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Nuovi modelli Isee: tutto quello che bisogna sapere

22 Settembre 2021 | Autore:
Nuovi modelli Isee: tutto quello che bisogna sapere

Cambia il modo di compilare la Dsu per ottenere l’indicatore economico che permette di accedere a prestazioni agevolate. Ecco le novità spiegate dall’Inps.

Più spazio all’Isee corrente che, rispetto al passato, può essere presentato in più situazioni al posto dell’Isee ordinario. Di conseguenza, il modulo è cambiato, così come sono state introdotte delle modifiche al periodo di validità. Di seguito vedremo, sui nuovi modelli Isee, tutto quello che bisogna sapere: come si compilano e quali sono le novità principali.

Il cambiamento è stato introdotto il 10 settembre 2021 in modo da permettere la richiesta di Isee corrente anche quando c’è stata una variazione della situazione patrimoniale del contribuente. Come noto, l’Indicatore della situazione economica equivalente si rende necessario in particolar modo quando si vuole accedere a uno dei numerosi bonus riservati alle famiglie maggiormente in difficoltà.

In linea generale (ma tra poco vedremo nel dettaglio le indicazioni dell’Inps per compilare i nuovi modelli Isee), le novità più rilevanti riguardano l’Isee università, i genitori separati ed i minori disabili o non autosufficienti. Ecco, però, le spiegazioni dell’Inps su ciò che va inserito nella Dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu) che consente di richiedere l’Isee.

Isee: a che serve?

L’Indicatore della situazione economica equivalente, noto come Isee, serve a conoscere le reali possibilità finanziarie di un nucleo familiare. In questo modo, è possibile sapere se il nucleo o anche solo un suo componente ha bisogno di un aiuto dallo Stato per ottenere una prestazione sanitaria o socio-assistenziale, un contributo per la scuola o l’università dei figli, uno sconto sulle bollette, ecc. In sostanza, per ogni agevolazione viene stabilita una soglia Isee oltre la quale non è possibile accedere al beneficio.

Per poter richiedere l’Isee va fatta prima la Dsu, cioè la Dichiarazione sostitutiva unica che raccoglie tutte le informazioni riguardanti la situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare. Per fare tale dichiarazione, è possibile rivolgersi a un Caf (la scelta più opportuna per chi non ha dimestichezza con le cose burocratiche) oppure utilizzare la Dsu precompilata che si trova sul sito dell’Inps. In entrambi i casi, la dichiarazione viene inviata all’Istituto, che comunica dopo qualche giorno l’Isee.

Per maggiori dettagli, puoi consultare la nostra guida “Come ottenere l’Isee?“.

Isee: perché sono cambiati i modelli?

Dal 10 settembre 2021, i modelli Isee sono stati modificati. La legge, infatti, ha previsto l’aggiornamento dei redditi e dei patrimoni che vengono riportati sulla Dichiarazione sostitutiva unica, prendendo come riferimento quelli dell’anno precedente (nel caso in cui ci sia convenienza per il nucleo familiare) attraverso modalità estensive dell’Isee corrente che verranno determinate successivamente con un apposito decreto.

In sostanza, spiega l’Inps, è stata disciplinata la possibilità, a determinate condizioni, di aggiornare all’anno precedente il patrimonio riportato nella Dsu relativa all’Isee ordinario, che invece fa riferimento al secondo anno precedente. Tanto per fare un esempio: nel 2021, in certe situazioni, dove veniva richiesto l’Isee ordinario che fa riferimento alla situazione del 2019 sarà possibile presentare l’Isee corrente che fa riferimento a quella del 2020.

Isee corrente: che cos’è cambiato?

Come detto, dunque, la legge ha ampliato le situazioni in cui è possibile richiedere l’Isee corrente che riguarda la situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare nell’anno precedente a quello in cui viene richiesto.

A decorrere dal 1° aprile di ogni anno – spiega ancora l’Inps – ed in presenza di un Isee in corso di validità, l’Isee corrente può essere presentato anche nel caso in cui l’indicatore della situazione patrimoniale calcolato prendendo a riferimento l’anno precedente a quello di presentazione della Dsu differisca per più del 20% rispetto allo stesso indicatore calcolato in via ordinaria, cioè sulla base della situazione del secondo anno precedente.

In questo caso, cioè quando l’Isee corrente differisce del 20% rispetto all’Isee ordinario, è possibile effettuare l’aggiornamento del solo dato patrimoniale, fermi restando l’indicatore della situazione reddituale e la scala di equivalenza. Va semplicemente sostituito l’indicatore della situazione patrimoniale calcolato in via ordinaria con quello calcolato in riferimento all’anno precedente a quello di presentazione della DSU.

Per la successiva richiesta dell’erogazione delle prestazioni, l’Isee corrente aggiornato, calcolato secondo quanto indicato al periodo precedente, ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica. Questo significa che dal 1° gennaio al 31 marzo di ogni anno resta ferma la possibilità di aggiornare ai fini dell’Isee corrente unicamente i redditi e non anche i patrimoni.

Isee corrente: fino a quando resta valido?

Come appena accennato, e nel caso in cui ci sia stato un aggiornamento secondo i nuovi criteri, l’Isee corrente ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo sostitutivo della Dsu. Anche nel caso di aggiornamento di entrambe le componenti, cioè dei redditi e dei patrimoni, la validità resta fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo, a meno che ci siano delle variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’Isee corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Se, però, viene aggiornata solo la situazione reddituale e non quella patrimoniale, resta ferma l’attuale data di scadenza dell’Isee corrente stabilita in sei mesi dalla data di presentazione del modulo sostitutivo della Dsu, sempre ad eccezione che ci siano delle variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti: in una di queste ipotesi, l’Isee corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Nuovi modelli Isee: quali novità?

Ecco, di seguito, tutte le novità introdotte per la compilazione dei nuovi modelli Isee:

  • sono state aggiornate le indicazioni alle varie annualità dei dati presenti e sono stati inseriti i riferimenti (righi, colonne, codici) alle dichiarazioni e certificazioni fiscali che riguardano l’anno d’imposta 2019;
  • è stata integrata, nei modelli per il calcolo dell’Isee, l’informativa sul trattamento dei dati personali con riferimento al riconoscimento automatico dei bonus sociali per la fornitura dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas naturale, sulla base di quanto previsto dalla legislazione vigente;
  • al fine di comprendere anche i redditi da pensione di fonte estera, tassati esclusivamente all’estero, è stata modificata la denominazione del campo «Redditi da lavoro dipendente prestato all’estero tassati esclusivamente all’estero» del Quadro FC4 della Dsu Mini e Integrale, ora denominato «Redditi da lavoro dipendente prestato all’estero o redditi da pensione di fonte estera tassati esclusivamente all’estero»;
  • per tenere conto della modifica al termine iniziale di decorrenza di uno dei requisiti (residenza da almeno due anni in alloggio non di proprietà di un membro della famiglia di origine) per essere considerato studente autonomo ai fini dell’Isee Università, sono stati modificati il Quadro C della Dsu Integrale e le relative istruzioni per la compilazione. Nello specifico, a seguito della modifica normativa, il termine decorre dalla data di presentazione della Dsu e non più dalla data di presentazione della domanda di iscrizione per la prima volta a ciascun corso di studi;
  • sono stati integrati alcuni paragrafi relativi alla Dsu precompilata;
  • per i neo maggiorenni in uscita da convivenza anagrafica o affidamento temporaneo, la possibilità di costituire un nucleo a sé, qualora il ragazzo/la ragazza ritenga il rientro in famiglia non compatibile con il suo percorso di vita, afferisce al caso in cui l’interessato non risulti residente anagraficamente presso il nucleo familiare di origine, ovvero sia in procinto di spostare la residenza al di fuori di tale nucleo, avendo presentato la relativa richiesta;
  • per le Dsu presentate negli anni 2021 e 2022, non rilevano nel calcolo dell’Isee gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali;
  • che nei casi di richiesta di prestazioni socio-sanitarie per persone minorenni con disabilità o non autosufficienza non si ha facoltà di indicare un nucleo familiare ristretto, perché si applica in ogni caso l’Isee minorenni;
  • il Quadro D, relativo al genitore non coniugato e non convivente con l’altro genitore, non deve essere compilato in presenza di genitore separato legalmente con l’altro genitore, in quanto la separazione non fa venire meno il rapporto di coniugio;
  • sono stati rivisti il modello sostitutivo e le istruzioni relative all’Isee corrente, vista la possibilità di aggiornare il patrimonio all’anno precedente a quello di presentazione della Dsu. Al riguardo, in fase di compilazione dell’apposita modulistica, nel caso di aggiornamento del patrimonio Isee devono essere indicati nel Quadro S2 del modello sostitutivo per il calcolo dell’Isee corrente tutti i componenti (anche quelli per i quali non sia intervenuta una variazione) del nucleo familiare indicati nella Dsu ordinaria di riferimento, barrando per ciascuno la variazione patrimoniale (lettera D) e deve essere compilato il Quadro S5, indicando per ciascun componente del nucleo familiare il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu.

Nuovi modelli Isee: che succede in caso di omissioni o errori?

L’Inps avrà la facoltà di effettuare dei controlli sull’esattezza e la completezza delle informazioni riportate sulle dichiarazioni che consentono il rilascio dell’Isee, anche attraverso i dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate e dell’Anagrafe tributaria.

Nel caso in cui vengano rilevate omissioni o errori nei dati autocertificati ai fini dell’Isee corrente, il contribuente può:

  • presentare domanda per la prestazione avvalendosi della stessa attestazione dell’Isee corrente recante le omissioni o errori. In tale ipotesi, l’Ente erogatore può richiedere al cittadino idonea documentazione per comprovare la completezza e la veridicità dei dati indicati nella dichiarazione;
  • presentare una nuova Dsu contenente le informazioni in precedenza omesse o diversamente esposte;
  • richiedere al Caf la rettifica della Dsu, con effetto retroattivo, ma solo se è il Caf che ha commesso un errore materiale. In tal caso, all’atto della rettifica, il Centro di assistenza fiscale dovrà inserire nel campo «data di presentazione» la data di iniziale presentazione del modello sostitutivo che si intende rettificare.

Nel caso in cui, dai controlli effettuati dall’Inps, risulti accertata l’indebita fruizione di prestazioni agevolate in virtù della presentazione di una dichiarazione mendace, il contribuente non potrà più ottenere il rilascio dell’Isee corrente per un periodo di due anni.



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