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Fallimento della famiglia e del consumatore: togliersi i debiti di torno

12 Giugno 2014
Fallimento della famiglia e del consumatore: togliersi i debiti di torno

Crisi da sovraindebitamento: la procedura impone al consumatore di procedere con un avvocato.

La sentenza dello scorso 29 aprile del Tribunale di Vicenza rimette al centro dell’attenzione la cosiddetta procedura per “crisi da sovraindebitamento”, anche detta “fallimento del consumatore”: un procedimento che, come noto, è volto a ripulire dalle pretese dei creditori il privato che ha contratto troppi debiti (e che tuttavia non potrebbe fallire in quanto il suo volume d’affari è piccolo o perché non è considerato, dalla legge, un imprenditore commerciale [1]).

Ma prima di entrare nel dettaglio della pronuncia in commento, ricordiamo come è possibile accedere al fallimento del consumatore, a cosa serve e come si svolge. A tal fine, vi rinviamo alla nostra guida: “Fallimento del consumatore e sovraindebitamento”.

La sentenza del giudice veneto precisa due aspetti fondamentali.

Innanzitutto, per gestire l’intera procedura serve necessariamente un avvocato. Infatti, la proposta presentata dal singolo consumatore o dalla piccola impresa si intende comunque una vera e propria domanda giudiziale, rivolta al giudice, che ha lo scopo di comporre una crisi finanziaria. Essa, pertanto, presuppone interessi contrapposti (quelli dei creditori e quello del debitore) e, quindi, ha natura di un vero e proprio contenzioso.

Il secondo punto su cui si sofferma la sentenza è la redazione del piano di composizione della crisi. È vero che esso può essere redatto da un soggetto di fiducia dell’imprenditore o del consumatore, ma la “firma” e il deposito spetta comunque e solo all’Organismo di composizione della crisi, che pertanto farà proprio il piano eventualmente messo a punto da altri soggetti e ne sarà il garante nei confronti di giudice e creditori.


note

[1] Secondo i criteri soggettivi e oggettivi fissati dalla legge fallimentare.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. ho 65 anni ,e un debito sui 20.mila euro,ho il lavoro x ancora 1 anno,ed avrò il minimo della pensione..non vorrei ma posso usufruire del fallimento del consumatore?

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