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Multa autovelox con cartello di avviso dal lato opposto della strada

24 Settembre 2021
Multa autovelox con cartello di avviso dal lato opposto della strada

Quando la contravvenzione per eccesso di velocità è nulla perché non c’è il cartello o questo è posto sulla carreggiata a sinistra. 

Un nostro lettore ha ricevuto una multa per eccesso della velocità rilevata tramite autovelox su una strada urbana a due opposte corsie di marcia. Il cartello di avviso del controllo elettronico della velocità – peraltro molto piccolo – si trovava posizionato sull’altra corsia, sicché il conducente non è stato in grado di vederlo. Inoltre, la pattuglia della polizia si era nascosta dietro la fermata dell’autobus in coincidenza con il cavalletto dell’autovelox. Ci viene pertanto chiesto se la contravvenzione sia valida o meno e se convenga fare opposizione, quali sono i margini di vittoria e quali prove portare in un eventuale processo. 

La questione sulla validità della multa autovelox con il cartello di avviso dal lato opposto della strada richiede innanzitutto una preliminare trattazione circa i requisiti per l’utilizzo dell’apparecchio di rilevazione automatica della velocità.

La Cassazione ha detto che tutte le contravvenzioni elevate tramite dispositivi elettronici – eccezion fatta solo per le telecamere poste in prossimità dei semafori – sono valide a condizione che la postazione di controllo, sia essa presidiata o meno dalla polizia, sia preceduta da un avviso agli automobilisti e che l’apparecchio sia stato sottoposto a taratura annuale.

Quanto al primo requisito, è bene ricordare che la segnaletica deve essere ben visibile: quindi, non occultata da altri cartelli, dalla vegetazione o da scritte vandaliche. Pertanto, è illegittima la multa se il cartello con l’avviso è posto sul lato sinistro della strada e questo è riservato alle auto che provengono dal senso opposto di marcia.

L’obbligo del cartello preventivo vale anche per gli autovelox mobili, quelli cioè posizionati sulla volante in movimento. 

A ben vedere, poiché l’automobilista – salvo in fase di sorpasso – deve sempre tenere la destra, anche qualora la strada fosse stata a due corsie, il cartello deve essere piantato sul margine destro.

Le regole appena indicate non trovano diversa applicazione a seconda del tipo di strada: quindi, sono valide anche sulle autostrade, sulle strade extraurbane e su quelle urbane.

Quanto alla distanza minima tra il cartello e l’autovelox, questa non è indicata dalla legge ma la Cassazione ha detto che deve essere lasciato un congruo spazio per consentire una dolce frenata. Quanto invece alla distanza massima tra il cartello e l’autovelox, questa non può essere superiore a 4 chilometri; diversamente, è necessario un ulteriore avviso oppure la multa è illegittima. 

Secondo la Cassazione, non è necessario che la pattuglia, presente vicino al treppiede, sia facilmente visibile dagli automobilisti: se la sua presenza è presegnalata dal cartello è del tutto indifferente se la stessa sia in parte occultata da un albero, dalle piante o da altra segnaletica. 

Altro importante aspetto su cui prestare attenzione è quello relativo all’autorizzazione del Prefetto: intanto, la polizia può posizionare l’autovelox operante in modalità automatica – senza quindi la contestuale presenza degli agenti – solo a patto che il tratto di strada rientri tra quelli individuati preventivamente da un’apposita ordinanza prefettizia (i cui estremi peraltro vanno indicati sul verbale per una questione di trasparenza). Ciò vale solo per le strade urbane, quelle urbane a scorrimento, quelle extraurbane secondarie; non è invece necessaria per le strade extraurbane principali e per le autostrade. 

Il rappresentante del Governo deve indicare, nel proprio provvedimento, l’esatta chilometrica ove l’autovelox può essere piazzato senza bisogno della contestazione immediata da parte della polizia al trasgressore (sicché, in tal caso, il verbale arriverà direttamente a casa del trasgressore, con l’aggravio dei costi di notifica). Ciò in deroga al principio generale che impone agli agenti di fermare il conducente nell’immediatezza della violazione per dargli la possibilità di difendersi subito, senza dover poi fare ricorso al giudice. 

L’ordinanza del Prefetto deve infine indicare il lato della strada ove la pattuglia può collocare l’autovelox. Se ciò non viene specificato, il controllo elettronico della velocità può essere effettuato su entrambe le corsie di marcia.

Alla luce di ciò, nel caso che ci è stato rappresentato, sarà possibile fare ricorso evidenziando che il cartello con l’avviso relativo all’autovelox era assente al momento della contravvenzione. La dimostrazione di ciò spetterà sempre al conducente che potrà portare anche una prova fotografica o video. 



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