi; di seguito, i principali:

  • delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico;
  • associazione di tipo mafioso (anche straniera), scambio elettorale politico-mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;
  • omicidio, estorsione aggravata, rapina aggravata, furto in abitazione, sequestro di persona a scopo di estorsione;
  • peculato, concussione, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio;
  • riduzione o mantenimento in schiavitù, prostituzione minorile, pedopornografia, tratta di persone, acquisto o alienazione di schiavi, violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona a scopo di estorsione.

Reato ostativo: quali benefici preclude?

La persona condannata per un reato ostativo si vedrà limitato o totalmente precluso l’accesso ai principali benefici penitenziari, come ad esempio l’affidamento in prova ai servizi sociali, la detenzione domiciliare, la semilibertà e, perfino, i permessi premio. Non è inibito, invece, l’accesso alla liberazione anticipata.

Insomma, chi viene condannato per un reato ostativo e non riesce a beneficiare della pena con la condizionale, allora rischierà di dover scontare l’intera sanzione in carcere.

La legge, tuttavia, consente al soggetto condannato per un reato ostativo di poter accedere ai benefici penitenziari al ricorrere di determinate condizioni. Vediamo quali.

Reati ostativi: come ottenere le misure alternative alla detenzione?

La persona condannata per un reato ostativo può ottenere l’accesso a una delle misure alternative alla detenzione sopra viste, ma a determinate condizioni.

Per quanto riguarda i reati ostativi legati alla criminalità organizzata (associazione mafiosa, associazione dedita al narcotraffico, ecc.), le misure alternative alla detenzione possono essere concesse nel caso in cui il condannato non abbia più collegamenti con le cosche a cui apparteneva e abbia collaborato con la giustizia o aiutato l’autorità giudiziaria a raccogliere rilevanti elementi di prova nel corso del procedimento.

Insomma, il pentito può accedere ai benefici penitenziari nonostante la condanna per un reato ostativo.

Nel caso di reati ostativi commessi contro la Pubblica Amministrazione, è possibile richiedere la concessione delle misure alternative alla detenzione dimostrando che il condannato abbia collaborato con la giustizia per fermare o limitare l’attività delittuosa, ovvero abbia collaborato al fine di aiutare l’autorità giudiziaria nella ricerca o nell’individuazione degli altri responsabili, nonché  al fine di ottenere il sequestro delle somme o di altre utilità che sono state ottenute attraverso il reato commesso ai danni della Pubblica Amministrazione.

Nel caso reati ostativi riguardanti la sfera sessuale (violenza, prostituzione minorile, pedopornografia, ecc.), i benefici penitenziari potranno essere concessi soltanto dopo che la persona sia stata sottoposta per almeno un anno a un’osservazione scientifica della personalità condotta da esperti all’interno del carcere. Questo significa che, una volta trascorso il primo anno di detenzione e avendo ottenuto buoni risultati di osservazione della personalità, il condannato per questo tipo di reati ostativi potrà richiedere i benefici penitenziari e trascorrere all’esterno del carcere la successiva parte di pena.


note

[1] Art. 4 bis, legge n. 354 del 26 luglio 1975.

Autore immagine: pixabay.com


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