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Reimmatricolazione: come si fa?

7 Dicembre 2021 | Autore:
Reimmatricolazione: come si fa?

La nuova immatricolazione di un veicolo va richiesta in alcuni casi specifici: vediamo insieme l’iter, la documentazione e i costi.

Vi sono delle ipotesi in cui è necessario procedere alla reimmatricolazione di un veicolo. Si pensi ad esempio quando una o entrambe le targhe vengono rubate, smarrite o distrutte oppure quando si vuole rimettere in strada un’auto radiata dai registri del Pra a causa del mancato pagamento del bollo auto per tre anni consecutivi. Ma come si fa la reimmatricolazione?

La procedura di reimmatricolazione è piuttosto semplice, essendo di fatto uguale a quella che viene seguita la prima volta quando si acquista un veicolo anche se, in questo caso, di solito, è il concessionario ad occuparsene. Alla nuova immatricolazione, si può comunque procedere in autonomia oppure rivolgendosi ad un’agenzia per il disbrigo delle pratiche auto. In particolare, se la reimmatricolazione deve essere richiesta per lo smarrimento, la sottrazione o la distruzione delle targhe, l’intestatario della carta di circolazione o del documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo (DU) deve, entro 48 ore dall’accaduto, presentare denuncia agli organi di polizia, che ne prendono formalmente atto e ne rilasciano ricevuta.

Trascorsi quindici giorni dalla presentazione della denuncia di smarrimento o di sottrazione, se le targhe non vengono ritrovate, è possibile richiedere la reimmatricolazione agli uffici della Motorizzazione civile e la reiscrizione al Pra del veicolo per il rilascio delle nuove targhe e del nuovo DU [1].

Durante il predetto periodo, è consentita la circolazione del veicolo previa apposizione, a cura dell’intestatario, di un pannello a fondo bianco nel quale è riportata la targa con gli stessi numeri e le stesse dimensioni dell’originale [2].

Altresì, la nuova immatricolazione può essere richiesta all’ufficio competente della Motorizzazione civile quando la targa si è deteriorata. In tal caso, non è necessario presentare alcuna denuncia [3]. Parimenti, se la targa è andata distrutta, l’intestatario della carta di circolazione sulla base della ricevuta rilasciata dagli organi di polizia, deve richiedere una nuova immatricolazione del veicolo [4].

Targhe smarrite, sottratte o distrutte: come fare la reimmatricolazione?

Nelle ipotesi di targhe smarrite, sottratte o distrutte, l’intestatario del veicolo o una persona da questi delegata, se in possesso del certificato di proprietà, della carta di circolazione o del DU, deve presentare la richiesta di immatricolazione a uno Sportello telematico dell’automobilista (Sta).

Al momento per effettuare questa operazione è possibile recarsi presso gli Sta delle delegazioni ACI (Automobil club d’Italia) e negli studi di consulenza automobilistica o presso un ufficio della Motorizzazione civile.

All’istanza unificata, redatta su modulo UI0001, va allegata la seguente documentazione:

  • il documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo o la carta di circolazione e il certificato di proprietà cartaceo. In caso di furto o smarrimento o distruzione del DU, della carta di circolazione o del certificato di proprietà cartaceo bisogna allegare la relativa denuncia presentata agli organi di pubblica sicurezza o una dichiarazione sostitutiva di aver reso denuncia con l’indicazione della data e del luogo dove è stata presentata;
  • la denuncia di smarrimento, furto o distruzione della targa presentata agli organi di polizia oppure, in caso di deterioramento, la targa deteriorata;
  • la fotocopia di un documento di riconoscimento del richiedente in corso di validità e quella della tessera sanitaria dalla quale è possibile evincere il codice fiscale;
  • se l’intestatario è un cittadino extracomunitario deve presentare la copia del permesso di soggiorno in corso di validità oppure la copia di quello scaduto con allegata la ricevuta postale attestante la presentazione della richiesta di rinnovo. In alternativa, è possibile presentare la fotocopia del documento di identità e la fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio o anche la copia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Se non si è in possesso della carta di circolazione, del certificato di proprietà o del DU, prima si deve procedere alla reimmatricolazione del veicolo e, successivamente, si può richiedere il rinnovo di iscrizione al Pra.

In tal caso, vanno presentati:

  • il modulo di richiesta rinnovo di iscrizione al Pra (mod. NP2), su cui va indicato il codice fiscale dell’intestatario del veicolo;
  • la fotocopia della carta di circolazione, rilasciata a seguito della nuova immatricolazione;
  • il certificato di proprietà o il foglio complementare.

Il rinnovo di iscrizione va chiesto al Pra entro sessanta giorni dalla data di rilascio della nuova carta di circolazione.

In quali altri casi è possibile la reimmatricolazione?

La reimmatricolazione è possibile anche per le auto destinate alla demolizione che vogliono immettersi su strada. In genere, si tratta di veicoli iscritti nei registri storici Asi (Automotoclub Storico Italiano), che si presentano in condizioni tali da poter circolare senza creare alcun pericolo.

Se si è in possesso ancora della targa, per la nuova immatricolazione, bisogna richiedere al Pra l’estratto cronologico per il collaudo, redigere un’autocertificazione che ne attesti la proprietà e chiedere all’ufficio provinciale della Motorizzazione civile, il rilascio della nuova targa e del libretto di circolazione.

Se il veicolo è stato radiato dal Pra per il mancato pagamento del bollo, è possibile richiedere la reiscrizione, nel caso in cui le targhe e la carta di circolazione siano presenti. Invece, se le targhe e la carta di circolazione non sono più disponibili, occorre procedere alla reimmatricolazione, pagando i bolli degli ultimi 3 anni maggiorati del 50%.

Quali sono i costi della reimmatricolazione?

I costi della reimmatricolazione si possono così quantificare:

  • 27,00 euro, per emolumenti ACI;
  • 32,00 euro, per la nuova immatricolazione;
  • 10,20 euro, per i Diritti Dipartimento dei trasporti terrestri;
  • 32,00 euro a titolo di imposta di bollo per la reiscrizione al Pra.

Bisogna, poi, considerare il costo della targa, stabilito dal Dipartimento dei Trasporti Terrestri, il cui importo varia a seconda del formato e della Provincia e che si può verificare sul Portale dell’Automobilista.

Se non si possiede il certificato di proprietà del veicolo, la carta di circolazione o il DU, le spese ammontano a:

  • 27,00 euro per gli emolumenti ACI;
  • 32,00 per l’imposta di bollo.

In entrambe le ipotesi, se ci si rivolge allo Sta di una delegazione dell’ACI o ad un’agenzia per il disbrigo delle pratiche automobilistiche, oltre ai costi previsti per legge per la richiesta, va aggiunta la tariffa relativa al servizio di intermediazione.


note

[1] Art. 102, co. 1 e 2, cod. strada.

[2] Art. 102, co. 3, cod. strada.

[3] Art. 102, co. 4, cod. strada.

[4] Art. 102, co. 5, cod. strada.


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