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Coniugi separati: chi paga l’Imu?

20 Settembre 2021 | Autore:
Coniugi separati: chi paga l’Imu?

Quando l’ex casa familiare è assegnata a un genitore per abitarvi con i figli, è riconosciuta o no l’esenzione dall’imposta?

L’Imu – Imposta municipale sugli immobili – è dovuta dal proprietario, o dai comproprietari. La prima casa, cioè l’immobile destinato ad abitazione principale, dove i proprietari vivono sia anagraficamente (avendovi fissato la propria residenza), sia di fatto (utilizzandola come dimora abituale), è esente. Ma che succede in caso di separazione o divorzio della coppia, con o senza figli? Nel caso di coniugi separati, chi paga l’Imu?

Quando marito e moglie si dividono, di solito uno dei due se ne va a vivere altrove; prende un’altra residenza, diversa dalla precedente, pur potendo rimanere comproprietario (o anche proprietario esclusivo) della casa in cui prima viveva insieme alla famiglia. Inoltre, se ci sono figli minori, il giudice assegna la casa coniugale al genitore con cui essi continueranno a coabitare dopo la separazione.

In questi casi, viene meno un requisito essenziale per fruire dell’esenzione dall’imposta. L’ex coniuge divenuto assegnatario della casa deve pagare? No, perché in suo favore è prevista dalla legge un’apposita esenzione che esamineremo. Una recente circolare del ministero dell’Economia e Finanze ha aiutato a capire chi paga l’Imu quando i coniugi sono separati e cosa fare se i regolamenti comunali prevedono regole diverse da quelle stabilite dalla legge, pretendendo il versamento anche nei casi in cui spetta l’agevolazione.

Tieni presente che, se i coniugi sono comproprietari della casa assegnata a uno dei due, l’esenzione opererà solo in favore dell’assegnatario, e il correlativo obbligo di versamento restante a carico dell’altro si baserà sulle rispettive quote di titolarità (ad esempio, del 50% ciascuno); quindi, pagherà l’Imu solo l’ex coniuge che rimane proprietario, o comproprietario, ma non è esente in base a questa speciale agevolazione.

Coppie sposate: quali agevolazioni Imu?

Sgombriamo subito il campo da un equivoco: se i coniugi non sono separati, o divorziati, spetta una sola agevolazione prima casa per ogni nucleo familiare, non di più. Questo significa che l’esenzione Imu per l’abitazione principale non viene riconosciuta per gli immobili che non costituiscono la residenza e dimora della famiglia.

In pratica, come ha affermato di recente la Cassazione [1], la seconda casa di proprietà dei coniugi viene esclusa dall’agevolazione e ciò vale sia se si trova nello stesso Comune di residenza sia se è ubicata in un Comune diverso, come la casa per le vacanze.

Qual è l’abitazione principale esente dall’Imu?

L’abitazione principale della famiglia che è considerata esente dall’Imu è quella dove i coniugi hanno fissato la propria residenza anagrafica e dove hanno la dimora abituale. Occorre quindi un doppio requisito: il primo è formale e il secondo è di fatto.

Per dirimere i precedenti dubbi, dal 2020, la legge [2] stabilisce che «per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente».

A chi spetta l’esenzione se i coniugi hanno residenze diverse?

Cosa succede se i due coniugi hanno residenze distinte l’uno dall’altro, come spesso avviene per motivi di lavoro? Anche in questo caso, la risposta è fissata dalla legge: «Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile».

Questa norma serve ad evitare facili comportamenti elusivi, che si avrebbero ove fosse consentita la possibilità di fruire di più di un’agevolazione: senza questo sbarramento, basterebbe che uno dei coniugi fissasse, anche fittiziamente, la propria residenza nel secondo immobile per beneficiare dell’esenzione. Ciò non è consentito.

Esenzione Imu per coniugi non separati: quali agevolazioni?

Per le coppie sposate e non separate, abbiamo visto che:

  • l’esenzione Imu per l’abitazione principale è riconosciuta solo per le case che costituiscono la residenza anagrafica e la dimora effettiva del nucleo familiare;
  • se i coniugi sono in costanza di matrimonio, dunque non sono separati o divorziati, non c’è possibilità di fruire dell’esenzione Imu sul secondo immobile di proprietà, nemmeno se ciascuno dei coniugi lo utilizza come propria abitazione principale;
  • la prima casa agevolata ai fini Imu deve essere costituita da un unico immobile (con la conseguenza che anche l’accatastamento deve essere unitario).

La conclusione è scontata: per i coniugi con residenze diverse si paga l’Imu. Ma questa regola subisce un’importante eccezione per i coniugi separati, quando a uno di essi è stata assegnata dal giudice la casa coniugale. Vediamo di che si tratta e come funziona il meccanismo dell’esenzione dall’Imu in questi casi.

Coniugi separati: a chi spetta l’esenzione Imu?

Una recente risoluzione del Mef, il ministero dell’Economia e Finanze [3], ha chiarito che il genitore affidatario dei figli minori non deve provare la residenza e la dimora nell’immobile assegnatogli dal giudice con i provvedimenti di separazione o di divorzio. In questo caso, viene meno il principio generale di un’agevolazione per ogni nucleo familiare, per il semplice fatto che a seguito della separazione avvenuta la famiglia non c’è più. Quindi, il genitore al quale è stata assegnata la casa non dovrà dimostrare, di volta in volta, e dunque anno per anno, la sussistenza dei requisiti per beneficiare dell’esenzione, poiché – sottolinea il Mef – «l’immobile nel quale il genitore affidatario risiede anagraficamente e dimora abitualmente costituisce già di per sé abitazione principale».

Perciò, il coniuge legalmente separato potrà beneficiare dell’esenzione Imu se l’immobile che in precedenza costituiva casa coniugale viene assegnato dal giudice che ha pronunciato la separazione (o che ha dichiarato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio) come abitazione familiare di cui può usufruire l’assegnatario per abitarvi insieme ai figli minori, anche quando non ne è proprietario. In tutti gli altri casi, invece, il coniuge separato o divorziato dovrà pagare l’Imu per la percentuale corrispondente alla sua quota di titolarità e di possesso (a meno che, ovviamente, non mantenga nell’ex casa familiare la propria residenza e dimora abituale, perché in tal caso continua ad operare l’esenzione generale dell’Imu sulla prima casa).

Esenzione Imu coniugi separati e regolamenti comunali

È importante notare che la posizione espressa dal Mef prevale sui regolamenti comunali che stabiliscono regole difformi: il coniuge che è genitore affidatario è esonerato dal pagamento dell’Imu, con riferimento alla sua quota di possesso dell’immobile, perché l’esenzione deriva direttamente dalla legge e le amministrazioni comunali non possono sindacare le decisioni del giudice, né modificare i requisiti che ne consentono il riconoscimento e la spettanza.

Il ministero ha chiarito come «l’individuazione della casa familiare viene effettuata dal giudice con proprio provvedimento non suscettibile di valutazione da parte del Comune. Si prescinde quindi dalla proprietà in capo ai genitori o ad altri soggetti (per esempio i nonni) e i requisiti della residenza e della dimora dell’assegnatario non sono rilevanti ai fini dell’assimilazione». In altre parole, è il legislatore stesso ad aver assimilato la casa assegnata dal giudice ad uno dei coniugi, per abitarvi con i figli minori, alla casa familiare che può fruire dell’esenzione, e questa scelta è inderogabile.

Coniugi separati e esenzione Imu: approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti, leggi:


note

[1] Cass. ord. n. 17408 del 17.06.2021.

[2] Art. 1, co. 741, L. n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020).

[3] Mef, Dip. Finanze, Circ. n. 1/DF prot. n. 6867 del 18.03.2020.


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