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Controllo navigazione internet

21 Settembre 2021
Controllo navigazione internet

Lavoro: il datore può licenziare il dipendente che naviga su Internet con il computer aziendale? 

Una recente sentenza del tribunale di Venezia [1] ha ritenuto legittimo il licenziamento di un dipendente colpevole di aver effettuato, durante l’orario di lavoro, numerosi accessi a siti Internet non sicuri per fini privati. A seguito di ciò, l’azienda aveva subìto un grave attacco informatico ed era stata costretta a pagare un riscatto per recuperare i dati sottratti dai criminali informatici. 

La pronuncia riapre il problema del controllo della navigazione in Internet sul luogo di lavoro ed, in particolare, sui poteri che la legge attribuisce al datore per verificare la cronologia dei computer aziendali in uso ai dipendenti.

Una premessa è tuttavia d’obbligo per sgombrare il campo da ogni eventuale equivoco: mai il datore potrebbe accedere agli strumenti personali dei dipendenti (tablet, smartphone, portatili, ecc.), neanche se ciò dovesse essere necessario per prevenire o reprimere eventuali illeciti. Ciò in linea con il divieto di perquisizione sul luogo di lavoro. L’azienda può solo verificare – tramite, ad esempio, la videosorveglianza o le testimonianze dei colleghi – se l’uso dei device privati avviene durante l’orario di lavoro, così da sottrarre tempo ed energie alle mansioni assegnate. Si pensi al dipendente che, durante il proprio turno, chatta tramite il cellulare personale con gli amici.

I poteri di controllo del datore di lavoro si limitano solo agli strumenti di lavoro forniti dal datore stesso (e-mail, computer da scrivania, cellulari, ecc.).

Detto ciò vediamo quando può avvenire il controllo della navigazione in Internet. 

La materia è stata di recente riformata dal Jobs Act. Il nuovo articolo 4 dello Statuto dei lavoratori [2] consente al datore di effettuare verifiche su tutti i dispositivi informatici aziendali, dati in uso ai dipendenti, a condizione che sia data adeguata informativa preventiva. Il lavoratore deve cioè sapere che gli strumenti che gli sono stati assegnati per l’espletamento delle proprie mansioni possono essere soggetti ad ispezione. 

Solo a tale condizione il datore può controllare la cronologia di navigazione in Internet, anche quella che avvenga durante gli orari di pausa.

L’informativa preventiva può essere comunicata in vario modo, ad esempio tramite affissioni di un avviso nella bacheca posta accanto al distributore del caffè o in un’apposita cartella del server aziendale accessibile a tutti i lavoratori.

Le sanzioni conseguenti alla navigazione non autorizzata possono variare in base al tempo perso e alle conseguenze che da ciò siano derivate per l’azienda. Così, nel caso di virus o di attacchi informatici, sarà ben possibile il licenziamento; lo stesso dicasi nel caso in cui il lavoratore commetta online delle condotte vietate dalla legge (ad esempio, il download di materiale protetto dal diritto d’autore) o comunque poco decorose (visione di materiale porno). 

Il principio giuridico è chiaro: il datore di lavoro può effettuare controlli mirati per verificare il corretto uso, da parte dei dipendenti, di strumenti di lavoro come i Pc o gli smartphone aziendali, ma nel rispetto della libertà e della dignità dei lavoratori, nonché dei principi di correttezza, pertinenza e non eccedenza, potendo determinare il trattamento di informazioni personali di carattere sensibile.

Non è la prima volta che i controlli sui computer aziendali inchiodano i lavoratori, esponendoli al rischio di licenziamento. 

Per la Cassazione è lecito licenziare il dipendente che gioca abitualmente al solitario tramite il computer aziendale [3]. 

Il tribunale di Bari [4] ha ritenuto legittimo il licenziamento di una segretaria sorpresa a svelare segreti di impresa tramite il cellulare aziendale.  


note

[1] Trib. Venezia, sent. n. 494/21 del 6.08.2021.

[2] Così come modificato dall’art. 23 del Dlgs 151/2015 e integrato successivamente dal Dlgs 185/2016.

[3] Cass. sent. n. 13266/2018.

[4] Trib. Bari, sent. n. 2636/2019.


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