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Lo sai che? Istanza di trattazione per proseguire i giudizi iniziati davanti alla Corte di Cassazione prima del 4.7.2009 e davanti alla Corte di Appello prima del 1.1.2009

Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2012

Il legislatore italiano, nel tentativo di venire incontro alle esigenze di giustizia dei cittadini e di abbreviare i tempi della durata dei processi civili dinanzi alle Corti di Appello ed alla Corte di Cassazione, ha introdotto nella Legge di stabilità del 12 novembre 2011 n.183, all’art.26, una norma che malgrado l’espressa finalità di ridurre il contenzioso davanti ai due organi giurisdizionali citati, in realtà penalizza ulteriormente gli utenti della Giustizia.

In forza di tale norma i ricorsi pendenti davanti alla Corte di Cassazione relativi a sentenze pubblicate prima della data di entrata in vigore della legge 18.6.2009 n.69 ( cioè prima del 4 luglio 2009) ed i giudizi pendenti dinanzi alla Corte di Appello da oltre tre anni [1] prima dell’entrata in vigore della legge di stabilità (1.1.2012), per essere proseguiti, necessitano di una istanza di trattazione depositata dalla parte interessata nella Cancelleria della Corte competente.

Il termine di scadenza per la presentazione dell’istanza è oggi fissato, per effetto della modifica apportata all’art.26 citato dall’art. 14 [2] del D.L. 22.12.2011 n.212, in sei mesi dalla data di entrata in vigore della norma introduttiva dell’istanza medesima (1.1.2012) [3], cioè entro il 30.6.2012.

L’istanza per la prosecuzione, nella quale occorre manifestare la persistenza dell’interesse alla trattazione, deve essere sottoscritta personalmente dalla parte che ha rilasciato la procura alle liti ed autenticata dal suo difensore.

Il mancato deposito dell’istanza entro il termine perentorio del 30.6.2012 sarà interpretato come rinuncia all’impugnazione ed il Presidente del Collegio ne dichiarerà con decreto l’estinzione.

Un primo effetto di questo provvedimento acceleratorio è già stato quello di ritardare ulteriormente la definizione dei giudizi, in quanto le Corti d’Appello, in attesa del deposito dell’istanza, stanno rinviando le udienze riguardanti le impugnazioni rientranti nella previsione legislativa ad epoca successiva ai sei mesi.

E’ consigliabile, pertanto, per chi ha interesse alla trattazione dell’impugnazione, di affrettarsi al deposito nella cancelleria competente.


 

 

note

[1] Nella stesura originaria il termine era di due anni, poi modificato dal D.L. 22.12.2011 n.212 art. 14.

[2] Nella stesura originaria era previsto il dies a quo della decorrenza del termine di sei mesi dall’avviso inviato dalla Cancelleria alle parti costituite. Con la modifica del D.L. 212/11 la scadenza del termine è automatica e non è preceduto da alcun avviso.

[3] Art. 36 L. 12.11.2011 n.183


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