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Lo sai che? Multe salate per le prostitute in abiti succinti

Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2012

Gli abiti succinti sono contrari alla pubblica decenza, parola di Cassazione.

La Corte di Cassazione ha convalidato una multa di 800 euro inflitta a una prostituta, perché sul bordo della strada teneva un vestiario e un atteggiamento poco decoroso, è stata accusata di atti contrari alla pubblica decenza [1].

La sex – worker, con abbigliamento molto succinto, era stata sorpresa dalle forze dell’ordine in atteggiamenti e posture che lasciavano intravedere parti intime del proprio corpo.

Pertanto il giudice di pace, che nel 2010 si era occupato del caso, aveva sanzionato la prostituta per condotta contraria al buon costume.

La donna, nell’impugnare la sentenza, ha sostenuto che nell’odierna società atteggiamenti e modo di vestire particolarmente disinvolti non urtano il comune sentimento del pudore.

La Corte di Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso dell’interessata, ha evidenziato che, nel caso in esame, ricorrono gli elementi costitutivi del reato punito dall’articolo 726 del codice penale che prevede sanzioni a carico di chi compie atti contrari alla decenza in luogo pubblico o esposto al pubblico.

Anche questa sembra una contraddizione della nostra povera Italia: quella di sanzionare non la sostanza dell’attività della lucciola, ma solo la “forma” con cui tale attività viene svolta.

di GIORGIA MARIA CALABRO’

 

note

[1] Cass. sent. n. 1387 del 2012.


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