Pubblico impiego: mobilità obbligata entro 50 km e demansionamento

14 Giugno 2014
Pubblico impiego: mobilità obbligata entro 50 km e demansionamento

DL riforma della P.A.: addio al trattenimento in servizio, sì al demansionamento dei pubblici dipendenti in caso di necessità.

Porte aperte nella pubblica amministrazione per 15mila giovani grazie alla cosiddetta “staffetta generazionale“. È uno degli obiettivi principali che il governo si è posto con il Decreto Legge su Crescita e competitività che è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri e ha per oggetto la completa riforma della Pa.

In questo modo, il decreto abroga innanzitutto il trattenimento in servizio, ossia l’istituto che consente ai dipendenti pubblici di restare al lavoro anche oltre i termini della pensione.

L’addio definitivo al trattenimento in servizio scatterà per tutti al 31 ottobre 2014 (dirigenti medici inclusi). Ma non per i magistrati che strappano la proroga fino a fine 2015.

Il riordino della Pa passerà anche dal ricorso alla mobilità volontaria e obbligatoria. Quest’ultima scatterà per i trasferimenti entro lo stesso Comune di residenza oppure in un raggio di 50km.

Spazio poi al demansionamento per gli addetti pubblici in caso di necessità, in attesa del ruolo unico e del riordino della dirigenza che arriverà con l’attuazione del Ddl delega.

Altre misure

Si aggiungono poi il dimezzamento del monte-ore per permessi sindacali e la sottrazione ai segretari comunali del diritto di rogito.

Si riduce poi dal 75% al 10% la percentuale delle spese legali spettante agli Avvocati dello Stato in caso di giudizio a favore di una struttura pubblica (che si azzera addirittura in caso di compensazione delle spese tra le parti) e finiscono nel mirino anche i magistrati in servizio: per accedere agli uffici di diretta collaborazione non basterà l’aspettativa ma dovranno mettersi fuori ruolo.

Sempre in tema di giustizia va evidenziata la scomparsa delle sezioni distaccate del Tar a partire dal 1° ottobre.


note

Autore foto: Sole24Ore


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1 Commento

  1. La mobilità volontaria in sanità (come in tutta la P.A.) oggi è di fatto soppressa, dato che le aziende sanitarie non concedono il nulla osta a chi vince bandi per trasferirsi ed ignora di rispettare il preavviso di tre mesi!
    Inutili anni di lotte e di contrattazioni nazionali… inutili i sindacati ed inutili gli ordini professionali… Tutto cancellato! Si rimane prigionieri e condannati in esilio dalle proprie famiglie, anche quando il tuo trasferimento non danneggia l’azienda di appartenenza, che gode ad esercitare solo uno sterile esercizio di potere fine a se stesso… Complimenti alla riforma della PA! Danneggiando i dipendenti, si danneggiano anche le aziende e la Nazione, non credete? Si continui pure ad opprimere il popolo… avanti! Tanto fra un po’ in Italia rimarrano solo i vecchi e gli extracomunitari di passaggio…!

    P.S.: Finiamola con la storia che se la mobilità fosse più agevole si avrebbe un ritorno in massa dei lavoratori dal Nord al Sud…
    Prima di tutto, molti di quelli, che hanno trovato lavoro al Nord (o anche all’estero) si trovano bene e non intendono tornare.
    In secondo luogo il flusso dei lavoratori si autoregolerebbe, un po’ come succede nel commercio, secondo la legge della domanda e dell’offerta. Io che scrivo ho provato per 8 anni a tornare a casa al Sud, ma non c’è riuscito, perché non c’erano posti disponibili… e questo proprio perché: meno popolazione = meno posti di lavoro! Ora che invece potrei farlo a buon diitto, l’azienda per cui lavoro non mi lascia andare!
    Quindi, sarebbe ora di finirla anche con il reiterare l’annuncio demagogico della volontà di far ripartire il Sud… senza crearvi posti di lavoro ed impedendo alla gente di tornare, anche quando questo fosse possibile… è un gatto che si morde la coda!
    Sì è cominciato con l’unità d’Italia a mortificarte il Sud, provocando la chiusura di fiorenti aziende (è tutto documentato, anche se i libri di storia adottati nelle nostre scuole non ne parlano!), per far spostare la forza lavoro verso le zone d’interesse dei governanti dell’epoca (Savoia & Co.)… Il tutto in una visione a dir poco miope e che paghiamo ancora oggi!
    L’Italia è fondata sul lavoro, ma anche sulla famiglia (o almeno dovrebbe)… chi lavora lontano dai suoi affetti lavora male ed è costretto a tirare la cinghia… la Nazione soffre, perchè soffre la famiglia… soffre la gente!
    Il libero circolo delle persone, anche e soprattutto nel lavoro, si autoregola e porta benessere, come il libero circolare del denaro… Provate a tenere i soldi fermi… l’austerity docet!

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