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Invalidità al 74: pensione

7 Dicembre 2021 | Autore:
Invalidità al 74: pensione

Pensione anticipata precoci, prepensionamento a 63 anni, pensione d’invalidità civile, assegno ordinario: che cosa spetta al lavoratore invalido dal 74%.

Il lavoratore che recentemente è stato riconosciuto invalido nella misura del 74% probabilmente non sa che può avere diritto a diverse agevolazioni economiche. Per invalidità al 74% i benefici pensionistici quali sono? Innanzitutto, per invalidità al 74, la pensione che il disabile può ottenere, se lavoratore precoce, è il trattamento pensionistico anticipato con un minimo di 41 anni di contributi: non è dunque necessario che arrivi ai 42 anni e 10 mesi richiesti per la pensione anticipata ordinaria (alle lavoratrici è richiesto, per la pensione anticipata ordinaria, un requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi).

Si noti comunque che non esiste una specifica pensione anticipata erogata per il solo riconoscimento dell’invalidità nella misura del 74%: può spettare, invece, l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali.

Nel dettaglio, l’assegno di assistenza, o pensione d’invalidità civile, spetta a coloro ai quali è stata riconosciuta un’invalidità civile almeno pari al 74%: non si tratta di una prestazione previdenziale, cioè basata sui contributi versati, bensì di una prestazione di assistenza, erogata solo se l’interessato è disoccupato ed in condizioni di bisogno economico. Per ottenere il trattamento assistenziale, infatti, è necessario essere disoccupati, under 67 e al di sotto di determinate soglie di reddito (4.931,29 euro annui; per il 2021).

Tornando alle prestazioni previdenziali, il lavoratore riconosciuto invalido civile al 74% può avere diritto, dai 63 anni, all’Ape sociale, un’indennità di accompagnamento alla pensione, purché possieda almeno 30 anni di contributi.

Qualora sia riconosciuta un’invalidità non solo civile, ma anche ordinaria- pensionabile, il disabile, in presenza di uno specifico requisito contributivo, può aver diritto all’assegno ordinario di invalidità: tale trattamento è calcolato alla pari della futura pensione, ma è cumulabile limitatamente con il reddito di lavoro. Illustriamo con ordine e osserviamo quali siano i trattamenti previdenziali spettanti con un’invalidità almeno pari al 74%.

Ape sociale per invalidi dal 74%

Nel caso in cui il lavoratore sia stato riconosciuto invalido civile nella misura del 74%, o superiore, può aver diritto all’Ape sociale: questa consiste in una prestazione di accompagnamento alla pensione, calcolata allo stesso modo del trattamento pensionistico, fino al raggiungimento di un tetto massimo di 1.500 euro mensili.

La prestazione spetta con un minimo di 63 anni di età e di 30 anni di contributi (le donne hanno diritto a uno sconto di un anno di contributi per ogni figlio, sino un massimo di due).

L’Ape sociale, che è stata prorogata al 2021 e che dal 2022 dovrebbe diventare una misura strutturale, cessa di essere corrisposta alla data di compimento dell’età pensionabile (pari a 67 anni sino al 31 dicembre 2024).

Qualora la misura sia prorogata e l’interessato maturi le condizioni prescritte per l’indennità entro il 31 dicembre 2022, entro il 31 marzo 2022 deve essere richiesta la certificazione dei requisiti all’Inps, oppure, in via intermedia, entro il 15 luglio 2022 (istanza intermedia). Vengono ammesse domande tardive, nei limiti delle risorse disponibili, sino al 30 novembre.

Per il 2022, qualora l’Ape sociale sia prorogata o resa direttamente strutturale, le date dovranno essere confermate da un’apposita circolare dell’Inps.

Pensione anticipata precoci

Nel caso l’interessato abbia ottenuto il riconoscimento di un’invalidità civile almeno pari al 74% e rientri nella categoria dei lavoratori precoci, cioè sia in possesso di 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del diciannovesimo anno di età, può avere diritto alla pensione anticipata con un minimo di 41 anni di contributi. È necessario, inoltre, che l’invalido risulti iscritto alla previdenza obbligatoria anteriormente al 1996.

La pensione anticipata precoci può essere conseguita anche attraverso il cumulo, cioè sommando la contribuzione accreditata presso gestioni previdenziali diverse. Si sottolinea però che, dal momento della maturazione dei requisiti sino alla decorrenza della pensione, è richiesta l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 3 mesi.

Per ottenere il trattamento agevolato occorre anche richiedere la certificazione dei requisiti all’Inps entro il 31 marzo di ogni anno (le domande tardive sono accettate, nei limiti delle risorse disponibili, sino al 30 novembre di ogni anno).

Assegno ordinario di invalidità

Nel caso venga riconosciuta un’invalidità civile del 74%, il disabile anche aver diritto all’assegno ordinario di invalidità, possedendo i requisiti sanitari ed almeno cinque anni di contributi Inps, di cui tre accreditati nell’ultimo quinquennio.

Si sottolinea, però, che l’invalidità civile, cioè la riduzione della capacità lavorativa generica, non deve essere confusa con l’invalidità al lavoro, o pensionabile- ordinaria: è quest’ultima, infatti, l’invalidità da valutare per il diritto all’assegno ordinario. Per poter ottenere la prestazione, nel dettaglio, viene valutata la riduzione delle capacità di lavoro confacenti alle attitudini specifiche del richiedente.

La riduzione della capacità di lavoro ai fini dell’assegno ordinario non è comunque misurata in percentuale: specificamente, è richiesta un’invalidità al lavoro superiore ai 2/3

Il possesso di un’invalidità civile del 74%, dunque, non comporta automaticamente il riconoscimento di un’invalidità ordinaria- pensionabile in misura corrispondente, utile ai fini dell’assegno ordinario.



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