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Acqua: consumi irregolari e obblighi del gestore

22 Settembre 2021
Acqua: consumi irregolari e obblighi del gestore

Se la bolletta idrica è alta perché il consumo risulta anomalo, il gestore deve avvisare l’utente.

Difendersi dalle bollette salate non è difficile: basta dimostrare che il consumo segnato in fattura è spropositato rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti e all’uso che dell’immobile viene fatto (per la destinazione dello stesso e per il numero di persone che lo abitano). Tuttavia, la Cassazione ha anche precisato che, nel caso di consumi anomali, è specifico dovere della società fornitrice avvisare subito l’utente così da non porlo all’improvviso dinanzi a un bolletta ingiustificatamente elevata. La pronuncia in questione [1], che entra a gamba tesa nella materia dei consumi irregolari dell’acqua e degli obblighi del gestore, merita un approfondimento. Ed anche se l’ordinanza si riferisce ad un’utenza condominiale, il principio è applicabile a chiunque altro. Ma procediamo con ordine.

Secondo la Suprema Corte, la società che ha in gestione il servizio integrato idrico deve informare l’utente della presenza di consumi anomali, per non aggravare la sua posizione; se viene meno a quest’obbligo è tenuta al risarcimento del danno in favore del proprio utente. 

Il principio di diritto affermato dalla Cassazione – c’è da scommetterci – avrà notevoli risvolti nella pratica commerciale e potrebbe divenire il presupposto per la nascita di un nuovo obbligo in capo al gestore: quello dell’informativa preventiva, in ossequio ai doveri di trasparenza e di tutela del consumo. Informativa che scatterà tutte le volte in cui, per ragioni estranee all’uso dell’immobile e all’utenza, i consumi segnati dal contatore dovessero risultare non congrui rispetto alle precedenti bollette. In questo modo, si riconosce peraltro all’utente la possibilità di difendersi preventivamente, senza doversi poi affannare nella gestione del problema con i call center e, in ultima istanza, con il giudice.

Il caso più frequente di consumi irregolari dell’acqua è quello dipendente da perdite occulte nell’impianto idrico, perdite che possono riguardare tanto la rete condominiale che quella del singolo condòmino.

La base normativa per affermare l’esistenza di un obbligo di informazione preventiva in capo al gestore è l’articolo 1175 del Codice civile in forza del quale le parti di un contratto devono, nell’esecuzione dello stesso, comportarsi secondo correttezza e buona fede. Ciò vale per qualsiasi tipo di contratto, anche quello di somministrazione idrica. La norma ha poi numerose attuazioni all’interno del regolamento locale di gestione del servizio e della carta dei diritti ad esso correlata. 

In particolare, la Cassazione enuncia il principio secondo cui il semplice invio di una fattura commerciale relativa ai consumi anomali registrati, a distanza di oltre due mesi dalla rilevazione degli stessi e senza alcuna espressa segnalazione del loro carattere anomalo, non consente di ritenere correttamente adempiuto l’obbligo informativo dell’ente somministrante nei confronti dell’utente finale. In forza di tale previsione, l’ente di somministrazione deve consentire all’utente di avere preventiva contezza dell’anomalia nel consumo, in modo da potersi attivare per evitare l’aggravarsi del danno provocato dall’eventuale perdita occulta.

La mancata diligenza dell’utente, che non ha verificato il regolare funzionamento dell’impianto e del contatore e non ha fatto la cosiddetta “autolettura”, non esclude, di per sé, la sussistenza dell’inadempimento dell’azienda erogatrice dell’acqua al proprio (e comunque distinto) obbligo di segnalazione dei consumi anomali.

Risultato: in caso di omissione informativa per la presenza di consumi irregolari, da parte della società fornitrice dell’acqua, questa è tenuta al risarcimento del danno in favore del proprio utente.


note

[1] Cass. ord. n. 24904/21 del 15.09.2021.


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