Diritto e Fisco | Articoli

Tasi: no sanzioni, ma neanche detrazioni

13 Giugno 2014
Tasi: no sanzioni, ma neanche detrazioni

Senza detrazioni un Comune su due.

I contribuenti onesti non verranno colpiti da interessi o sanzioni per gli inciampi in una delle tante variabili che ostacolano i pagamenti della Tasi. La rassicurazione è arrivata ieri dal vice ministro dell’Economia Enrico Morando.

Resta da chiarire quali errori, ed entro quali termini, potranno essere sanati, ma l’intervento del Governo a questo punto è certo.

Nello stesso tempo, però, il nuovo tributo risulta più pesante per molti contribuenti per la quasi totale assenza di detrazioni: queste ultime, infatti, sono state previste solo in un Comune su due.

La prova arriva direttamente dalle delibere della Tasi approvate fino a oggi, che in quasi il 50% dei casi, ignorano la possibilità di introdurre sconti per le abitazioni principali.

A dirlo è l’analisi di Itworking, società del sistema Assosoftware che ha passato al setaccio i contenuti di tutte le decisioni locali approvate finora: su un totale di 2.251 delibere varate finora, la Tasi bussa alla porta delle abitazioni principali in 1.722 casi, ma le detrazioni compaiono solo 725 volte, mentre non hanno alcuno spazio negli altri 997 casi.

Il risultato è pessimo, perché le detrazioni servono a recuperare una parte della progressività che era garantita nell’Imu, accompagnata da uno sconto fisso di 200 euro per tutti e un bonus aggiuntivo da 50 euro per ogni figlio convivente fino a 26 anni di età: in altre parole, quando il nuovo tributo sui servizi viene applicato senza sconti si rivela più caro dell’Imu 2012 soprattutto per le case di valore più basso, dove il vecchio sistema di detrazioni interveniva a cancellare o comunque a ridurre pesantemente l’imposta, e per le famiglie numerose, che nell’Imu godevano degli sconti aggiuntivi.

Il problema non è da poco, non solo per il numero dei Comuni che stanno decidendo di ignorare le detrazioni ma anche per il panorama fiscale offerto dalle abitazioni italiane. Secondo l’ultimo censimento condotto dall’agenzia del Territorio, il 51,2% delle abitazioni ha una rendita catastale fino a 400 euro, e di conseguenza aveva un’Imu azzerata o quasi dalle detrazioni e rischia di vedersi recapitare una Tasi più pesante della vecchia imposta.


note

Autore immagine: 123rf com


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