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Referendum Green pass: tutto ciò che c’è da sapere

21 Settembre 2021 | Autore:
Referendum Green pass: tutto ciò che c’è da sapere

Partita la raccolta firme. Obiettivo: consegnarle entro la fine di ottobre per andare alle urne quanto prima. Ecco i quattro quesiti previsti.

Che l’obbligo di esibire il Green pass per accedere a certi servizi e perfino per poter andare al lavoro non sia andato giù a una parte della cittadinanza non è un mistero. Tra chi rifiuta la vaccinazione per paura o per principio e chi, nel mondo politico, cerca di non perdere consensi, il dibattito attorno alla certificazione verde si è animato a tal punto che è già partita una raccolta di firme per chiedere un referendum mirato alla sua abrogazione. Sono stati perfino creati sia un comitato promotore (formato da avvocati, docenti, ricercatori e qualche giornalista) sia un sito Internet (referendumnogreenpass.it) su cui lasciare la propria adesione in versione digitale. Vediamo tutto ciò che c’è da sapere su questa iniziativa.

Che cos’è il referendum abrogativo?

Secondo l’articolo 75 della Costituzione italiana, il referendum abrogativo è una consultazione popolare volta a chiedere il parere dei cittadini sull’eliminazione totale o parziale di una legge o di un atto che ha valore di legge. Per «legge», si intende un provvedimento approvato dal Parlamento secondo il procedimento ordinario, mentre per «atto avente valore di legge» si intendono i decreti legge e i decreti legislativi (adottati dal Governo su legge delega del Parlamento). Quest’ultimo è il caso del Green pass, introdotto con un decreto legge del Governo.

Il referendum deve essere richiesto da cinque Consigli regionali o da 500mila elettori tramite un’apposita raccolta di firme.

Questo tipo di consultazione non è ammesso per l’abrogazione di leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Non è possibile nemmeno abrogare disposizioni di rango costituzionale, gerarchicamente sovraordinate alla legge ordinaria.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Perché un referendum abrogativo sul Green pass?

I promotori del referendum abrogativo sul Green Pass ritengono che la certificazione verde sia «un palese strumento di discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico», e che «mira a creare fazioni e schieramenti, a instillare l’odio sociale, a distruggere le fondamenta stessa della Costituzione repubblicana».

Il referendum viene visto dagli stessi promotori come l’ultima spiaggia dopo aver presentato «ricorsi in sede giudiziaria, anche internazionale, oltre a iniziative di dialogo politico. Se questi tentativi dovessero fallire – spiegano – il referendum abrogativo costituirebbe l’ultima chance per opporsi a un odioso strumento di discriminazione personale e sociale».

Quali saranno i quesiti del referendum abrogativo sul Green pass?

Non uno ma ben quattro sono i quesiti proposti dal Comitato promotore del referendum abrogativo sul Green pass e riguardano altrettanti decreti legge approvati dal Governo per contrastare la diffusione dell’emergenza Covid che prevedono, in vari modi, l’introduzione e l’impiego della certificazione verde. Eccoli di seguito come enunciati sul sito del referendum.

Quesito n. 1: «Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 22 aprile 2021, n. 52 (Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19) convertito con modificazioni dalla L. 17 giugno 2021, n. 87, limitatamente all’art. 9 (Certificazioni verdi COVID-19) e successive modifiche ed integrazioni?».

Quesito n. 2: «Volete che sia abrogato il Decreto-Legge 23 luglio 2021, n.105, (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche)?».

Quesito n. 3: «Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 6 agosto 2021, n. 111 (Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti)?».

Quesito n. 4: «Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 10 settembre 2021, n. 122 (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale.)?».

Quando si potrebbe fare il referendum?

L’obiettivo del Comitato per il referendum è quello di raccogliere entro la fine di ottobre le 500mila firme utili a chiedere la consultazione. Una volta completata la raccolta, saranno necessarie le verifiche della Cassazione e la valutazione di ammissibilità del quesito da parte della Corte Costituzionale. Ben che vada a chi vuole il referendum, si parlerebbe di andare alle urne nel mese di aprile 2022. Ben che vada, però: i tempi burocratici potrebbero essere più lunghi.

Allo scopo di accelerare i tempi, il Comitato chiede alla cittadinanza di sottoscrivere la propria adesione ai banchetti e nei punti di raccolta delle firme oppure via Pec o con la firma digitale nel citato sito Internet con l’apposizione della marca temporale.



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6 Commenti

  1. Io non so come andrà a finire…ma devo essere sincero e temo che questo Green pass stia portando a situazioni ridicole come quando la gente usciva durante il lockdown su una spiaggia isolata e si vedeva arrivare pattuglie ed elicotteri. Stiamo sfiorando il ridicolo. Una maestra è stata portata via dall’aula durante la lezione perché scadevano le 48 ore dal tampone… Ma siate seri suvvia!

  2. Tra no vax e dubbiosi la gente non ha la più pallida idea di cosa fare e firma contro il Green pass perché è più semplice sfuggire dalle proprie responsabilità piuttosto che mettersi nelle condizioni di non essere un peso per il sistema sanitario nazionale qualora il cervellone dovesse prendersi il virus e infettare i suoi contatti “stretti”. Ma vaccinarsi viene considerata una “violenza” contro sé stessi e le proprie convinzioni prive di fondamento

  3. Non sono mai stato convinto di farmi somministrare un vaccino non obbligatorio quanto in questa pandemia. Eppure, ho paura, non conosciamo le possibili conseguenze nel lungo periodo, ma io voglio accertarmi che nel breve periodo almeno sono protetto. Chi lo sa cosa succederà domani, intanto, io direi di vaccinarsi perché si il vaccino è stato fatto in poco tempo ma sono state effettuate tutte le sperimentazioni del caso e poi anche medici e altri sanitari se lo sono somministrati quindi sarebbero tutti dei pazzi?

  4. Io non penso che andrà a buon fine questo referendum anche perché lo stato d’emergenza è fino a fine anno. Credo sia un modo disperato per andare a sollevare inutili contestazioni. Certo, il fatto che ora il Green pass sia obbligatorio anche nei luoghi di lavoro, pubblici e privati, fa conseguire l’obbligatorietà del vaccino se una persona non può o non vuole farsi il tampone ogni 48 ore. Ma pazienza. Ognuno fa la sua scelta anche all’insegna della responsabilità civile

  5. Io però devo fare un appunto. Ok sono d’accordo con il Green pass, ma mi spiegate che senso ha nel momento in cui si organizzano matrimoni da 200 persone tra cui ci sono vaccinati, tamponati e bambini piccoli per cui non c’è l’obbligo di Green pass? Il rischio di diffusione del contagio c’è ed è anche molto alto se consideriamo che la gente balla e si assembra tra un piatto e un bicchiere di vino alzandosi a ballare insieme agli sposi… Per non parlare dei lidi in cui quest’estate si organizzavano serate musicali… Oppure dei mezzi pubblici… Ecco, in questi casi, a mio parere, viene meno il senso del Green pass.

  6. Si potrebbero conoscere le motivazioni di ciascuno dei quattro punti per cui viene chiesto il referendum??

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