HOME Articoli

Editoriali Il bavaglio contro Internet è passato in una Commissione distratta. E ora?

Editoriali Pubblicato il 24 gennaio 2012

Articolo di




> Editoriali Pubblicato il 24 gennaio 2012

È passato inosservato, dietro la protesta degli autotrasportatori e il caro benzina, l’emendamento-bavaglio firmato dal leghista Gianni Fava che costituisce un vero e proprio regalo all’industria dei contenuti.

La Commissione Affari Europei ha approvato ieri, senza grosse opposizioni, il testo di una norma che mina la libertà degli Internet Service Provider e che consente a “qualunque soggetto interessato” di intimare al prestatore di servizi internet la rimozione del contenuto (testo, immagine, video, file audio) ritenuto illegittimo o illegalmente diffuso. Una disposizione che, se nelle intenzioni mira a reprimere la pirateria informatica, dall’altro lato, per fare ciò, usa il bazooka contro una mosca.

Ciò vuol dire che non sarà necessariamente l’AgCom, né un’altra Authority, né tanto meno la magistratura a imporre all’intermediario la rimozione di un file pirata. Ma potrà essere “chiunque” e quindi anche stesso titolare del diritto (o colui che si ritiene tale): l’industria dei contenuti tanto per intenderci. Con tutte le conseguenze che abbiamo già sciorinato parlando di quella che, non molti giorni fa, ci sembrava una legge “dell’altro mondo”: la proposta SOPA degli USA (ne abbiamo parlato qua)

L’ex direttrice del Secolo d’Italia ha commentato la notizia con queste amare parole: “Ha veramente capito poco di Internet chi pretende di contrastare la pirateria e gli atti illeciti compiuti in rete riducendo la libertà di espressione…”.

E di fatto, l’emendamento influisce sulla libertà di espressione. Poiché ben facile sarà che l’intermediario dei servizi Internet, al fine di evitare un lungo, rischioso e costoso giudizio, cancelli il contenuto incriminato: senza alcuna preoccupazione di interpellare e consentire di difendersi a chi quel contenuto aveva messo online, calpestando quindi il diritto di costui alla libera manifestazione del pensiero.

Insomma, tra le tante liberalizzazioni, si è liberalizzata anche l’autotutela personale… Alla fine, infatti, si ritornerà alla preistoria, dove è sempre il più forte (colui che detiene il potere economico) ad avere la meglio.

Il voto in aula sulla legge comunitaria è previsto per la prossima settimana, ma già numerosi sono i dissensi alla norma, sia all’interno del Parlamento che in tutta la rete. Non è ancora detta l’ultima parola.

 



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI