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Rinnovo patente ed invalidità non dichiarata: cosa succede

6 Dicembre 2021 | Autore:
Rinnovo patente ed invalidità non dichiarata: cosa succede

Il rischio di tacere o di negare le proprie condizioni quando si deve rifare il permesso di guida: si può finire in galera?

Si può andare in galera per quello che apparentemente sarebbe un banale rinnovo della patente? Certo che si può. Si rischia di vedere il sole a scacchi quando, al momento di rifare il permesso di guida, il diretto interessato tace su una certa patologia che potrebbe limitare la durata della licenza, se non addirittura il suo rilascio. Quindi, in caso di rinnovo di patente e di invalidità non dichiarata, cosa succede?

L’elenco delle malattie invalidanti che possono compromettere il rinnovo della patente non è proprio corto: si va da alcune patologie cardiovascolari (aneurisma, impianto di defibrillatore, insufficienza cardiaca, ecc.) al diabete mellito, dalle apnee ostruttive del sonno a certi problemi neurologici. Il fatto è che per rifare il permesso di guida bisogna dichiarare di non soffrire di malattie di questo tipo o, in caso contrario, occorre riportarle. Se, per evitare degli ostacoli al rinnovo della patente, non si dichiara un’invalidità, cosa succede? Vediamo.

Rinnovo della patente: il certificato medico

Per il conseguimento, il duplicato, la conversione, la riclassificazione o il rinnovo della patente, l’automobilista è tenuto a fare una visita presso un medico abilitato, il quale dovrà verificare l’idoneità psicofisica del richiedente.

All’appuntamento con il medico bisogna portare:

  • la ricevuta di pagamento della visita con costi e modalità diverse a seconda della struttura medica;
  • la ricevuta di versamento di 16 euro sul conto corrente n. 4028 (bollettini prestampati in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici della Motorizzazione);
  • una foto recente formato tessera;
  • solo nel caso di conseguimento della patente: un certificato sanitario rilasciato da un medico di fiducia che indichi le precedenti malattie dell’interessato.

Al termine della visita, il medico invia il certificato «dematerializzato», cioè in formato elettronico, al ministero dei Trasporti e rilascia una ricevuta all’interessato.

Per la richiesta di rilascio della patente presso l’Ufficio della Motorizzazione civile, occorre presentare la fotocopia della ricevuta della visita medica con data non anteriore a 3 mesi se la visita è effettuata da un medico monocratico oppure non anteriore a 6 mesi se è effettuata da una Commissione medica locale.

In condizioni normali, la durata della patente è:

  • dieci anni fino ai 50 anni;
  • cinque anni fino ai 70 anni;
  • tre anni fino agli 80 anni;
  • due anni oltre gli 80 anni.

Rinnovo della patente in caso di invalidità

L’automobilista a cui è stata riconosciuta un’invalidità anche dopo aver conseguito la licenza di guida la prima volta, dovrà effettuare la visita per il rinnovo della patente davanti ad una Commissione medica locale (presso l’Asl), la quale stabilirà se il richiedente ha ancora in toto o in parte i requisiti psicofisici per la guida.

In particolare, il parere della Commissione si rende necessario:

  • se ci sono delle situazioni cliniche in grado di compromettere l’idoneità di guida;
  • in caso di patenti speciali per persone invalide fisicamente o mutilate;
  • per il rinnovo della patente C e D dopo i 65 anni;
  • per il rinnovo della patente A e B dopo gli 80 anni.

Al termine della visita può essere espresso parere positivo per rinnovare normalmente la patente, vale a dire per la normale durata del permesso, oppure per un tempo di validità ridotto. Ma può essere anche negato il rinnovo se la Commissione ritenesse opportuno che il candidato non possiede più i requisiti per la guida.

Rinnovo patente: quali patologie lo condizionano?

La Commissione medica dell’Asl negherà il rinnovo della patente a chi soffre di una di queste patologie invalidanti:

  • patologie vascolari periferiche, specialmente in caso di aneurisma dell’aorta con diametro dell’arteria che possa comportare il rischio di rottura improvvisa;
  • malattie che richiedano l’impianto di defibrillatore cardiovascolare o di dispositivi di assistenza cardiaca;
  • insufficienza cardiaca di classe III e IV NYHA;
  • valvulopatia di classe III e IV NYHA o con frazione di eiezione al di sotto del 35%, stenosi mitralica e ipertensione polmonare severa o stenosi aortica in grado di causare una sincope;
  • valvulopatia con insufficienza o stenosi aortica, insufficienza o stenosi mitralica corrispondente alla IV classe NYHA o con sincopi;
  • cardiomiopatie strutturali ed elettriche o in presenza di ventricolo sinistro con spessore di parete, tachicardia ventricolare non sostenuta, precedenti di morte improvvisa in famiglia, assenza di aumento della pressione arteriosa dopo attività fisica.
  • sindrome di Brugada con sincope o morte cardiaca improvvisa abortita;
  • sindrome del QT lungo con sincope.

La Commissione può, invece, negare o ridurre la validità della patente al rinnovo in caso di:

  • diabete mellito con ipoglicemie gravi e frequenti. Chi è affetto da diabete mellito può rinnovare la patente dopo almeno tre mesi dall’ultima crisi ipoglicemica, sempre che la Commissione lo consenta;
  • particolari situazioni cardiache diverse da quelle sopra elencate: aritmia, pacemaker permanenti, sincope, ictus, trapianto di cuore, ecc.;
  • determinate patologie neurologiche;
  • sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas).

Rinnovo patente: che succede in caso di invalidità non dichiarata?

Chi deve procedere al rinnovo della patente e soffre di una delle patologie sopra citate deve dichiarare il proprio grado di invalidità, dopodiché la Commissione medica dell’Asl farà le dovute valutazioni sul possesso o meno dei requisiti richiesti per la guida.

Nel caso in cui la Commissione ritenesse che la patologia è stabile e senza possibilità di peggioramento, i successivi rinnovi non richiederebbero questo tipo di visita medica.

Oggi, sia per il conseguimento sia per il rinnovo della patente, è possibile presentare un’autocertificazione sul proprio stato di salute. Ed è qui che si può cadere nella tentazione di non dichiarare l’invalidità allo scopo di evitare problemi con il rinnovo o con la durata del permesso. Cosa si rischia?

Bisogna ricordare che, in base a quanto stabilito dal Codice penale [1], «chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito fino a due anni di reclusione». La pena va da uno a sei anni se si attesta falsamente l’identità, lo stato o qualità della propria o di un’altra persona. Il reato di falsità ideologica viene considerato tale solo se il fatto è stato commesso consapevolmente, cioè sapendo che quanto dichiarato nell’autocertificazione non corrisponde a verità.

Inoltre, in caso di incidente stradale, se da un controllo si scopre che la persona che ha rinnovato la patente non ha dichiarato la propria invalidità, l’assicurazione potrebbe non farsi carico del risarcimento del danno: toccherebbe pagare all’automobilista che ha cercato di fare il furbo tacendo o negando le sue reali condizioni di salute.


note

[1] Art. 483 cod. pen.


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