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È possibile sposarsi solo in chiesa?

10 Dicembre 2021
È possibile sposarsi solo in chiesa?

La celebrazione del matrimonio dinanzi al sacerdote: requisiti ed effetti.

Tu e la tua fidanzata state progettando le vostre nozze. Ci avete pensato tanto e non ha più senso aspettare: entrambi avete un lavoro a tempo indeterminato e abitate nella stessa casa. L’unico problema è che lei è credente e vorrebbe che la cerimonia fosse presieduta dal parroco che la conosce fin da bambina. Tu, invece, sei più propenso per il rito civile. Ma è possibile sposarsi solo in chiesa?  

In questo articolo, ti spiego la procedura da seguire per il cosiddetto matrimonio concordatario, ossia quello che viene celebrato dal parroco alla presenza dei testimoni e trascritto nel registro di Stato civile. Vedremo, inoltre, quali sono i requisiti e i documenti che occorrono per compiere un passo del genere.

È possibile sposarsi solo in chiesa?

Iniziamo subito facendo un po’ di chiarezza. Sposarsi solo in chiesa è possibile eccome. La coppia di nubendi, infatti, è libera di scegliere tra il matrimonio concordatario e il matrimonio civile. Nel primo caso, la celebrazione ha luogo in chiesa, alla presenza del sacerdote e dei testimoni (oltre ai vari invitati). Affinché le nozze possano avere una validità anche per lo Stato italiano è necessario che l’atto sia trasmesso per l’annotazione nell’apposito registro.

Nel secondo caso, invece, la cerimonia avviene in Comune dinanzi al sindaco (o ad un suo delegato) ed ai testimoni. In questa seconda ipotesi, il matrimonio produce già effetti civili, ma non avrà alcuna validità per la Chiesa.

Infine, la coppia potrebbe optare anche per il cosiddetto matrimonio religioso. Tale espressione viene utilizzata tecnicamente per indicare le nozze celebrate in chiesa, ma non trascritte poi nel registro di Stato civile.

Quali sono i requisiti per sposarsi in chiesa?

In questo articolo voglio soffermarmi principalmente sul matrimonio concordatario che, come ti ho già spiegato nel paragrafo precedente, produce effetti civili solamente se trascritto nel registro di Stato civile.

Ebbene, per sposarsi in chiesa, i futuri sposi devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • maggiore età. Non sono ammessi al matrimonio, infatti, coloro che non hanno ancora compiuto i 18 anni. Tuttavia, in presenza di gravi motivi e dietro autorizzazione del tribunale per i minorenni, la legge riconosce tale possibilità anche a coloro che hanno solo 16 anni;
  • diversità di sesso: in altre parole, il matrimonio in chiesa è vietato alle coppie omosessuali, le quali possono optare per l’unione civile;
  • capacità di intendere e di volere: ad esempio, chi è stato dichiarato interdetto non potrà sposarsi;
  • libertà di stato: vuol dire che ciascun nubendo non deve essere già sposato oppure unito civilmente con altre persone;
  • assenza di legami di parentela, affinità, adozione e affiliazione: ciò significa, ad esempio, che le nozze tra consanguinei non sono consentite, salvo determinati casi previsti dalla legge;
  • assenza di condanne per reati di omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro nubendo.

Quali documenti servono per sposarsi in chiesa?

Per sposarsi in chiesa sono necessari una serie di documenti. In particolare, i nubendi devono presentare:

  • il certificato di nascita e di residenza;
  • il certificato di battesimo e di cresima: entrambi servono per attestare che la coppia abbia effettivamente ricevuto i due sacramenti;
  • il certificato di stato libero: come già detto poc’anzi, due persone sposate non possono contrarre un altro matrimonio;
  • il nulla osta ecclesiastico;
  • l’attestato di partecipazione al corso prematrimoniale: sebbene per alcuni sia un peso, chi voglia sposarsi in chiesa deve prima seguire un corso presso la parrocchia di provenienza;
  • il certificato che attesti la cittadinanza italiana.

Per sposarsi in chiesa bisogna richiedere le pubblicazioni?

Oltre a tutta la documentazione che abbiamo appena visto, devi sapere che il matrimonio concordatario è subordinato alla richiesta delle pubblicazioni. Si tratta di un adempimento indispensabile, in quanto serve a manifestare alla collettività la volontà di sposarsi a breve. Pertanto, se qualcuno dovesse essere a conoscenza di un qualche impedimento (ad esempio, la futura sposa è minorenne) potrebbe opporsi alle nozze depositando un ricorso in tribunale.

La richiesta di pubblicazioni viene rilasciata dal parroco (dopo aver verificato la volontà della coppia di contrarre il matrimonio) e, successivamente, va presentata dai nubendi all’ufficio anagrafe del Comune di residenza di uno dei due.

Una volta ottenute le pubblicazioni – che dovranno essere esposte sia sull’albo pretorio online sia in parrocchia per 8 giorni – il matrimonio deve essere celebrate entro 6 mesi.

Sposarsi in chiesa: come si svolge la celebrazione?

A questo punto, vediamo brevemente come si svolge la celebrazione per coloro che hanno intenzione di sposarsi in chiesa.

Ebbene, il sacerdote legge agli sposi gli articoli del Codice civile dedicati ai diritti e i doveri dei coniugi (reciproca fedeltà, assistenza morale e materiale, ecc.) e, successivamente, prepara l’atto di matrimonio in duplice copia (in cui gli sposi possono esprimere la scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni o il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio).

Entro il termine massimo di cinque giorni dalla celebrazione, il sacerdote invia una copia dell’atto di matrimonio all’ufficiale di Stato civile del Comune in cui sono avvenute le nozze, affinché questi proceda alla trascrizione nell’apposito registro. Solo da questo momento in poi, il matrimonio produce effetti anche per lo Stato.



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